Lost… The End


E certo, parlo di Lost, quella bellissima serie televisiva che ci ha fatto compagnia per sei anni. È giunta alla sua conclusione. Beh, dopo sei anni ci voleva, potrebbe dire qualcuno, qualcun altro ancora potrebbe obiettare dicendo che dovevano continuarla. Come tutte le cose belle e brutte che siano, nulla dura per sempre, purtroppo o per fortuna?

Per salvare una serie televisiva come Lost avrebbero però dovuto interromperla con la fine della quarta serie considerando come è andata avanti, come è stata forzatamente trascinata… Il finale mi è piaciuto molto, sia ben chiaro.  Sono stati 111 minuti emozionanti, delicati, commoventi, quando i personaggi della realtà parallela, o alternativa che si vuol considerare, ricordano la loro vera realtà ci scappa la lacrima. Ma non andava forzato e trascinato come è stato fatto. Ad essere obiettivi si capisce che le stagioni 5 e 6 sono state scritte perché c’era un contratto con la ABC che avrà portato un bel mucchio di soldi.

I personaggi nella quinta e sesta serie si sono comportati in modo più strano del solito, seguendo pulsioni dettate solo dalla trama che era molto sconclusionata. Che ha portato completamente fuori da quella bella cosa che sono state le prime 4 stagioni, dove abbiamo conosciuto la storia personale completa di ogni singolo personaggio. Di Locke si capisce solo nella terza serie perché è sulla sedia a rotelle, per esempio, e quindi se proprio dovevano tornare sull’Isola doveva esserci meno incasinamento. Perché alla fine il senso di tornare sull’Isola io lo assocerei al fatto che lì sono stati felici, sono maturati, si sono redenti dalle loro colpe, dai loro sensi di vuoto. Kate è un’assassina, Sawyer è un truffatore, Jack ha un conflitto con il padre, come tutti i personaggi maschili di Lost, Locke è paraplegico solo, Charlie è un tossicodipendente, Claire è una ragazza madre abbandonata dal suo ragazzo che non se l’è sentita di accogliere la gioia di un bambino. L’Isola li aiuta, li redime, ora diventano altruisti, amano, Charlie si libera dalla sua dipendenza e addirittura dona la sua vita per salvare gli altri (e aiutarli ad abbandonare l’Isola) nella commovente scena del finale della terza stagione. Ognuno cambia e l’Isola rappresenta il mezzo per attuare il cambiamento.

Sull’Isola era tutto diverso, hanno riscritto la loro intera esistenza da zero avendo una possibilità di andare avanti. Il ritorno alla vita reale ha, come dire, cancellato, accantonato, tutto il vissuto tra quelle foreste, quelle scoperte, le loro emozioni e relazioni e quando alla fine della quarta serie c’è il flash forward in cui Jack incontra Kate, dopo il ritorno dall’Isola, in cui dice “Kate we have to go back” (Kate dobbiamo tornare indietro) me lo spiego così. Jack depresso, prende aerei a palate nel fine settimana con la speranza (una cosa macabra, come gli dirà Ben Linus in seguito) di schiantarsi, e quindi rivivere tutte le emozioni lasciate indietro sull’Isola. Ma non mi si dica, come hanno fatto gli sceneggiatori, che c’era un motivo vero e importante perché ritornassero, perché da come l’hanno raccontata loro non c’era, era solo un diversivo per tirare avanti e fare soldi sfruttando il fenomeno Lost. Della stagione 5 e 6 le puntate belle nello stile delle quattro stagioni precedenti sono state 4-5. Un po’ troppo poche, non vi pare?

Gli sceneggiatori ci hanno “pariato addosso”, ormai Lost era un cult. Un fenomeno che non si ripeterà per almeno i prossimi trent’anni, perché anche se queste due stagioni sono “scadenti”, le prime quattro e il finale della sesta lasciano un ottimo ricordo dell’intera serie televisiva. Dicevo, si saranno divertiti a incasinare tutto facendo credere in chissà quale rivelazione ci sarebbe stata sull’Isola e sul motivo del loro ritorno, che per me resta quello di cui dicevo sopra. Per esempio, prediamo Widmore, Charles Widmore di cui era tutta la colpa del loro ritorno sull’Isola, il fatto che lui dice di non potervi tornare e invece eccolo là sull’Isola, per l’appunto, ma che senso ha Widmore? Che cosa voleva? Perché li ha fatti tornare sull’Isola? Ah, boh, alla fine Ben lo uccide visto che nella quarta serie lui ha fatto uccidere la ragazza che ha cresciuto come sua figlia. Forse era questo l’unico motivo a livello di sceneggiatura.

