La libertà, questa famosa sconosciuta libertà

Foto di Public Co da Pixabay

«My freedom ends where yours begins.»
«La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri.»
«La mia libertà finisce dove comincia la vostra».
O anche, come dice il cristianesimo: «Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te».

Il concetto si spiega da solo: rispetto e civiltà.

Tutti vogliamo essere liberi, ma se il nostro essere liberi implica che gli altri devono subirci e non possono essere liberi, allora non si può parlare libertà o di diritto alla libertà. Lamentarsi del fatto che nessuno ci può impedire di essere liberi e che vogliamo fare tutto ciò che ci pare e piace e che ci passa per la testa, quando poi siamo proprio noi a limitare la libertà di un altro individuo, o a farlo soffrire, ci rende solo strafottenti e magari pure aggressivi e non inclini al rispetto.

Esempio estremo. Voglio essere libero di andare a uno sportello e di non fare la fila perché ho altre cose da fare o non mi piace stare in fila. Vado e, invece, trovo una lunga coda. In nome della mia libertà a non voler fare la fila mi presento davanti a tutti, me ne fotto e pretendo di essere libero di poter essere servito subito. Qualcuno protesta e fa presente che non ci si può svegliare la mattina e saltare in testa alla coda solo perché si vuole essere liberi.

La persona che vuole la libertà di essere servito prima di venti persone, esce, ritorna con un mitra, elimina tutte le persone in fila e si fa servire. Lui deve essere libero di andare allo sportello ed essere servito subito.

Esempio molto molto estremo, vero? Eppure, impedire di essere liberi al prossimo sembra essere la missione di molti, fatta attraverso arroganza, sopruso e al voler avere ragione perché se non gli dai ragione sei una merda.

Oggi il rispetto e l’educazione, la comprensione, il venirsi incontro è fuori moda. Lo era ieri e lo sarà sempre di più anche oggi. Molti dicono che il virus ci cambierà in meglio. Io non sono convinto. La gente, alla fine, resta sempre uguale. Se ha un animo gentile e rispettoso, continuerà ad averlo, se ostenta arroganza e insofferenza verso e per gli altri, allora continuerà a farlo, non sarà certo un virus a fargli cambiare idea, ma se anche cambiasse idea lo farà per 5-10 minuti, poi torna alle origini. Soprattutto quando sarà tutto finito, se mai lo sarà.

La storia non insegna quasi mai nulla a certi individui. Loro desiderano solo la libertà, la loro libertà.

Leggevo che qualcuno sta occupando gli appartamenti vuoti delle persone che si sono ammalate di questo virus e che sono state trasportate in terapia intensiva, altri con qualsiasi scusa legata al virus cercano di intrufolarsi in casa e di derubare. Per loro il virus è un’occasione. Non di pensare a come cambiare in meglio, ma è un’ulteriore occasione che permetterà loro di approfittare della debolezza e delle disgrazie del prossimo.

Anche il semplice infastidire qualcuno perché si deve poter urlare in casa propria perché si è in casa propria. Sto in casa mia, voglio riempire di male parole e picchiare mia moglie ventiquattro ore su ventiquattro, far volare pentole, piatti e bicchieri contro lei e la parete confinante del vicino. Sto in casa mia, no? Sono libero di farlo. Siamo tutti in casa più o meno, stiamo calmi sempre e comunque. Con o senza virus.

E non dico che la libertà limitata è solo del vicino, ma anche della moglie che deve difendersi da qualcuno a cui deve dare sempre ragione su tutto o fare ciò che desidera come e quando vuole, o magari anche lei si scatena. Forse come esempio non calza molto bene, meglio quello della fila.

Ma a qualcuno c’è davvero bisogno di spiegare che essere liberi vuol dire non limitare la libertà o il diritto alla felicità degli altri?

4 risposte a "La libertà, questa famosa sconosciuta libertà"

  1. Se io pretendo qualcosa non sto interpretando bene l’esercizio della mia libertà, quella è arroganza, è prepotenza, è crimine (se prendi e usi un’arma per fare valere le tue ragioni.)
    Libero di pensare ed essere ciò che vuoi, ma nel rispetto del prossimo, che vuol dire anche saper fare un passo indietro talvolta, se una libertà altrui ha una priorità che non ti lede.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.