Jonathan Coe… chi era costui?


Sì, chi è Jonathan Coe? È uno scrittore che è nato a Birminghan nel 1961, si è laureato a Cambridge e a Warwick, e vive a Londra. Beh, sì, leggo molta letteratura straniera, lo so.

Questa notte mi ha aperto gli occhi

Ho comprato il suo romanzo “Questa notte mi ha aperto gli occhi” e l’ho trovato interessante. Passaggi fluidi narrati a ritmo di musica, scorrevoli, semplici e con una storia di una band. Adoro le storie che parlano di musica, poi Jonathan Coe ha saputo narrarla per bene. Mi fa piacere recensire questo libro, anche se non sono un critico letterario. L’ho letto dicembre scorso. Mi ha colpito la trama, come ho detto, e questa copertina tutta colorata a mo di murales.

L’edizione a cui mi riferisco è quella della collana “I Narratori” edita da Feltrinelli nel 2008, titolo originale “The Dwarves of Death” – traduzione di Mariagiulia Castagnone; 208 pagine, prezzo di copertina 14 €. Nel romanzo, ambientato a Londra, di cui si riconoscono le tipiche atmosfere, si parla del giovane William. Un ragazzo ventenne che odia il suo lavoro da impiegato in un negozio di dischi. La cosa che mi colpisce, tra le varie, è il fatto che William convive con una donna che non vede mai e con cui si scambia dei bigliettini e, così, si crea una atmosfera tipica che caratterizza in ogni parte questo romanzo: Londra, la musica, il rapporto con questa coinquilina “invisibile”. Viene fuori lo stile dell’autore, insomma, come dicevo, quella cosa che permette di distinguere uno scrittore da un altro, naturalmente da lettore bisogna leggere molto di uno stesso autore per riconoscere in maniera univoca lo stile, oppure si opera una lettura fatta per bene e senza correre, magari mettendosi ad analizzare il testo, ma il lettore normale non lo fa, forse nessuno lo fa, dipende. Io quando leggo non ho questa abitudine, anche se, da scrittore, potrebbe anche servirmi, ma al momento leggo il libro per passione. Qualche volta mi capita di riconoscere le regole della scrittura creativa. Quando un testo è fatto per bene addirittura saltano all’occhio.

Tornando alla storia di Coe, il sogno di questo ragazzo è quello di fare musica, ma non ci riesce, infatti si lega a un gruppo scadente. La vicenda inizia ad accelerare quando una sera William assiste per caso ad un delitto commesso da due nani… da quel momento in poi, ci sarà la ricerca degli assassini e del loro mandante che porterà il protagonosta a confrontarsi con una importante lezione di vita, da cui, per l’appunto, il titolo: questa notte mi ha aperto gli occhi.

In questa edizione c’è un primo capitolo completamente dedicato alla passione per la musica di Coe che ti prende da subito e ti induce a continuare nella lettura. Il resto è stato scritto nel 1990, quindi è tra le prime opere dell’autore. Il romanzo si conclude con “V.O.”, un racconto inedito scritto nel 1998 dove ritroviamo William cinque anni dopo, mentre si trova ad un festival cinematografico come membro della giuria. Se l’aggiunta del primo capitolo si è ben integrata con il resto del libro, questo racconto finale lo reputo completamente inutile. Non ci fosse stato sarebbe stato anche meglio 🙂 .

La pioggia prima che cada

Di Coe ho comprato, per mia sfortuna, mi dispiace dirlo, ma è così, il romanzo “La pioggia prima che cada”. Un testo lentissimo e noiosissimo. L’ho letto tutto perché alla fine erano 222 pagine e speravo sempre che in qualche modo si rendesse interessante, ma è stato un pessimo acquisto. Avrei potuto comprare altro per 7,50 €. In questo romanzo, che poi è l’ultimo di Coe, c’è questa vecchia zia che racconta di venti fotografie nei minimi dettagli, ricordando particolari a mio avviso eccessivi, legando la cosa a storie per nulla interessanti. Tutto per parlare di una bambina, figlia sfortunata della figlia di una sua amica. La piccola viene resa cieca dalla madre, ma non si capisce bene nemmeno il perché. I personaggi hanno le loro motivazioni non ben chiare in cui agiscono. Un romanzo deludente. Leggendo altre recensioni in rete Coe pare abbia fatto di meglio in “La famiglia Winshaw”, “La banda dei brocchi”, “Il circolo Chiuso” e “La casa del sonno”. Vedrò di comprarli, ma non nei prossimi mesi. Ho circa dieci libri che sono lì che mi attendono. Ho l’imbarazzo della scelta su cosa leggere, considerando poi che devo anche scrivere. Il romanzo vuole essere finito. Ieri sera pensavo alla scena successiva. La stavo focalizzando 🙂 . Comuqnue, il fatto è che quando entro in una libreria non resisto. Devo acquistare almeno un titolo prima di uscire. È una cosa più forte di me, così mi ritrovo a comprare dei romanzi, delle raccolte di racconti, anche se in pratica ho tante di quelle cose da leggere che sto bene per un anno 🙂 .

Alla prossima recensione.

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2 thoughts on “Jonathan Coe… chi era costui?

  1. è un problema della condizione umana odierna. Il consumismo ti entra nelle ossa e ti fa fare cose inconsulte. Pure io compro libri senza alcuna possibilità di leggerli!!!

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