Il riposo di IFELAPDCS… che non è una parolaccia


Image by Kozymeii Kong. Available on Pexels.com. Released with a free license.

Certi temi tornano sempre. In particolare, lo ha rimesso in ballo, in una delle sue infinite sfaccettature Marina Guarneri nel suo blog. Ma se ne potrebbe parlare così tanto che non basterebbero una serie di romanzi per concludere, se mai si possa concludere.

Ieri sera mi sono detto: “Inizio o non inizio l’editing di IFELAPDCS?”. Meglio fare editing di questo romanzo perché dell’altro non posso ancora in quanto non è stata finita di scrivere la storia. Quando dico “l’altro”, sto parlando del quinto volume de “Le parole confondono“. Non avevo tanta voglia di concludere la storia di Andrea Marini. Sì, c’è lui nell’ultimo inedito di questa serie.

Ho lasciato riposare IFELAPDCS per 8 mesi e 2 giorni. Sono più che sufficienti per riprenderlo. In realtà, lo avevo concluso per abbandonarlo del tutto. Il lavoro era compiuto, la storia aveva avuto il suo finale. Basta. Può bastare, no? Anche perché il lavoro di editing sarà luuuuuungooooooooo e non so nemmeno quante persone vorranno leggetelo e, nello specifico, chi.

IFELAPDCS. Cos’è? Il nome in codice del romanzo in questione. Che poi non è un nome in codice, ma sono le iniziali delle parole che compongono il titolo. Sfido chiunque a indovinare, ma non credo riuscirete.

Perché un titolo del genere? I titoli non sono brevissimi? Sì, ma quando scrivi un testo ironico e a tratti caricaturale, ti puoi permettere già il titolo che fa da caricatura. Poi, magari, c’è chi già si disturba col titolo e rinuncia in partenza.

Sul testo ho lavorato 8 anni e non è concluso. O meglio, saranno 8 anni il 22 luglio prossimo. Non è concluso perché manca la prima revisione globale e tutto ciò che ne consegue da quel momento in poi.

Esiste la copertina già da diverso tempo. Il booktrailer è abbastanza completo, manca qualche fotogramma, se vorrò aggiungerlo, oppure lo tengo nella versione attuale, chissà.

Ci sono i personaggi: Barbara, Carlo, Biagio, Luca, Viviana, Patrizio, Dolores, Mariano, Antonio, la domestica, la lettrice, ecc… ecc…

Forse non dovrei nemmeno parlarne. Perché parlarne se non si è già decisa una data? Se non si è lavorato a sufficienza?

Un commento sul blog di Marina mi consigliava di pubblicare questo romanzo dietro pseudonimo, in totale anonimato, ma lo scrittore anonimo non avrebbe nemmeno un lettore visto che nemmeno esisterebbe ancora, avendo allo stato attuale, da anonimo, zero pubblicazioni, e poi ne sto parlando da così tanto che farlo con un altro nome non credo abbia senso.

Potrebbe portare qualche rogna pubblicare un romanzo così articolato? Mette a nudo, molto a nudo alcuni animi umani perversi che devono sempre umiliare e mettere al tappeto gli altri, più che al tappeto si arriva al ricatto per noia, al mostrare il proprio potere. Infatti si parla anche di politica, si fanno discorsi profondi, si racconta di vita reale, delle condizioni umane e delle condizioni di una grande città attraverso i dialoghi ascoltati da uno dei personaggi in metropolitana. Tanti personaggi che man mano entrano in connessione e che creano la storia.

Penso che prossimamente farò leggere il primo capitolo a qualcuno che conosco e poi preparo un articolo con le reazioni dei lettori. Mai come stavolta il primo capitolo, l’incipit, contiene il cuore del romanzo, lo stile e tutto ciò che il lettore deve attendersi. Ho già dei nomi in mente, ovviamente mi servirebbero dei buoni beta lettori, ma se qualcuno si volesse unire a questo esperimento di lettura con relativo pensiero sul primo capitolo magari si aggiunga nei commenti. Si parla di un testo di 2’302 parole/13’784 battute spazi inclusi. 9 pagine in carattere 13.

Chi si prenota?

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10 risposte a "Il riposo di IFELAPDCS… che non è una parolaccia"

  1. Mi dispiace essermi persa questo articolo e ti ringrazio per avere citato la mia riflessione che ha sollevato la tua. Io questo primo capitolo lo leggo pure, se vuoi. Lo faccio volentieri, per me non sei un’incognita. Hai parlato spesso di questo romanzo e se sei arrivato alla decisione di revisionarlo per pubblicarlo devi usare tutti i mezzi a disposizione, compresa la collaborazione altrui, per finalizzare il progetto.

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