L’amica geniale stagione 2 e Napoli


Tempi antichi
Una Napoli antica in una Napoli moderna del 2019

Qualche giorno fa mi trovavo a girare per Napoli e mi sono imbattuto nel set cinematografico della seconda stagione de “L’amica geniale”, la serie TV tratta dall’omonima tetralogia di Elena Ferrante e pubblicata da Edizioni E/O.

È stato un attimo, un lungo attimo di emozioni, di desiderio di bellezza per una città che offre sempre meno momenti di grandezza. Mi sono chiesto quanto la cultura possa davvero aiutare la città a risollevarsi.

Ma non lo so. Preferisco domande inevase. Domande a cui chiunque può rispondere a modo proprio, con la massima tranquillità. Senza agitarsi come fanno in TV. O magari senza nemmeno porsi domande, ma restando semplicemente incantati a guardare e poi andare oltre.

Spesso, molti aspetti di questa capitale non possono essere compresi nemmeno da chi ci vive da lungo tempo. Ci sono contraddizioni a ogni angolo di strada. Mi sono trovato in questo scenario fuori dal tempo e sono rimasto a bocca aperta, nello stesso modo in cui resto quando fisso il mare sopra il Castel dell’Ovo. Luogo che mi ha ispirato spesso per la mia amata “Le parole confondono“.

Auto antiche, persone vestite con la moda degli anni cinquanta, desiderio di tornare nel passato. Ho pensato a quanto duro lavoro ci sia dietro un serie come questa, quanto impegno per girare magari pochi minuti di scene. Attori e attrici in abiti pesanti con quasi 30° C. Pare si siano messi in moto dalle sei di mattina e durante il ponte del 25 aprile.

Si cerca di riportare lo splendore in TV. Splendore affiancato dalla realtà dei tempi.

Una immagine dal set in un momento di pausa
Una immagine dal set in un momento di pausa

Chi mi conosce sa che sono molto critico verso i libri che leggo, ma questo non vuol dire che quando un romanzo mi piace non lo dica, anzi, chi frequenta il mio blog sa che ho amato molto i testi di Elena Ferrante. I quattro volumi della tetralogia “L’amica geniale” li ho letteralmente divorati. Ho iniziato con il primo volume e mi sono letto senza pause anche gli altri tre.

L’ho fatto molto prima che fosse girata e trasmessa la serie TV. Non so quante persone l’abbiano vista. Penso sia ben fatta. Considerando il tipo di serie TV e il modo in cui vengono fatte le serie TV in Italia vuol dire molto. Si è abbandonato il solito cliché su suore, dottori, ispettori vari, poliziotti, criminali e ci si è concentrati su una narrazione storica di una saga ambientata in una bellissima città.

Molti non leggeranno i libri della Ferrante, attenderanno il “riassunto” che la serie farà loro facendo risparmiare tempo, ma dovrete attendere altri 3-4 anni circa, se dedicano una stagione di 8 episodi a libro. Una stagione all’anno se non ci sono ritardi vuole dire moltissimo tempo, lavoro di attori, registi, persone dietro le quinte. E comunque la serie TV sarà diversa dal testo, “ridotta”.

Sono stato lì in attesa di vedere qualche scena, ma non ci si poteva avvicinare molto. Forse, chi sa, tutto quello che hanno girato durante questi giorni si ridurrà in TV a 10-20 minuti. Non saprei. Non ne ho idea.

Ho sognato una Napoli più bella per due giorni, poi sono tornato al quotidiano da cui non si esce più. Anche se Elena Ferrante narra di una Napoli realissima e che è uguale a quella di oggi, come diceva anche mio padre fino a qualche anno fa. Uguale a quando lui era piccolo e, anche, peggiorata dal tempo.

Certo, quando un libro è scritto bene, quando ci si impegna a promuoverlo per diversi canali, e in un certo modo (ovvero con tanto di uffici stampa, ecc…), si arriva molto in alto. Fu fatta una polemica. Un giornalista voleva capire chi c’era dietro Elena Ferrante.

La Ferrante sarebbe lo pseudonimo di qualcuno che ha già da anni contatti con la grossa editoria. Certo, però almeno il testo ne vale, non sarà un capolavoro della letteratura per molti, ma a me piace e poco mi importa dei retroscena. Spesso arrivano alla pubblicazione testi di dubbissima validità e lo fanno tramite conoscenze presso grossi editori. Amici degli amici, mogli, parenti. Autori e autrici che spariscono in tre mesi o che magari a furia di insistere arrivano anche a vincere premi letterari, ma sempre con un certo imbarazzo. Ho visto bei libri non vincere alcun premio letterario e bruttissimi testi fare l’esatto contrario, ripeto.

Per me la Ferrante resta una buona autrice. Punto. Il resto è rumore di sottofondo.

Come si arriva da un romanzo al successo vero? Non lo so. Di certo la pubblicità continua serve.

E a una serie TV? Non lo so… cioè lo immagino, ma è qualcosa che esula da qualsiasi delle mia possibilità. Bisogna almeno uscire fuori dal contesto di invisibilità in cui mi sono collocato/mi trovo e da cui molto difficilmente potrò uscire… e poi c’è moltissimo lavoro di ogni tipo e conoscenza: come funziona? a chi rivolgersi?

So che se volessi approdare su Netflix Originals non è banale. Tra i requisiti di Netflix si dice chiaramente che per proporre serie TV bisogna farlo attraverso agenzie/produttori che già sono in contatto con loro o/e che hanno già lavorato con loro. Oltre che cercare un produttore con le pesetas, le pezzette, qualcuno a cui piaccia tantissimo l’idea. Tantissimo. E avere in inglese la sceneggiatura e quindi il romanzo/la serie di romanzi.

Insomma, sogni.

Non credo che vedrete mai nascere la serie TV “Le parole confondono”. Nel mentre io mi appresto a finire il quinto libro e, mi raccomando, leggete Elena Ferrante perché ne vale la pena e guardate la serie TV prodotta da Wildeside e Fandango con Umedia per RAI Fiction, HBO e TIMvision.

In effetti mi sono interrogato anche sul senso dello scrivere ma non riuscire ad avvicinare che un pugno piccolo piccolo di lettori. Certo, confrontarsi con Elena Ferrante non ha alcun senso perché è un confronto che non terrà nemmeno tra cento anni, immagino, però mi butta lo stesso un po’ tantissimo nello sconforto.

Voi avete letto i quattro libri de “L’amica geniale”? Se non lo avete fatto, lo farete? E avete visto la serie TV? Vi è piaciuta?

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2 risposte a "L’amica geniale stagione 2 e Napoli"

  1. Letti tutti, anch’io in tempi brevissimi (poco meno di un mese). A me sono piaciuti, dico solo che, forse, si poteva stringere su qualcosa e ridurre la storia a tre libri, ma è una percezione mia che non diminuisce il valore dei romanzi. Sarà stato anche un successo “agevolato”, ma non penso sia immeritato, anzi e mi sono arrabbiata molto quando è venuta fuori tutta la faccenda dei persecutori della sua identità violata in tutti i modi non ho mai capito a che pro.
    A proposito di sogni: sperare di uscire dall’anonima eterna posizione di esordiente è già un sogno notevole, pensare di arrivare in tv con un proprio romanzo… siamo proprio nel campo delle utopie!

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