idee: da dove vengono fuori?


(c) Alessandro Pinna / Flickr
(c) Alessandro Pinna / Flickr

Qualcuno si chiederà: ma se uno come questo qui scrive 500 pagine di un romanzo da dove tira fuori tante idee?

Allora, premesso che non bisogna scrivere per forza così tanto per farti venire le idee, devi comunque sapere dove vuoi andare a parare, se stai usando un pretesto per parlare di certi argomenti. E dai non guardatemi storto, perché non è certo una novità che qualcuno usi una sorta di ambientazione della storia partendo da qualcosa che serve solo per parlare d’altro. Lo fanno anche i comuni signori pubblicati dalle signore case editrici di cui TU lettore compri quei cosi chiamati BEST SELLER.

Detto questo, le idee base, ovvero l’ABC per poter iniziare una storia, mi vengono quando penso a un argomento, a un personaggio. Metto a fuoco quale sarà il punto di massima intensità drammatica della storia e un possibile finale e poi ricopro le parti intermedie. Ovviamente si parla sempre di punto di massima intensità drammatica (in gergo tecnico è il climax che è cosa ben diversa dal tampax), anche in storie in cui non muore nessuno. Per esempio, ne “Le parole confondono” nei due climax delle due storie parallele non muore nessuno.

Le idee più specifiche mi vengono mentre cammino al lungomare e vedo qualcuno fare qualcosa, oppure mentre passeggio e penso, oppure sotto la doccia. In quei momenti vengono fuori idee niente male davvero. Forse maturano in testa come le fragole e non le puoi cogliere prima che siano belle rosse perché altrimenti non hanno alcun sapore.

(c) Sergio Pani / Flickr
(c) Sergio Pani / Flickr

Poi, mentre cammino, oppure mentre sto in un qualsiasi luogo vengo bombardato da scene che si adattano a tante nuove storie. La realtà supera sempre la fantasia, ma proprio tanto. Quindi lasciate perdere quelli che dicono che alcuni romanzi di formazione sono troppo fantasiosi, vi siete mai fatto un giro da queste parti? No? E allora ve lo consiglio.

E a voi scrittori non pubblicati da grandi editori da dove vengono le vostre idee? Qualcuno di una grande casa editrice come ne conosco io inventerebbe una storia di sana pianta, un po’ per fare spettacolo, la scena in questi personaggi sta nel sangue, ecco perché poi vengono anche scelti. L’editore già si sfrega le mani quando pensa per esempio di mandarli in TV (sì oggi i grandi editori usano la TV per fare promozione e visto che alcuni hanno le loro TV non gli costa assolutamente nulla, basta alzare la cornetta di un telefono e comporre l’interno desiderato).

Questo ha la faccia da TV, sai quante ne può raccontare per vendere il suo romanzo? Perché è esattamente questo quello che c’è dietro un best seller (la storia oramai non conta manco più visto la merda che c’è in classifica tra i libri più venduti) e dietro un autore di una grande casa editrice. Allora lo piazzano anche a “Quelli che il calcio” se serve, a raccontare cavolate che sembrino anche interessanti. Figurati quando fanno una presentazione in Feltrinelli, possono riempire la sala e passare da autori a show man.

Per tutti gli altri che non sono attori, ma scrittori veri il discorso è per fortuna meno astruso e più reale.

Vi immaginate la faccia di un lettore che guarda “Quelli che il calcio” che magari sente dire a uno scrittore “le mie idee migliori vengono mentre faccio la doccia”. Lo guarderebbero disgustato, cosa che magari non sarebbe se dicesse “le mie idee migliori mi vengono mentre defeco”… quello potrebbe essere un grande effetto risata e, magari, la pura verità, visto che alcuni libri sono così, feci spacciate per grandi storie leggere e frizzantine. Ma, la merda, ha un suo perché…

(c) Stefano / Flickr
(c) Stefano / Flickr

Sono stato un po’ acido in questo articolo? Sì, può darsi, in parte era questo il tono, in altra parte era l’osservazione continuata e rielaborata della realtà che mi passa davanti agli occhi da anni. E un altro po’ è l’effetto dell’estate. Qua o è inverno e piove sempre o fanno 33° C piena estate. Niente temperature intermedie e cieli limpidi.

Ripeto la domanda: «E a voi scrittori non pubblicati da grandi editori da dove vengono le vostre idee?».

Buon inizio settimana.

Ah, prima che chiudo… So che non ve ne può fregare di meno, ma “Le parole confondono” è in offerta su Amazon. Solo lì in offerta perché è l’unico store in cui abbia contato qualcosa. Si tratta di pochi giorni ancora, poi torna al suo prezzo originale e se vende o non vende non mi interessa. Sta lì assieme alle migliaia di altri libri invenduti e ai tanto amati best seller.

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