la sospensione dell’incredulità


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Cos’è la sospensione dell’incredulità?

Quando si racconta una storia, fosse anche mettere nero su bianco poche frasi che compongono un racconto, bisogna fare attenzione a quella che è la sospensione dell’incredulità, ovvero bisogna fare in modo che ciò di cui si parla sia credibile.

Può essere incredibilmente fantasioso, non reale, ma deve essere credibile, i dettagli devono condurre verso situzioni che nel contesto della storia non siano fuori posto.

Robert Lee Zemeckis, col suo Ritorno al Futuro, ci è riuscito. I viaggi nel tempo, a meno che non si riesca a dimostrare il contrario, non esistono, eppure, nei tre film in questione, sono decisamente credibili. I dettagli sono tutti coerenti, ci sono delle regole che l’autore mette sul tavolino e a cui si attiene sempre.

Quali regole? Il viaggio nel tempo ci porta in un altro giorno, mese e anno e ora, ma lo spazio non muta. Se ero nel viale che porta a casa mia con la Delorean, mi sposto nel tempo, in un’altro anno, ma resto comunque nel viale che porta a casa mia. Definita la regola, questa va sempre rispettata, altrimenti si perde di credibilità, viene meno la sospensione dell’increbilità.

J. J. Abrams si è inventato i mondi di Lost e Alias in cui succedono cose impossibili, cose non reali, ma credibilissime.

In una storia è importante l’uso dei dettagli coerenti. Esempio banale. Se il protagonista si innamora delle donne coi capelli rossi, bisognerà dare una motivazione valida affinché sia sempre così e quando non sono più coi capelli rossi bisogna far capire perché; non è che si può dire: “L’amore è l’amore”, perché altrimenti era proprio necessario specificare che si innamora sempre delle donne coi capelli rossi? Non direi.

Non ci può creare un elemento singolare (l’amore per la donna coi capelli rossi) e poi ignorare la singolarità creata perché si resta incastrati narrativamente in qualcosa che non si riesce a spiegare/gestire.

Ma anche quando si parla di spazio, di fantascienza. Prima di mettersi a scrivere di tali argomenti, va vista una serie TV, un film, va letto un romanzo di fantascienza. Non si possono inventare cose palesemente contro le leggi fisiche e contro tutti i concetti che sono stati diffusi in storie dello stesso tipo solo perché non si sono saputi progettare, o semplicemente guardare, i dettagli messi nero su bianco nella storia. Oppure lo si può fare benissimo, ma solo se si danno giustificazioni che permettono di tenere alta la sospensione dell’incredulità.

Se questo discorso non viene tenuto presente, la storia si rompe nelle cuciture, le cose passano un po’ per caso. La notte, una volte è buia, un’altra volta è luminosa a seconda di come serve all’autore pasticcione, oppure a secondo di quanto serve a una storia coerente/incoerente?

6 risposte a "la sospensione dell’incredulità"

  1. La sospensione dell’incredulità è un fattore chiave da tener presente in qualsiasi genere di storia. È difficile stabilire regole al riguardo ma io penso che la spontaneità e coerenza siano legate a doppio filo con la sospensione dell’incredulità. Nel filo della narrazione i personaggi dovrebbero muoversi spontaneamente e in modo coerente di fronte agli eventi, per quanto possano essere fantasiosi questi ultimi.

    In altre parole, penso che se un personaggio si comporti esattamente come si comporterebbe il lettore di fronte a un determinato esempio, quest’ultimo si sentirebbe più coinvolto e invogliato a proseguire la lettura per vedere che succede dopo. E inconsciamente sospende la sua incredulità…

    Se invece i personaggi si muovono in modo poco coerente, senza spiegazioni che il lettore troverebbe condivisibili allora la storia resta lontana dalla realtà e forse comincia a soffrire di trama debole.

    1. Sì, in effetti è prorpio così, la coerenza deve stare nel carattere del personaggio, ma nemmeno. Ha sempre modo di cambiare idea, oppure ha paura di fronte a certi eventi o cambia il modo di agire per stimoli esterni, certo se cambia idea tutto il tempo deve essere chiaro dal principio che si ha di fronte una persona molto molto insicura, ma chissà se un tale personaggio risulterà poi gradevole. Poi dipende sempre.

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