I dialoghi sono fatti di parole


immagine tratta da: http://nuovoeutile.it/esperienze-13-scrivere-dialoghi-per-cinema-e-tv/

Quando si scrive un testo narrativo una delle cose importati che lo scrittore deve saper fare è dare vita a dei dialoghi interessanti.

Attraverso il dialogo il personaggio, in quel momento, sembra davvero prendere vita, ragionare, sragionare, caratterizzarsi e, scrivere un buon dialogo, può diventare difficile.

Il dialogo non deve riportare le esatte parole di quello che potrebbe essere un dialogo reale che si potrebbe, per esempio, ascoltare per strada tra due avventori.

Un dialogo deve essere essenziale, magari indurre a delle domande nel lettore, potrebbe addirittura essere attraverso un dialogo tra due personaggi che l’autore spiega una procedura complicata di un mestiere non alla portata di tutti. Dare informazioni di scienza, di tecnologia. L’autore non può semplicemente copiare parte di un manuale o di un libro di scienza. Nessuno lo leggerebbe.

Passando per la bocca di un personaggio addentro alla questione (lo scienziato per l’appunto) e il dilettante (il personaggio che rappresenta chi è digiuno dell’argomentazione) lo scrittore permette di far conoscere i due e, allo stesso tempo, riesce a sviscerare informazioni che erano necessarie nella storia del libro.

E sei personaggi sono ragazzi di strada che parlano in modo sboccato? Ci scappa qualche parolaccia, ma si possono anche omettere se non sono strettamente necessarie. E se si incontra una Annie Wilkes che cosa di fa?

Annie ha ragione, il personaggio deve essere sì reale, ma bisogna evitare di renderlo stereotipato attaccandogli addosso un linguaggio che non gli crea quell’unicità che è dovuta all’atto della creazione dello scrittore.

Io adoro i dialoghi. Adoro far parlare i miei personaggi nel cuore della notte, magari in cucina, come fanno Andrea e Francesco ne “Le parole confondono“, o in camera da letto come fanno i due fratelli di un mio romanzo ancora inedito.

E i dialoghi sono fatti di parole e le parole sì confondono, ma devono essere scelte con criterio, perché magari possono dire molto più di ciò che una semplice frase lascia ad intendere. I silenzi, gli sguardi, qualche parola detta e non detta. E si crea anche l’atmosfera, proprio perché il dialogo non è un elemento separato dal resto del testo che viene messo solo come mero abbellimento. Il tutto deve essere funzionale e indispensabile alla storia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...