“Come Dio comanda” di Niccolò Ammaniti


Finalmente ce l’ho fatta. Ho trovato il tempo per finire di leggerlo.

Un romanzo di quelli come piacciono a me, belli lunghi e interessanti. Con una bella sfilza di personaggi che impari a conoscere man mano. Nel romanzo ci sono anche alcune tecniche narrative che ho riconosciuto e di cui ho apprezzato l’utilizzo. Sto parlando dell’uso di storie parallele che mantengono l’attenzione del lettore su più fronti, inoltre l’importanza fondamentale di quella che è l’ambientazione. Se non fosse stata curata come Ammaniti ha fatto, il romanzo avrebbe ceduto, infatti l’ambiente di Varrano, il paesino dove si svolge la vicenda, è al centro della storia assieme ai personaggi e al tremendo nubifragio che coincide con il climax del romanzo.

La storia

Il romanzo ricopre un arco di tempo di una settimana. Il libro è strutturato in micro capitoli di non più di un cinque, sei pagine e diviso in parti corrispondenti ai giorni della settimana.

Il romanzo racconta delle vicende di Rino e Cristiano Zena, del rapporto tra padre e figlio in un ambiente difficile, dove la violenza domina la scena. Rino è un disoccupato, emarginato, violento, alcolista, tenuto sotto controllo dall’assistenza sociale che minaccia di revocargli la custodia del figlio. Cristiano viene spinto di continuo dal padre a usare violenza per farlo diventare uomo.

La scena iniziale si apre con il padre di Cristiano che, nel cuore della notte, sveglia suo figlio nel sonno e lo obbliga ad andare a uccidere un cane perché gli da fastidio il suo continuo abbaiare. Il ragazzino, appena 13 anni, è costretto a prendere la pistola datagli dal padre e a inoltrarsi nei campi di Varrano alla ricerca del cane e a ucciderlo, con il freddo che lo invade in tutto il corpo. Tra Cristiano e suo padre c’è un legame viscerale, un bisogno l’uno dell’altro, perché entrambi sanno di non avere nessuno al mondo e che senza l’altro nulla avrebbe più un senso. E sarà proprio il loro amore a salvare le loro vite.

Attorno a questi due personaggi vi sono anche gli amici di Rino Zena che sono altrettanto balordi e che costituiscono un clan di nullafacenti che decidono di attuare una rapina a un bancomat che cambierà le loro vite.

La notte del terribile temporale, come anticipato, è una lunga parte alternata con le storie dei vari personaggi in azione che mantiene in tensione durante tutta la lettura. Avevo una gran voglia di leggere tutto il libro senza dormire la notte che sono arrivato a quel punto del romanzo 🙂 .

Il finale è nel classico stile di Ammaniti, almeno come lo era in “Io non ho paura”. È aperto. Sta al lettore dare un senso a tutti gli eventi e immaginare come potrebbe continuare.

Una piccola cosa che mi ha dato “fastidio” nel libro è stata la menzione di una tariffa di un noto gestore telefonico all’interno del romanzo. Non credo fosse necessario scendere in così precisi dettagli in quella scena, anche perché i gestori telefonici sono su tutti i cartelloni pubblicitari per strada e in tivù.

Per il resto vi consiglio questa lettura. Certo a me è piaciuto di più “Io non ho paura” tra i due, ma anche “Come Dio comanda” merita. Questo libro ha vinto il premio Strega 2007.

Riferimenti romanzo: wikipedia, ibs

Alla prossima.

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