Io sarei dell’idea di riscrivere le ultime due stagioni e dare un senso meno di presa per i fondelli per i telespettatori. La sesta serie è stata interessante se vogliamo per questa ridefinizione delle esistenze dei personaggi in quanto l’aereo non si schianta più sull’Isola, ma la cosa bella è che le loro vite sono cambiate del tutto, anche nel passato e non solo perché l’aereo non si schianta e, nonostante ciò, alla fine le vite di questi personaggi comunque si intrecciano, comunque si arrivano a conoscere. Sempre perché c’è la teoria su cui anche con un destino diverso, si incontrano le persone che contano in ogni caso 🙂 .

I concetti affascinanti del tempo hanno generato diverse teorie. Un articolo molto interessante lo si trova su solo-lost.net. È stata bellissima la scena dell’Isola che viene spostata alla fine della quarta stagione. Spostata, ma dove? Nel tempo! E tutti quegli spostamenti avanti e indietro nel tempo sono una cosa troppo bella e quindi anche se gli sceneggiatori poi hanno dato i numeri intrecciando teorie pazzesche di cui non hanno dato poi consistenza, ma buttate così, alla rinfusa, nel caso fossero stati obbligati a fare anche una settima stagione? Si parla anche di tre possibili film su Lost. L’attore che interpreta Jack ha detto che dipende dal copione, mentre l’attore che interpreta John Locke ha detto che il suo personaggio ha concluso con la fine della sesta serie, quindi se ne tira fuori. Io da spettatore non voglio il film di Lost, provocherebbe più danni. Che altro c’è da dire? Certo se uno si mette, alla fine qualcosa esce fuori, ma sfruttare il fenomeno porta a una caduta di stile che produce un fenomeno commerciale su un prodotto di qualità. Un po’ come è successo per il secondo film di The X-Files che era una vera c…a!

Scena finale conclusivaLost è molto bello. Tanti non lo hanno seguito pensando che sia un fenomeno peggio di una soap opera, ma non sanno quanto si sono persi, anche perché ci sono tutta una serie di riferimenti, a volte anche criptici, alla filosofia, alla fisica, alla storia e a tanto altro. È un fenomeno culturale non solo televisivo. E ci sono storie dentro Lost che in nessun’altra serie televisiva troveremo mai. Personaggi come Desmond e Penny che hanno prodotto una grande storia d’amore meglio di Romeo e Giulietta, molto meglio 😉 .

Ci sarebbe tanto da dire, magari ci sarà anche un seguito a questo articolo, altre riflessioni, non so 🙂 .

Alla prossima.

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2 thoughts on “Lost… The End

  1. Bell articolo e condivido appieno quasi tutto.
    Da egoista pero vorrei che continuasse….con gli stessi attori che in realta nn sono mai morti ma che in quella chiesa, che se ricordate nella serie precedente con la madre di faraday, era una specie di porta spazio-temporale, VANNO AVANTI tornando a vivere nell’isola.
    Quindi la realta parallela è reale e nonostante si ritrovino e capiscano che nell altra relata(sull isola) sono morti, la nuova vita è il ritornare sull isola stessa.
    Tener presente pure che BEN è l unico che nn entra in chiesa ma che dice di dover risolvere altre due cose.
    Quindi il seguito si presume possa esserci.
    Magari
    una nuova serie o piu serie dove un nuovo cast sostituisca pian piano il vecchio o addirittura proseguino assieme.
    Il tutto pero senza trascurare le ambientazioni, musiche, autori, registi, insomma tutto cio che ha reso LOST la serie televisiva piu amata e seguita al mondo.-

    1. Grazie. Non c’è problema potevi anche non condividere nulla dell’articolo 😉 . Mi fa molto piacere che hai lasciato un tuo commento.
      In realtà molte serie televisive vanno avanti per anni. The X-Files è andata avanti per 9 stagioni e hanno saputo rinnovarsi anche quando l’attore principale si era stufato del personaggio. CSI Las Vegas sono 11 stagioni che la fa e la seguo sempre con interesse, ma Lost non so. In effetti ci sarebbe sempre cosa dire, ma il problema è che per terminare velocemente con la sesta serie hanno incasinato un po’ tutto tra quinta e sesta, però il problema è che Lost è una serie incentrata sul mistero… Dei personaggi ora sappiamo tutto. E rispetto ad altre serie dove conta solo la storia (vedi “Flash Forward”, vedi “The Event”) qui abbiamo il meglio del meglio, ma non so quanto bene potrebbero riuscire a fare in una settima stagione. Proseguendo come stavano facendo di certo no, poi l’ultimo episodio è quello conclusivo. 🙂 Non riesco a immaginare una fine diversa e altrettanto soddisfacente 😉 .

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