
È entrata in vigore, anche quest’anno, l’ora legale. Sabato scorso, 26 ottobre 2024.
Ci siamo lasciati alle spalle l’ora illegale. Qualcosa che in Italia è una moda, intendo l’illegalità.
Pensieri e parole

È entrata in vigore, anche quest’anno, l’ora legale. Sabato scorso, 26 ottobre 2024.
Ci siamo lasciati alle spalle l’ora illegale. Qualcosa che in Italia è una moda, intendo l’illegalità.

C’è differenza tra scrivere di narrativa e tra lo scrivere su un programma di messaggistica istantanea. La narrativa ha delle regole, ha la sua precisione, non è facile portare avanti la scrittura, ma quello che viene messo nero su bianco, alla fine, diventa chiaro nella testa dell’autore e, si spera, anche in quella del lettore, tranne casi di romanzi sperimentali, onirici, confusionari.
Mandare un messaggio a qualcuno a cui si tiene, invece, in certi casi, può farci passare per una persona fastidiosa, insicura, perché se un testo di narrativa ha una sua ben strutturata precisione, un messaggio istantaneo è diverso, è scritto in fretta, non viene riletto, lascia esposta una certa interpretazione, parte e non ci si rende conto, magari, che non andava scritto in quel modo, oppure che non andava inviato affatto.

Nel mentre cerco di mettere ordine nella mia vita, non riuscendoci affatto, mi ritrovo a pensare all’arte di raccontare una storia. Sto guardando delle serie TV italiane che per la prima volta mi stanno prendendo molto. In genere ho una pessima opinione delle serie TV italiane, ma ho sempre pensato che se avessero voluto farle bene ci sarebbero anche potuti riuscire e, infatti, Mare Fuori e Un Professore mi hanno preso molto. Mare Fuori tantissimo. È ambientata in luoghi che conosco bene.
Continua a leggere “ordine, scrittura, motivazione e senso della vita”

A volte ci si prova a concedere del tempo per pensare al futuro, o quanto meno all’immediato presente. Cos’è l’immediato presente? Non so, le prossime 4-5 settimane. Si cerca di capire qualcosa in più della propria vita e perché è così tanto difficile affrontarla, cambiarla. Ammesso che ci si possa ragionare sopra. Si ha la forza e il desiderio di cambiarla? Il desiderio c’è però, forse, è ridotto al minimo perché mancano le forze.
Continua a leggere “Tempo fuor di sesto per pensare al futuro”

Ci ho pensato spesso in questi anni. Tutti cambiano, per necessità, perché obbligati, per scelta, e per mille altri motivi. E poi c’è chi non è mai cambiato sin dall’adolescenza.
Immagino questa scena.
Qualcuno ti fa incazzare all’ennesima potenza al lavoro – è molto facile che succeda considerando che nessuno è responsabile mai delle proprie azioni, in certi contesti – e allora cambi. Lasci il posto di lavoro all’istante, prenoti un aereo, vai in aeroporto non più tardi del giorno dopo, magari nel pomeriggio, giusto per mantenere l’adrenalina dell’incazzatura che ti ha fatto mandare tutto all’aria. Se te la prendessi comoda e prenotassi l’aereo quando costa di meno, magari dopo una settimana o due, o un mese, non faresti nulla di tutto ciò. Resteresti dove sei, ridimensioneresti l’incazzatura del momento. Si deve agire in fretta, dopo l’ennesima incazzatura. Cogliere l’attimo.
Continua a leggere “Il cambiamento è mille mila cose tutte insieme”

Le intelligenze artificiali stiano lontane dal mio blog, da qualsiasi articolo io abbia pubblicato nel passato o che pubblicherò in futuro. Non do il consenso a trafugare i miei testi per addestrarle. Se vi servono i testi del mio blog pagatemi 10 milioni di euro ogni anno e, dopo la mia morte, ai miei nipoti. Solo allora potrete usare questi testi.
Continua a leggere “Le intelligenze artificiali stiano lontane dal mio blog!”

Era diverso tempo che avevo in mente di cancellare gli account di Facebook e Instagram, da quando si parlò dello scandalo di Cambridge Analytica. Dati personali alla mercé di queste grandi multinazionali americane, quando poi tutti sappiamo che i cittadini americani e quelli britannici, vengono tenuti sotto sorveglianza dal governo degli Stati Uniti d’America, secondo quando rivelato da Edward Snowden, ex funzionario dell’NSA. Cose che, in realtà, sappiamo da sempre. Oramai non c’è da meravigliarsi più di nulla.
Continua a leggere “Facebook, Instagram, Twitter & co.: la grande fuga!”

Continuando il discorso sulla scrittura, e più in generale sulla produzione artistica, interrotto mesi or sono, ci possiamo chiedere – fosse anche solo per curiosità – cosa porta l’autore di una poesia, un racconto, un romanzo, una canzone, un quadro, delle fotografie, una scultura, a diventare famoso.
Cos’è il successo. Come lo si misura. Chi lo decreta.

Tornare a scrivere per il blog non è sempre possibile. A volte perché sono troppe le cose che vorrei dire. Troppe, ma davvero? Quando mi interrogo e ci rifletto di più, penso sia meglio relegare certe idee in un libro di fantascienza (che mai verrà completato), oppure stare zitto e basta. C’è tanta gente che parla sempre troppo, meglio fare astinenza di parole inutili, pur sempre non riuscendo.
A parte questa riflessione, i blog dovrebbero scrivere di qualcosa di interessante, ma oggi come oggi è diventato difficile interessare. Il gradimento del pubblico si è spostato sui video brevi di Tik Tok o di Instagram, oppure a leggere articoli veloci di 100 parole massimo.
Be’, solo quelle usate fino a questo punto sono 123.
Decisamente troppe!

Il silenzio parla, perché le parole confondono. E il blog ha avuto un periodo di silenzio.
Quando si scrive un articolo per un blog bisogna pensare bene, dedicarci tempo e, soprattutto, è inutile scrivere sempre delle stesse cose, essere negativi o parlare del nulla. Non so se io cado o sono caduto in questi casi.
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