La musica, la scrittura e “Un giorno, sempre”


Foto: © Artofphoto | Dreamstime.com / Artwork: © Giovanni Venturi

Vi ripropongo l’articolo preparato e pubblicato qualche tempo fa sul blog “Webnauta.it”. Ringrazio Barbara Businaro per avermi dato modo di ricevere così tanti bei e interessanti commenti. Senza la sua professionalità e il suo curatissimo blog non ci sarebbero mai stati.

La musica, la scrittura e “Un giorno, sempre”

L’arte, ovvero le arti, sono legate. Scrivere, comporre musica, dipingere, scattare foto particolari catturando la luce, i luoghi, le sfumature, comporre poesie, versi di canzoni.

Mentre si scrive, in realtà, si scattano foto, si compone musica, si girano film. Con la mente si ricrea un ambiente, si collocano dei personaggi nello spazio, gli si dà una voce, li si fa muovere e si mette insieme una storia.

A volte ci si aiuta con una immagine, con una foto. Ho un racconto inedito che vorrei trasformare in romanzo che mi fu ispirato dall’immagine di una casa in collina.

La copertina di “Sai correre forte” è, per esempio, una foto che ho scattato io. Si vede il mare di Napoli, si intravede l’isola di Capri e ci sono due barche con vela rossa. Nella copertina dell’e-book si vede solo una delle due barche, mentre in quella del cartaceo si vedono entrambe. E in “Sai correre forte” la vera protagonista della storia è Napoli. Luogo simbolo, ma anche personaggio. Inoltre, la foto della copertina è menzionata anche all’interno del testo.

Altre volte c’è la musica, altro potente mezzo di comunicazione.

Mentre scrivevo “Un giorno, sempre” avevo in mente delle canzoni, in realtà ce le ho in mente sempre, anche quando scrivo altre storie, a volte le nomino nella scena che ho scritto mentre ascoltavo quella canzone più e più volte. Ed è successo anche con “Un giorno, sempre”, storia di cui vi voglio parlare in questo articolo, o meglio, della scaletta musicale adatta a questo testo.

Se dovessi dire quali brani mi hanno accompagnato nella stesura vi direi:

“Canone”, in Re maggiore, di Johann Pachelbel


“On the Nature of Daylight” di Max Richter

“Chesta sera” di Nino D’Angelo interpretata da Monica Sarnelli

“Mente e cuore” di Nino D’Angelo interpretata da Monica Sarnelli

“Stitches” di Shawn Mendes

“Shiny Happy People” dei REM

“Everybody Wants To Rule The World” dei Tears For Fears

“The Unforgettable Fire” degli U2

Le prime quattro sono poesie, liriche delicatissime e profonde, per quanto le prime due siano solo musica.

Mente e cuore” viene menzionata da Francesco Sacco dentro il testo, Gianluca nomina “On the Nature Of Daylight”, che trovo molto potente per esprimere certi sentimenti senza parlare, soltanto ricordando, o immaginando.

Il “Canone” di Pachelbel è la colonna sonora della serie. Cosa che ho scoperto per caso a partire dal secondo volume, ovvero “Certe incertezze” dove c’è questo personaggio molto importante che la suona in un parco. Nasce tutto da lì e si spande nelle pagine. Tra l’altro è un brano suonato con violini che di certo avrete udito almeno una volta nella vita. C’è una scena nel secondo volume dove Francesco la sente suonare a Covent Garden a Londra, sia nel secondo che nel terzo volume, ma c’è anche in “Un giorno, sempre”. Non posso dirvi dove, altrimenti svelerei delle cose. Per una musica? Be’, sì. Quando si mettono insieme scene, musica, immagini, c’è un filo conduttore che può anche anticipare i fatti narrati.

Stitches” era nominata in una scena, l’avevo ascoltata in un negozio in cui ho ambientato poi la scena, ma ho dovuto cambiarla perché il romanzo è collocato in un arco temporale precedente all’uscita della canzone. Quel ritornello, che dà il titolo alla canzone, mi era in testa di continuo.

Anche la canzone dei REM viene nominata e la scena è stata scritta pensando proprio a “Shiny Happy People”. Immaginavo di saltellare e muovermi come nel video ufficiale.

Ho visualizzato alcune scene seguendo il ritmo dei brani che vi ho proposto. Questo è il bello della scrittura. Riuscire a essere polifonia, trasportare in luoghi diversi, trasmettere emozioni vive. Almeno è sempre quello che ho cercato di fare con questa serie, soprattutto evitando argomenti banali o superficiali, anzi, trattandone di difficili e con la massima umiltà.

Sinossi

L’estate a Napoli è la stagione delle stagioni: giunge sempre prima, le giornate diventano ricche di colori, di luce, di sogni e di sorprese. È in un giorno troppo caldo di maggio che Gianluca incontra Francesco; non si vedono da quattro anni ma lui ricorda bene il periodo in cui l’amico lo ha aiutato.

Tornano le forti sensazioni di allora, e i sentimenti d’amore per Francesco, quelli che ha sempre represso, riprendono a invadergli il cuore. È spaventato come lo era allora: non vuole permettere al dolore di riemergere, e non può perdere la preziosa amicizia ritrovata dopo così tanto, perché l’emozione che Gianluca credeva sopita torna ancora una volta a chiedere attenzione, un’attenzione che stavolta dovrà essere assoluta.

Quarto volume della serie “Le parole confondono”, può leggersi come romanzo a sé stante, anche se si consiglia la lettura di “Un giorno, sempre” dopo “Le parole confondono”, “Certe incertezze” e “I motivi segreti dell’amore”.

Questo romanzo fa parte della serie “Le parole confondono”.
Volume 1: Le parole confondono
Volume 2: Certe incertezze
Volume 3: I motivi segreti dell’amore
Volume 4: Un giorno, sempre

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E tu hai letto il romanzo? Vorresti leggerlo? La musica è o non è importante in fase di scrittura/lettura?

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4 risposte a "La musica, la scrittura e “Un giorno, sempre”"

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