Qual è l’utilità di un social network?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Una volta ho scritto pubblicamente a un giornalista dicendogli che se evitava male parole il concetto passava lo stesso. Non ho avuto alcuna risposta, ovviamente. Un giornalista serio non può usare le prime parole, e mai le male parole, che gli passano per la testa. E poi ricordatevi che la verità in tasca non ce l’ha nessuno. A meno che non stiate calcolando, per esempio, il valore di una formula matematica ben precisa.

Luciano De Crescenzo ci ha scritto un libro sul dubbio. Ha detto di fare attenzione a chi non ha dubbi, chi sa sempre tutto e la sua opinione conta più di quella degli altri. È così che la penso pure io. Resto lontano dalle persone super sicure di sé che ti vogliono solo controllare o farti sentire una nullità.

Oramai siamo in pieno tempo di barbarie e internet non sempre risulta il luogo dove c’è la net neutrality. Su internet c’è anche il caos, ci sono informazioni contrastanti (come anche in TV), c’è gente che si spaccia per professionista dell’informazione riempiendoti di chiacchiere e, in certi casi, anche con notizie costruite di sana pianta, processi fatti in TV dove si giudica e condanna prima ancora della magistratura. L’uso del diritto di cronaca oramai resta solo una banale scusa. Si cerca audience, si bramano consensi, ogni notizia viene estremizzata e gonfiata fino, appunto, ad arrivare alla falsa informazione, per suscitare clamore, ma ormai niente può far più clamore perché ci hanno fatto vedere di tutto e di più, c’è una rissa continua e c’è tanta censura verso certi contenuti ma nessuna dove magari davvero servirebbe.

Profili pubblici su certi social network dove girano liberamente spezzoni di video “ignudi” e in atti “completi” vengono lasciati attivi, mentre chiudono i profili di alcuni personaggi scomodi, ti censurano un commento perché hai citato volgarità e male parole di un personaggio per lasciar intendere quanto non era bravo e buono prima di ricevere così tanti follower.

Basta incapparci mezza volta per capire quanto possa essere utile o meno parlare di politica o attualità o dare la propria opinione in merito su Twitter, ma darla a chi, poi? A un estraneo che magari ha un profilo falso? Ovviamente non parlo delle persone con cui interagisco spesso e che considero quasi amici e verso cui questa critica non è rivolta.

Penso che i social network non siano affatto nati per disquisire di politica o di attualità, come dicevo alla fine dello scorso articolo. E nemmeno si può stare dietro a gente che ha il tweet facile o che si mette a scriverne uno poco prima di entrare dal Presidente della Repubblica. O parlamentari che mandano tweet generici per dare il cordoglio alle persone lasciando “(qui va il nome e cognome)” senza nemmeno avere la decenza di metterci il nome e cognome della persona a cui, secondo loro, sarebbero molto vicini. Quanto meno, su un social network, una tale forma di ipocrisia e strafottenza si riesce a smascherarla. Ovviamente il tweet fu notato da tutti e cancellato dal parlamentare tanto vicino a nessuno. Non so se il vizio del tweet facile è qualcosa imitata da qualche politico estero oppure se sono i nostri politici e giornalisti a fare scuola. E che scuola che fanno, ragà!

La politica è entrata e ha invaso i social network in modo inopportuno. I social network sono nati per ben altro, ripeto: per socializzare, non per fare propaganda o per permettere alle persone di insultarsi in nome della politica o di qualsiasi altro motivo. Purtroppo nemmeno io mi sono reso conto di quanto mi sia lasciato condizionare (in alcuni momenti davvero troppo) e lasciato prendere su questioni futilissime.

Ho sempre usato Twitter per scoprire persone che avessero davvero qualcosa da dire e ne ho trovate persone con cui socializzare, confrontarsi, e questa è una cosa ottima. E allora perché mi sono messo a interessarmi di politica e pseudo attualità? Ci sono incappato perché ogni tanto Twitter, senza che io li segua, ha iniziato a mostrarmi i tweet dei politici (ma perché? Perché, dico io?). Alcuni li ho dovuti bloccare, perché davvero sono qualcosa di insopportabile oltre ogni misura.

6 risposte a "Qual è l’utilità di un social network?"

  1. Io blocco tantissimo, preventivamente e senza rimorsi.

    Comunque se sei in rete da un po’ di tempo ci avrai fatto sicuramente caso: i problemi *grossi* (non che prima fosse tutto fiori e amore) sono iniziati quando in rete ha cominciato ad entrare la politica.

    1. Sì, poi la gente ha iniziato a denigrare le persone che si fanno venire i dubbi, ma dove erano fino a questo momento? Perché nessuno nasce senza dubbi, stanne certo. A me non piace non avere dubbi. Io sono un dubbio vivente su me stesso, figurati se non mi faccio venire i dubbi su quello che dicono gli altri, chiunque essi siano, soprattutto se non li conosco. Oggi invece questi account sono fatti tutti con lo stampino, tipo copia e incolla. Boh, poi ci meravigliamo che l’influencer sia un mestiere e che guadagni tanto. Ci indigniamo. Ho addirittura pensato di cancellare il mio account e di ricrearne uno con lo stesso nome dopo 30 giorni. Mi pare prima non si possa. Cancellerei volentieri tutto quello che ho twittato, ma sono talmente tante cose che ci vorrebbero mesi. Non si può fare in maniera automatizzata.

    2. Chissà se hai letto i miei due articoli precedenti. Hanno dato scalpore. Mi sono ritrovato gente che non conoscevo che ho visualizzato ridere di me e darmi del povero idiota. Twitter notifica i commenti anche quando l’utente li cancella. Pazienza. Sapevo che stavo toccando la carne scoperta e che potevo farmi molto male, ma a volte devo sfogare.

      1. Nel dubbio blocca e vai avanti per la tua strada. C’è gente purtroppo che al di là degli evidenti limiti intellettivi è anche incattivita. Evitali e basta, tanto sono molti meno di quanto sembrano. Non vale mai la pena di farsi trascinare nella melma.

  2. Io ignoro totalmente tutto ciò che mi innervosisce: polemiche sterili, cattiverie gratuite, giudizi non richiesti; non partecipo alle discussioni in cui sono una minoranza (cioè sempre), evito come la peste di dare opinioni su temi caldi. Sui social si dovrebbe fare tutto fuorché politica, invece, adesso, si fa solo quella e si lascia fuori tutto il resto.

    1. Sì, alla fine mi sono perso su Twitter, pensando fosse più bello, più interattivo di altri. Una volta era piacevole commentare, nascevano discussioni interessanti ed educate. Oggi se metti in dubbio i geni al potere ti sei praticamente condannato da solo. È uno schifo. Vorrei vedere tutta sta … di gente che oggi non ha un solo dubbio ieri dove … era. Bah!

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