“Io non ho paura” di Nicolò Ammaniti, 2001


Sicuramente Nicolò Ammaniti non ha bisogno di presentazioni. Classe ’66 esordisce con il suo primo romanzo “Branchie!” nel 1994. Per il resto vi rimando al suo sito internet.

Questa estate ho letto il suo romanzo “Io non ho paura” pubblicato nel 2001. In realtà ho letto parecchio, ho scritto un altro po’, ma oggi mi dedico a questo bravissimo autore italiano.

Avevo sentito nominare questo libro, forse ricordavo di aver sentito parlare del film, ma non mi ci sono mai dedicato molto agli autori italiani, infatti ne leggo di rado e ho scoperto che faccio male 🙂 . E sì, ora che ho letto Ammaniti, comprerò e leggerò tutti i suoi romanzi. È bravissimo. Vorrei scrivere proprio come lui. Arriva al cuore ed emoziona con le parole giuste, con la storia e coi personaggi. Leggere “Io non ho paura” mi ha trascinato dentro la storia. Era come se fossi anche io ad Acqua Traverse, tra i campi zeppi di grano, il cielo limpido e il caldo torrido di quell’estate. Ero anche io assieme a Michele, a Salvatore, a Barbara e a Maria. Ho scoperto anche io Filippo nella casa abbandonata.

L’io narrante del romanzo è Michiele Amitrano un bambino di 10 anni. Un bambino forte, coraggioso e altruista. Attraverso i suoi occhi riusciamo a vivere tutta la storia senza necessità di altri punti di vista esterni. Attraverso Michele si apre la storia, capace di descrivere anche il mondo degli adulti in una sconvolgente realtà che ci porta dritti alla cuore della vicenda con la voglia di continuare a leggere mentre le lacrime colano. E sì. Il finale è così toccante. Mi ha preso. Ho iniziato il libro una sera e l’ho finito la sera successiva. Non mi è mai successo prima con altri libri. Certo avevo anche più tempo, ma i capitoli si lasciano leggere con voracità e creano curiosità crescente su tutta la vicenda, pagina per pagina.

Il film è del regista Gabriele Salvatores con Diego Abatantuono nella parte di Sergio. L’ideatore del sequestro. Immagino, che sia un bel film, ma il libro di sicuro lo è molto di più. I film non posso renderci i pensieri dei personaggi o i risvolti psicologici complessi e articolati. Sono sono un modo di vedere la storia da un altro punto di vista. Sono curioso di vederlo, ma consiglio a tutti di leggere il libro. Merita.

Alla prossima.

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