L’indecisione è un problema serio

Foto di Markus Spiske da Pexels

Nella vita capita di essere indecisi. A volte succede sempre e davanti a qualsiasi tipo di attività. Anche rispetto al desiderio. Perché desideriamo qualcosa? È davvero ciò che vogliamo oppure è un ripiego per evitare di pensare meglio a ciò di cui davvero avremmo un gran bisogno? E con desiderio intento il termine generico. Desiderio anche per un acquisto costoso quale possa essere una macchina fotografica o un vestito. È più facile comprare una fotocamera, mettersi a fotografare ciò che ci piace piuttosto che affrontare i propri demoni, e con risolutezza?

Personalmente ho anche pagato la mia indecisione, in termini economici. Esempio banale. Organizzare una vacanza. Ci si rilassa, si rimanda, tanto il volo aereo è lì. L’albergo fino a ieri era disponibile. Sì, ma l’aereo aumenta nello stesso modo in cui di recente la borsa va in negativo e l’albergo magari aumenta il prezzo, oppure vende tutte le camere. Sì, ma io non so se voglio davvero andare lì, e se andassi da un’altra parte? E allora mettiti a valutare questa opzione. E che faccio? Non valuto, resto confuso. Devo arrivare a forzarmi per fare qualcosa che mi potrebbe fare bene. Staccare dalla quotidianità è importante, ma diventa difficile saperlo fare nel modo giusto.

Il fatto è che davanti ai disastri quotidiani, davanti alla possibilità di non riuscire a fare la scelta giusta per me stesso, finisco per rimandare e per dover prendere qualcosa che solo in parte mi risolve il problema e che, in altra parte, evidenzia un altro ben preciso problema, che bisogna essere ciechi a non vedere. Non sono felice e ogni mia azione, ogni pensiero, in un modo o in un altro, tende a farmelo presente.

Non fare nulla e ruotare con la mente a pensare come una trottola senza muoversi è meglio di una scelta che più o meno mi fa stare un pochino meglio? Poi mi pongo un altra questione: e se mi fa stare peggio? Decido, vado in un luogo che conosco e che più o meno mi piace, rinunciando a cercarne uno nuovo che solo per la novità dovrebbe mettermi in moto alla grande. Non era meglio non partire proprio?

Houston, abbiamo un problema. Non sono felice e non so, non ho la minima idea, di come allentare la presa, cambiare marcia, percorso, dedicarmi a me stesso ed essere felice.

A sentire gli altri, a leggere gli “scienziati”, ovvero le persone che sanno sempre tutto e non li sfiora un dubbio manco per errore, sanno sempre tutto loro di come funziona il mondo, di come sono fatte le persone e di come gli altri hanno torto marcio o ragione da vendere. Non c’è mai nessuno che dica: “Dalla dichiarazione di X direi che è molto confuso” e il confuso ammettere che è confuso. Non parlo di un qualcosa di specifico, ma di qualsiasi ambito dell’universo.

Sono stanco di persone che sanno sempre tutto, non hanno dubbi, quando io non so nemmeno se voglio comprare o meno un paio di scarpe e se davvero mi serviranno. Ho fatto prendere al commesso ben 7-8 scatole di scarpe più o meno simili perché molto indeciso e perché costavano quasi 100 euro, dovevo essere sicuro di me.

Sono stanco di non riuscire a capire le cose come andranno a finire, perché l’indecisione è un problema enorme e crea risvolti ancora più problematici.

E non è limitato al fatto che se non ci si decide per tempo a prenotare un viaggio lo si paga molto di più o non si può più farlo perché non si trova più disponibilità. Parlo anche, in generale, della vita personale più intima. Capire, per esempio, che non si avrà mai un figlio, che mai nessuno ti potrà chiamare papà, o nonno, o mamma, o nonna, perché gli anni di incertezza hanno agito in maniera difficoltosa su un carattere insicuro che ama rimandare al domani ciò che può essere fatto oggi, magari anche solo perché si sono viste alcune brutte situazioni in cui altri sono finiti.

Voi siete quelli che sanno sempre tutto e hanno la verità in tasca? Siete eterni indecisi o riuscite a decidere senza forzarvi in un senso o nell’altro?

4 pensieri su “L’indecisione è un problema serio

  1. Io certamente sono della categoria “indecisi”, quelli che esitano parecchio prima di fare una scelta. Però, nel momento in cui la faccio la porto avanti, anche se poi si rivela assai diversa da quel che credevo. Il fatto di averla scelta io mi aiuta: se l’avessi fatta su consiglio altrui mi maledirei, ma averla scelta da me mi fa pensare “Ho voluto la bicicletta, adesso pedalo”. Diciamo che sopportare le conseguenze negative di una scelta mia mi risulta più accettabile che se avessi fatto la medesima cosa perché “spinto” da suggerimenti di altre persone.
    Penso che, in generale, alla fine è la vita stessa che ci costringe a fare delle scelte, perciò trovo giusto ponderare con calma, senza fretta, dopo aver valutato tutte le implicazioni e le possibili conseguenze. Infatti tendo a essere assai prudente, forse troppo. Uno dei miei crucci esistenziali è che non sono mai stato coraggioso. Anche quando ho fatto le classiche “botte da matto” (e le ho fatte a volte) non posso dire che mi sentissi convinto e sicuro del fatto mio mentre gli altri mi dicevano che ero folle a correre certi rischi. Al contrario, ero quasi certo che gli altri avessero ragione a tentare di dissuadermi; e io ho portato avanti le mie poche “follie” esistenziali più per disperazione che per coraggio. Per fortuna non ci sono mai state conseguenze gravi, anzi, alla fine in qualche modo le cose si sono sempre risolte bene. Ma è stata pura fortuna, non merito mio.

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    1. be’, sì, fare una scelta poi la porti avanti. Io credo che anche quando non si sceglie, in realtà, si scelga. Se uno resta nel limbo soffre, se si rimanda, si soffre. A furia di pensare “vorrei trasferirmi all’estero, ma poi ci penso”, mi sono completamente affossato in una realtà quotidiana spaventosamente orrenda. Spero di riuscire a ritrovare le forze e cambiare regime, vita, per tornare a respirare dell’aria fresca. A volte mi lascio rilassare dalla musica o da una intensa scrittura.

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  2. No,indecisa no, piuttosto sono insicura, ma questa è un’altra rogna.
    Lo so che è caratteriale, che non ti aiutano i consigli perché finisci col dire: ma io non ci posso fare niente. Invece può aiutarti l’esperienza. Hai visto quante occasioni perdute? Hai visto quanta confusione ti rimane? Allora, una volta prova a fare la prima cosa che ti detta l’istinto e se sbagli pazienza, ritenterai con qualcos’altro, con la seconda cosa che volevi fare o un’altra che ti viene in mente. Buttati. Meglio il rimorso che il rimpianto. Io la penso così e vivo così. Attenzione: i dubbi mi vengono, credo siano fisiologici, ma poi scelgo una via e come viene viene.
    Non lasciare troppo spazio all’infelicità, che quella distrugge e non ne vale la pena.

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    1. In effetti ho confuso insicurezza e indecisione, ma solo perché l’insicurezza porta automaticamente all’indecisione. A volte mi trovo a ripetere le stesse cose che mi fanno stare bene per stare bene, ma poi dura poco. Magari approfondirò con un altro articolo.
      Grazie.

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