Era tutto previsto: la colpa è del maggiordomo che non c’è


Sabato 5 luglio 2014, Salvatore Giordano, un ragazzo di 14 anni abitante a Marano di Napoli, faceva un giretto a piedi coi suoi amici. La cosa che il piccolo Salvatore non sapeva è che di lì a poco avrebbe incrociato la morte a causa della strafottenza genetica e conclamata di diversi “responsabili” irresponsabili. Morire nel pieno centro di una città stupenda. La Città Stuprata. È il nuovo nome con cui mi sento di battezzare questa città. Perché? Alcune riflessioni le ho fatte qui: leggi l’articolo.

Veniamo a 7 giorni esatti dal crollo dei calcinacci che hanno strappato la vita al piccolo Salvatore.

(c) Giovanni Venturi
(c) Giovanni Venturi

Ogni tanto qualcuno lascia una preghiera e dei fiori davanti la Galleria Umberto I. Domenica mattina l’ho fatto anch’io, un po’ incerto, ma mi sentivo di doverlo fare. La vicenda l’ho sentita anche mia e non chiedetemi perché.

A 7 giorni esatti dai fatti, pare che tutta la zona sia supertutelata. Il sindaco è costernato. Napoli crolla a pezzi e il sindaco di Napoli è costernato. In quale città svolge il ruolo di sindaco il sindaco di Napoli?

Per l’appunto, il giorno 12 luglio 2014 i pompieri, con un’azione un po’ da telefilm, bloccano la zona di via Toledo adiacente la Galleria Umberto I. Devono rimuovere dei pericolosi calcinacci in Piazzetta Duca D’Aosta. Intervengono anche dei responsabili di un certo livello, tra cui il capo dei vigili urbani di Napoli.

Ho chiesto a un vigile urbano come mai ci si muovesse con ritardo, perché dovesse morire qualcuno prima di poter effettuale questi interventi e mi è stato, chiaramente, detto di non dover rivolgere loro questa domanda. E a chi? All’ufficio tecnico del Comune.

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Nella zona alcuni negozi sono oramai chiusi perché si trovano nella zona interdetta. Altre vittime dei “responsabili”. Certo, loro, almeno, non hanno pagato con la vita.

(c) Giovanni Venturi
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Anche la zona della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Toledo è inagibile, si procede a mettere qualche nastro volante per recensire la zona pericolosa.

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Anche il Palazzo Reale diventa improvvisamente pericoloso e ne viene impedito l’accesso, utilizzando griglie metalliche. A sentire il responsabile dei lavori il grave fatto che si è verificato in questi giorni è solo una coincidenza. I lavori erano già previsti. Certo. Non pensiamo male. Sono coincidenze. Era tutto previsto, peccato che non si fosse potuto evitare il fatto. Non è una fatalità. È omicidio colposo.

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Anche la Galleria Principe Umberto viene chiusa al pubblico perché pericolosa.

(c) Giovanni Venturi
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Si chiude, ma nel concreto ci saranno piani di riqualificazione? Non è che si può chiudere finché non si recuperano soldi da qualche parte. Serve un piano d’azione, piano che doveva essere presente prima che il povero Salvatore ci capitasse di mezzo.

Morto come se fosse una città terremotata in cui da poco sono crollati palazzi, come una città che viene bombardata e allora trovandosi in mezzo alle bombe non hai dove ripararti.

Domani si svolgeranno i suoi funerali, il feretro arriverà direttamente dal Policlinico.

La morte di una ragazzo così giovane è intollerabile. Di chi è la colpa?

Ah, ho capito, sarà del maggiordomo che non c’è. È lui il responsabile nei romanzi gialli, no? E questo cos’è se non un giallo in cui non si capisce nulla?

Al momento sono 45 gli indagati.

L’unica cosa che ho capito è che si ha la parvenza che qualcosa si muova solo in caso di denuncia penale. Solo se muore qualcuno, anche se vi sono casi in cui nemmeno la morte delle persone smuove il comune a effettuare quella che si chiama manutenzione. In una città normale si fa regolare manutenzione.

Tutti proattivi ora, tutti professionali, tutti che se la fanno sotto perché bisogna fare quello che in 60 anni non si è mai fatto e bisogna farlo bene. Bravi, tutti bravi, i miei complimenti vivissimi, ma prima del 5 luglio 2014 dov’eravate? Dove? E, soprattutto, mi chiedo tra un mese che succederà? Tornerà tutto nell’incuria e ci si dimenticherà di Salvatore e di tante vittime innocenti come lui.

Perché, dicevo, ci sono i casi insoluti in cui un po’ di pioggia ha fatto cadere alberi nei quartieri alti e dove qualcuno ha trovato la morte e nessuno è stato punito.

Cosa pretendete? Le cose devono andare così. Se vi conviene ci restate, sennò cambiamo tutti insieme città. Abbandoniamo l’Italia se proprio vogliamo estremizzare e non pensiamoci più. Tanto il colpevole è il maggiordomo che non c’è.

Preciso che con questo articolo non ho voluto sfruttare l’immagine del povero ragazzo che non c’è più. Non sono nessuno. Ho solo mostrato la mia incazzatura. Se potessi fare in modo da riportare indietro il tempo lo farei, se possessi trovarmi io al suo posto lo farei volentieri. Prego per i genitori, i quali devono avere una forza sovrumana che io al loro posto non avrei. Spero che il piccolo angelo Salvatore da lassù vegli su di loro.

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