Un Liebster estivo


Quando meno te l’aspetti, a pochi giorni dalla partenza estiva, ti arriva una nomina al Liebster Award! Se non ne avete mai sentito parlare, si tratta di un premio che viene dato ai blog dai suoi lettori e colleghi blogger, per sostenerlo e segnalarlo a nuovi lettori.

Le regole delle nomination sono:

  1. Ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti sono state poste.
  2. Premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 follower e che ritenete meritevoli.
  3. Comunicare la premiazione nelle bacheche dei “vincitori”.
  4. Proporre a vostra volta undici domande.

Ringrazio Barbara Businaro di Webnauta che mi ha nominato e vado subito a rispondere alle sue undici domande.

Le mie 11 risposte

1. Per voi migliora l’ispirazione scrivere al mare o in montagna?
Un posto rilassante aiuta a concentrarsi. Questo mese di agosto l’ho passato anche a scrivere, al mare. L’ispirazione migliora attraverso l’osservazione del quotidiano, e preferisco il mare.

2. Racconto, romanzo o saga: cosa preferite e perché?
Scrivere? Un romanzo. Il racconto deve essere immediato, colpire subito e se non sei Hemingway o se non scrivi racconti da anni non è così facile. Col romanzo hai il tempo di presentare i personaggi e di fare evolvere gli eventi coi dovuti tempi in cui mi trovo più a mio agio. Una saga non so, non ne ho mai scritte, ma mi ritrovo col terzo volume de “Le parole confondono” che dovrebbe uscire, se tutto va bene, per ottobre. E non sarà l’ultimo, ne sono previsti altri due (e forse qualche altro), dipende se avrò tempo, voglia e ispirazione. Potrebbe diventare una saga, ma non so, la saga la associo più al genere fantasy.

3. Tra gli scrittori inglesi, W.Shakespeare, J.Austen, A.Christie o T.Hardy?
J. Austen, ho letto con piacere il suo Orgoglio e pregiudizio e mi ha strappato anche un sorriso per alcune scene comiche che l’autrice ha saputo ben rendere. Degli altri non ho letto nulla.

4. Pubblicare un libro all’anno di qualità per una lunga carriera o un unico romanzo bestseller internazionale e poi sparire nell’ignoto?
Il romanzo bestseller è difficile da confezionare e non so se poi permette di sparire nell’ignoto a meno che non ti poni come Elena Ferrante che nessuno sa chi sia realmente, ma anche lei ha dovuto sfornare più libri prima di avere il successo che ha. E poi non so se io sia adatto a diventare uno scrittore così noto, avrei difficoltà a capire come relazionarmi col pubblico.

Preferisco pubblicare un libro all’anno. Meglio due, ma il tempo è quello che è, non sempre si può. Quest’anno sarà la prima volta assoluta dal 2012 che pubblico due libri, io spererei anche in un terzo, ma è tutto in alto mare.

5. Più libri o più vestiti in valigia? (l’ereader non vale! considerate solo il cartaceo)
Generalmente porto molti vestiti in valigia, ma finisco sempre per non metterli tutti. Ne resta sempre qualcuno di troppo, forse potrei optare per più libri in valigia, ma senza ereader la vedo difficile visto che sto diventando un lettore molto selettivo con l’aumentare dei libri che leggo e potrei scegliere i cartacei sbagliati e finirei per non leggerli.

6. Trasposizioni cinematografiche: prima si legge il romanzo o prima si guarda il film?
Prima il romanzo. Il film lo puoi vedere in qualsiasi momento dopo e ci metti molto meno che leggere un libro. Chiaramente se il libro non mi è piaciuto in genere non ne vedo la trasposizione, anche perché sanno tutti che le trasposizioni lasciano a desiderare. Se poi ti capita un libro come “13 reasons why” la trasposizione in serie TV è quel raro caso dove è decisamente migliore del libro che è un bestseller e non si capisce come mai. Boh.

