editoria a pagamento… nel 2013


Qualche giorno fa sono venuto a conoscenza di un fenomeno nuovo di editoria a pagamento.

Conoscete il crowdfunding? No? Provo a spiegarlo brevemente. Mettiamo che vi venga un’idea per un progetto e che il progetto abbia necessità di finanziamenti che non potete permettervi.

Vi affidate al crowdfunding. In pratica diffondete la vostra idea attraverso una piattaforma di finanziamento. A chi piace la vostra idea farà una donazione beneficiando di un qualcosa della vostra opera. Raggiunta la cifra, il progetto diventa realtà.

Non avete capito? Allora, io sono un autore di narrativa, voglio realizzare una saga fantasy di tre volumi, voglio usare il meglio che ho sulla piazza, alcuni disegnatori esperti, voglio contattare editor per migliorare i dialoghi, la storia, la struttura, voglio fare vari book trailer, insomma un po’ di professionisti per fare una cosa seria. Fisso la cifra del progetto a 2000 euro e donazioni ammesse in blocchi da 10, 20 e 30 euro. Chi dona 10 euro riceverà comodamente a casa sua solo il testo in versione finale, a chi ne dà 20 magari si mandano anche le bozze dei disegni realizzati, a chi ne dona 30 mandiamo anche un piccolo diario su cui annotiamo lo sviluppo del progetto nel tempo e alleghiamo anche i disegni scartati, i capitoli rimossi dal testo, ecc…

Un cosa del genere va bene se la fa un autore, ma per aver successo ci deve essere un passaparola, la fiducia delle persone nell’idea e nelle qualità dell’autore, insomma, come al solito, se sei uno sconosciuto è difficile racimolare i soldi per il progetto, a volte capita anche se sei conosciuto. Per un autore l’uso del crowdfunding va bene.

Un esempio in cui un autore produce un libro chiedendo un aiuto economico è questo: http://www.kickstarter.com/projects/532881699/love-letters-from-new-orleans?ref=live che è un libro fotografico che celebra la cultura di New Orlenas in 26 lettere. Mostra la città da prospettiva sia positiva che provocatoria attraverso delle fotografie. Libri fotografici sono costosi perché le stampe di foto a colori sono chiaramente più impegnative, economicamente parlando. L’autore offre vari modi per contribuire al progetto e offre diversi gadget oltre al libro, a seconda di quanto si è offerto, si va dal dollaro ai 500 e più dollari.

Generalmente sono questi i libri che si fanno finanziare, libri fotografici, oppure fumetti, di rado qualche libro di narrativa, ma vedrei sempre un fantasy con tanto di illustrazioni a colori. Un libro di narrativa tradizionale è difficile che riscuota il beneficio del crowdfunding, ma non è mai detto. Ogni libro e ogni autore, hanno la loro storia.

Molte piattaforme di crowdfunding richiedono anche la presentazione del progetto tramite un video in cui l’autore spiega il perché si dovrebbe aiutarlo e qual è lo scopo del progetto.

Editoria a pagamento targata 2013

Ma se sei un editore? Se ricorri al crowdfunding per pubblicare i tuoi autori? C’è poco da aggiungere, l’autore dovrebbe sentirsi umiliato a dare credito a un’azione del genere, anche perché i diritti d’autore non restano suoi. Se proprio credi nel tuo libro evita editori del genere, fallo da te, autopubblicati. Che senso ha che un editore speculi sul tuo testo? Perché dovrebbe credere in una cosa in cui il rischio di impresa è a costo 0? Chiaro il concetto? L’editore non caccia un centesimo. I soldi ce li mettono i lettori prima ancora che il libro sia finito. Ogni progetto di crowdfunding ha delle scadenze, non è che una volta fatta la donazione, il giorno dopo riceverete a casa il libro. Deve passare un tempo stabilito da chi fa ciò.

Pensavo di aver visto tutto delle anomalie editoriali italiane, ma questa perla mi mancava. Se l’editore non ha soldi da investire, allora non facesse editoria, può sempre cambiare mestiere o fare il consulente editoriale per un editore NON a pagamento e VERO. Non è  che si deve pubblicare qualcuno se non ci sono soldi, dispiace se l’autore è bravo, ma se non si crede nel progetto non è bello e non ha senso risolvere così.

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4 thoughts on “editoria a pagamento… nel 2013

  1. Non avevo mai sentito parlare di questo fenomeno. Posso capire il progetto del libro illustrato, come il libro fotografico di New Orleans che tu menzioni.

    Ma un autore che scrive un libro di narrativa, che senso ha? perche’ dei lettori dovrebbero correre dei rischi, spendendo i loro soldi per leggere un libro che non e’ ancora neanche stato prodotto?

    Che poi siano gli editori a proporre il crowdunding, allora si’ che e’ una farsa. Basta dire che siamo in Italia, e non si smette mai di stupirsi…

  2. Questa cosa di un editore che si fa finanziare dai lettori per pubblicare un libro è tristissima. Il crowdfunding per definizione collega i sostenitori con l’autore diretto del progetto, senza intermediari. L’intermediario che fa crowdfunding in pratica sfrutta sia i sostenitori che l’autore. Molto comodo.

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