Oltre il clic: la magia del desiderio nei mercati di strada

Old Spitalfields Market: copyright (C) 2025 Giovanni Venturi

Ho provato spesso questa sensazione: la magia del desiderio. Dove? Quando sono stato a Londra all’Old Spitalfields Market, un luogo quasi magico, direi, ma non per motivi straordinari o particolari. È un angolo di consumo, di consumismo, se vogliamo. Un posto dove vendono di tutto e di più e dove è difficile allontanarsi senza aver comprato un qualsivoglia oggetto, aver assaggiato prodotti culinari o dolci. Ma almeno non siamo di fronte ad aziende che battono cassa sul web accumulando migliaia di euro al minuto a botte di clic. È un tipo di consumismo diverso. Non va ad arricchire i soliti noti.

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Perché l’Europa sembra una colonia americana?

Photo by Sebastian Voortman.

In questi tempi strani, dove ognuno ha un’opinione diversa su tutto, in tempi in cui esprimere la propria opinione è molto molto pericoloso, io mi chiedo dove accidenti siamo andati a finire.

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Fumetti, ricordi e graphic novel

Le mie letture per qualche giorno di sano relax

L’estate, e in particolare il mese di agosto, mi porta sempre alla mente vecchi ricordi e di quanto fossi legato alle avventure di Paperino attraverso anche storie speciali come Le Paperolimpiadi, La spada di ghiaccio (se non ricordo male un omaggio a La spada nella roccia), le storie a bivi e Paperinik, che adoravo.

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Ferragosto di grandi sconti e letture

Piccolo articolo di servizio. Se vi va di leggere qualcosa di mio durante questo periodo, sono attivi sconti per i vari e-book che ho pubblicato e potete comprare sia sui grandi store internazionali che su store alternativi rigorosamente europei. In particolare vi presento “Joe è tra noi”, “Sai correre forte” e “Questa estate succede che”. Che potete trovare con maggiori dettagli sul sito completo qui.

foto copertina: © Pavel Losevsky | Dreamstime.com – Surprised Teenager Boy Against Sea, Half Of Face Photo

«Ti prego, Joe, aiutami, non lasciarmi morire.»
In un futuro dove la tecnologia domina l’esistenza di tutti, Anika è la grande madre rete globale su cui ci sono vita, morte e miracoli del mondo intero, una rete interconnessa a ogni casa, scuola, edificio, che regola l’accesso alle informazioni.
Ma ad alcune di esse non è possibile accedere.
Joe è un ragazzo che affronta la vita in una Londra dell’anno 2358. Una richiesta d’aiuto anonima che rimbomba nella sua testa lo spingerà verso agghiaccianti scoperte, che cambieranno per sempre la sua esistenza.
L’eterna ricerca della perfezione e il desiderio del controllo sono i temi di questo thriller fantascientifico.
È possibile cambiare il proprio futuro alterando il DNA?

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Umiliato e offeso: storia di una vita vissuta al contrario

Photo by Mikhail Nilov

Credevamo che il blog avrebbe resistito ai social network, che la gente si sarebbe trovata più a suo agio su un blog piuttosto che su un social network, perché almeno si sperava che su un blog ci fosse un senso di appartenenza: ascolti la voce scritta sempre dello stesso autore. Molti blog che seguivo hanno chiuso bottega da anni.

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Benvenuta primavera

Photo by Hrvoje Abraham Milićević

Come succede ogni anno, anche stavolta ho dimenticato l’arrivo della primavera di venerdì scorso. Il 21 marzo è una data molto importante in due miei romanzi, “Le parole confondono”, il primo da cui la serie prende il nome, e il settimo, ovvero “Quel minuto prima di te”, che si conclude proprio nel giorno 21 marzo, nello specifico 21 marzo 2019.

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Il vero e innegabile bisogno di approvazione

Photo by Wendelin Jacober

Il vero bisogno di approvazione, per uno scrittore, però, arriva dal lettore. È il lettore a rappresentare l’attore ultimo della catena narrativa. Tutta l’attenzione e il lavoro del mondo fatto sul testo per poi arrivare alla pubblicazione può rappresentare anche uno sforzo infinito, ma valere nulla se non si finisce nelle mani del lettore, della sua attenzione, per il fatto che lui o lei lascerà un “voto” o, meglio ancora, una recensione ben fatta, o ne parlerà agli amici, in un blog, su una rete sociale, da qualche parte. Se non accede, il lavoro fatto dall’autore è solo frustrante e inutile. C’è un bisogno di approvazione fortissimo quando si è appena pubblicato un libro, soprattutto perché non si sa se si è fatto bene a pubblicare, se era un testo pronto, rosolato nel modo giusto, se era crudo o se, invece, è venuto fuori addirittura bruciato. Come fai a saperlo se nessuno ce lo dice? Se nessuno nota la nostra nuova creatura?

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