Recensioni e democrazia: come ti sconfiggo il selfpublishing #2


Leggo da qualche giorno in rete, solo articoli riguardanti le recensioni pagate dall’autore autopubblicato John Locke (non il filosofo, non il personaggio di Lost). Mi viene da sorridere. Tanto. Tantissimo.

Perché?

Facile. Nel mondo esiste il potere editoriale e quello mediatico (è importante vendere qualche copia in più del giornale, qualche clic in più). Quelli, volendo, le recensioni non le pagano, gliele fanno e basta, come le vogliono loro. Esempio? Facile…

Comprai il libro X di Y, perché mi fu consigliato da un amico spagnolo. Non feci scelta peggiore. Una noia mortale. Eppure che cosa ne dicevano emeriti giornalisti? Che era un capolavoro, che lo avevano letto senza smettere finché non erano giunti alla fine. Sì, sì, come no! Cavolo! Il capolavoro del secolo! Ma per piacere. Io non ci credo. Sarò un eretico, sarò un miscredente, ma è così.

Mi dispiace per quei pochi giornalisti che fanno il loro lavoro davvero bene e che per colpa di alcuni colleghi si ritrovano le maledizioni mie e di chissà quante centinaia di migliaia di persone sul fatto che non sanno fare il loro lavoro. Ma se un libro come “X” è un cappio alla gola ed è pubblicato da case editrici grosse, in Italia è distribuito da Z, perché poi lamentarsi di Amazon e di John Locke?

Perché le persone non parlano di fenomeni italiani e non in cui si elogiano e maledicono libri di grandi editori all’ordine del giorno? Di recente un autore di una casa editrice si è sentito minacciato da una critica al punto da far scattare una sorta di denuncia.

Si elogiano libri che secondo me si poteva fare a meno di pubblicare… E non solo secondo me, ho incontrato almeno altre 4 persone che hanno maledetto i miei stessi libri! Certo si critica anche il fatto che ci siano società che dietro pagamento di compenso ti fanno belle recensioni su Amazon…

“…e quindi?” dico io. Ce le siamo dimenticate le polemiche dei voti comprati nelle gare canore? Che sia vero o falso qualcuno ha fornito spiegazioni chiare? Lì si parlava di grosse case discografiche.

Allora perché si parla di John Locke? Facile, per screditare tutto il selfpublishing. Quindi se uno autopubblica diventa sempre più lo sfigato di turno che non vale un emerito… 😉 .

E invece ci sono testi e testi. Come ho sempre sostenuto. Ecco perché in qualche modo sto boicottando i best seller. Come scrivo nel mio racconto “Sì, devo leggere. Pinocchio” della mia raccolta di racconti “Deve accadere“, i best seller diventano sempre più best seller col passare dei secondi solo perché sono dichiarati best seller. E la cosa è chiara, ho avuto un esempio diretto. Una persona che conosco non legge quasi mai, ma quando lo fa compra solo best seller. Ovvio, no? 😉 .

Insomma niente di nuovo sotto il sole.

Alla prossima.

P.S.: Ho dovuto omettere nomi di autori, titoli, case editrici per evitare di finire anche io tra i denunciati per aver espresso la mia opinione… 😦

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2 thoughts on “Recensioni e democrazia: come ti sconfiggo il selfpublishing #2

    1. Direi proprio di sì 🙂 . L’invidia per uno che sfonda nella scrittura poi nel bel paese è proprio il minimo 🙂 . C’è invidia anche per chi vende 200 copie figurarsi un milione 😀 . E in questo modo si fanno gli articoli. 😀

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