“The Warehouse” di Rob Hart

“The Warehouse” di Rob Hart

Questa estate ho letto “The Warehouse”, un romanzo di fantascienza di Rob Hart. Il titolo è stato lasciato non tradotto, ma in italiano diventa :“Il magazzino”, infatti nel romanzo si parla del più grande negozio di vendite on-line del pianeta e, ovviamente, il primo pensiero che viene è quello di associarlo a l’unico che conosciamo nel presente e che abbia aumentato le vendite nel corso dei mesi e degli anni, e la sua espansione a livello globale.

Siamo in un tempo lontano in cui ogni cosa che viene acquistata passa per un vendita on-line, la gente non esce più di casa ma si fa spedire ogni cosa. Ci pensano i droni di The Cloud, la mega corporation leader nella distribuzione di prodotti di ogni genere – dai libri agli apriscatole – che in due decenni di politiche aggressive ha letteralmente divorato e disintegrato il mercato globale.

Il romanzo comincia focalizzando sulle vite di tre personaggi. Due futuri dipendenti di TheCloud e il CEO di The Cloud, che attraverso il suo blog parla alla gente prima della sua fine.

Questa corporation è diventata così potente che ha costruito intere città con tutti i servizi necessari affinché i dipendenti vivano in questa città dove devono lavorare. Una città chiusa in compartimenti, come edifici di case popolari sovraffollate, in cui tutti mangiano patatine e CloudBurger, dove tutti vengono pagati in crediti attraverso una banca che è del proprietario di The Cloud, crediti che possono essere convertiti in moneta corrente se mai si volesse andare a spendere nel mondo reale, un mondo reale che nemmeno sembra esistere più.

Le MotherCloud (così si chiamano questi impianti-città di The Cloud in cui si prepara la merce che i droni andranno a recapitare) sono circondate da chilometri di deserto, ma hanno appartamenti microscopici in cui dormire a mala pena, dove l’accesso a ogni stanza, ogni porta dell’impianto-città avviene con il CloudBand, un dispositivo paragonabile a una specie di smartwatch, un orologio da polso super intelligente, che va indossato di giorno e geolocalizza il dipendente, gli dà un punteggio per le prestazioni ottenute nella preparazione dei pacchi. Non bisogna mai finire sotto il “rate” giusto altrimenti si avranno problemi, tanti problemi fino a essere licenziati. Bisogna correre avanti e indietro in corridoi dove è stipata la merce da impacchettare che è stata già ordinata e pagata dai clienti. Sarà il CloudBand a indicare la posizione in cui si trova il prodotto, sarà con il CloudBand che si paga il CloudBurger, un hamburger che, verrà rivelato nel romanzo, viene prodotto con una sostanza ricavata dalle feci umane. Questo romanzo è una chiara visione del mondo verso cui stiamo ci stiamo orientando.

C’è una ragazza che ha un compito ben preciso. È una hacker.
C’è un uomo che ha dovuto chiudere il proprio negozio perché è giunto The Cloud a prendersi tutti i suoi clienti offrendo un prodotto a prezzi stracciati.
C’è il boss di The Cloud con la sua visione, con le sue idee fenomenali. Come si fa a realizzare un impero del genere e come si fa a doverlo lasciare nelle mani di altri? Cosa deve realizzare la ragazza? Ci riuscirà? Come si aggira il controllo invasivo del CloudBand?

The Warehouse è stata una ottima lettura, un romanzo di fantascienza che mi ha tirato dentro la storia sin dalle prime pagine e mi ha spinto ad andare avanti in maniera sempre più avida fino al finale. Da questo romanzo ne sarà tratto un film.

Non posso che consigliare la lettura di questo spaccato di vita che, se non cambiano le cose, sarà parte inequivocabile della nostra, di vita. Saremo tutti fagocitati da un gigante e, alla fine, ci troveremo a lavorarci e a vivere sul luogo di lavoro stipati in ambienti tipo bare, o quasi, dove lo spazio personale diventa il nulla. A chiedere un appartamento più grande costa crediti di The Cloud, ma più crediti vuol dire aumentare il numero di consegne al giorno e poi… si vive?

“The Warehouse” lo trovate in vendita su Google Play Store.

Dalla sinossi: «C’era un tempo in cui guadagnarsi da vivere e metter radici da qualche parte non era poi tanto difficile. Una casa, un lavoro, una famiglia erano obiettivi alla portata di molti, se non di tutti. Ma quell’epoca, ormai, è solo un ricordo, così distante da sembrare a tratti irreale. Perché oggi è tutto diverso. Oggi c’è Cloud: la megacorporation leader nella distribuzione di prodotti di ogni genere – dai libri agli apriscatole – che in due decenni di politiche aggressive ha letteralmente divorato il mercato globale. Per chi, come Paxton, ha mancato d’un soffio il sogno di mettersi in proprio e si ritrova scornato e al verde, Cloud non è l’ultima spiaggia, quanto l’unica spiaggia: l’occasione di rimettersi in piedi e ripartire da zero, cogliendo al volo l’opportunità di traslocare in una delle tante avveniristiche cittadelle in cui gli impiegati del colosso dell’e-commerce abitano e lavorano in perfetta armonia. Anche Zinnia, ex professoressa, è fresca di assunzione. Ma dietro la facciata di impiegata solerte, nasconde intenzioni pericolose. Perché Zinnia è una spia per conto di misteriosi mandanti, incaricata di colpire Cloud dritto al cuore, eliminandone il fondatore, il vecchio, venerabile Mr Gibson. Quando i destini di Paxton e Zinnia si scoprono indissolubilmente legati forse è già troppo tardi. Troppo tardi per chiudere gli occhi sulla realtà di un mondo caduto ostaggio dell’avidità e del cinismo di pochi. Troppo tardi per tirarsi indietro. Troppo tardi per continuare a fingere che la partita sia persa in partenza. Paragonato a classici imprescindibili come 1984 di Orwell o Fahrenheit 451 di Bradbury, The warehouse è il thriller per i tempi che viviamo. Conteso dai maggiori editori e già celebrato tra i migliori romanzi dell’anno, sarà presto un film diretto dal grande Ron Howard».

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