7. Avete l’occasione di vivere dentro un libro, poi però non ne uscirete più, andrete oltre il finale, vivendo nuove pagine. Quale titolo prendete in considerazione per questa nuova vita?
So di essere un esaltato, ma dico: “Le parole confondono“. Oramai Andrea, Giulia e Francesco sono diventati i miei compagni di viaggio.

8. Di quale scrittore/scrittrice vi piacerebbe essere l’assistente fidato? (con tutti i pro e i contro di questa scelta)
Di Elena Ferrante se parliamo di un italiano, se parliamo di uno straniero direi magari Stephen King o Grisham, non saprei. Meglio Elena Ferrante, però.

9. Vi è concesso di viaggiare per tutto il mondo, in tutti i luoghi, ma senza libri appresso, solo un blocco per gli appunti. Partite o restate?
Se la cosa non si prolunga molto nei mesi, parto. Sai quanta ispirazione viene viaggiando? Un botto. Io un libro l’ho iniziato a scrivere la sera dopo essere stato in un posto, un café. Mi ha ispirato tantissimo.

10. Visitare l’ambientazione di uno dei vostri romanzi preferiti, nel luogo e nel tempo: dove andate?
Non saprei, magari a Castle Rock nella novella Il corpo, tratta dalla raccolta Stagioni Diverse di Stephen King.

11. Primo appuntamento con lei/lui dopo estenuanti lusinghe, ma improvvisa arriva l’ispirazione per concludere quel capitolo fermo da mesi. Prendete la penna o le chiavi di casa?
In genere non resto fermo su capitoli per mesi a meno che non abbia più tempo per scrivere oppure non mi ritrovi a scrivere più cose in parallelo, come mi è successo. Ho un romanzo aperto da sei anni e che forse quest’anno finisco e pubblicherò diciamo per inizio 2018. Quindi scelgo di prendere le chiavi di casa.

Le mie nomine

Il problema delle nomine è che quelli che io nominerei sono già stati nominati, e non soltanto una volta, inoltre non seguo molti blogger, poi non so se si può nominare chi ti ha nominato. Bel problema, eh? Ci provo lo stesso.

Morena Fanti in Solo io e il silenzio
Maria Teresa Steri e il suo Anima di carta
Marco Freccero in La storia prima di tutto
Marina Guarneri in Il taccuino dello scrittore
Francesco Zampa in … vi parla il maresciallo Maggio

Le mie 11 domande

  1. Ti contatta Netflix per proporti un film o una serie televisiva da un tuo romanzo sotto la tua supervisione. Accetti?
  2. Ti contatta una grande casa editrice per il tuo romanzo. Sei un autoeditore. Sai che ti chiamano perché ti darai da fare da solo con la promozione. Accetti o rinunci?
  3. Hai mai pensato di scrivere un genere che tira molto e di farlo con uno pseudonimo?
  4. Perché scrivi?
  5. Perché leggi?
  6. In genere scarti la lettura di romanzi di colleghi autoeditori?
  7. Organizzeresti un evento di autoeditori di qualità?
  8. Ti diverte presentare libri in una libreria?
  9. Hai mai incontrato qualcuno che ha fatto ironia sul fatto che scrivi?
  10. Sei mai stato guardato come un alieno da uno o più librai perché ti sei permesso di pubblicare senza l’ausilio di un editore e ora hai la bella faccia tosta di chiedere loro una presentazione nella loro sacra libreria dedita solo alla vendita bestseller di grandi editori?
  11. Cosa ti infastidisce di un libro al primo impatto? Una bruttissima copertina. Una pessima impaginazione del testo (assenza totale di rientri sia in cartaceo che in ebook, presenza di spazi tra paragrafi). Un titolo banale messo a caso. Tutte e tre le cose.
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8 risposte a "Un Liebster estivo"

  1. Più vestiti o più libri in valigia?
    La mia è piena solo degli indumenti di mio marito, a momenti. Per me due cose precise e di solito un libro nella sacca laterale (perché tanto ho con me il Kindle e la scorta è ricca).
    Grazie per la nomination. 😊

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