Buttare i libri!


Photo by Pexels "To burn always with this hard, gemlike flame, to maintain this ecstasy, is success in life." Walter Pater
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“To burn always with this hard, gemlike flame, to maintain this ecstasy, is success in life.”
Walter Pater

Titolo folle? Beh, non tanto. Di solito quando uno legge non se la sente mai di buttare un libro, poi perché dovrebbe? Beh, ci sono casi che occorre. Ci sono casi che non ti lasciano altra possibilità.

In genere si dice che i libri anche se sono orribili non vadano buttati. Ne ero convinto anche io, ma dopo aver trovato ben 6 libri orrendi mi sono detto che era un dovere rispetto gli altri autori della mia libreria.

Due li ho proprio buttati fisicamente 🙂 . Li ho presi e li ho lanciati nel bidone della carta. Saranno stati riciclati assieme alle altre carte e cartoni vari.

Un altro non ricordo che fine abbia fatto. Lo presi circa 15 anni fa e non lo finii di leggere.

Altri 3 li ho dati a una libreria che mi ha dato un buono di 9 EUR con cui ho comprato “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury. È un titolo consigliato dal corso di scrittura creativo della Rizzoli che ho comprato fascicolo per fascicolo in edicola diversi anni fa. Mi è avanzato un euro e venti.

Perché ho buttato quei libri? Perché alcuni non mi hanno trasmesso nulla. Altri erano un lungo sproloquio sul nulla. Ben scritti, ma completamente privi di una trama, di personaggi, di un senso. In pratica un esercizio sul come scrivere quasi 300 pagine senza personaggi e senza storia. Un groviglio di parole inutili. Resto sempre più stupito di come alcuni testi riescano a essere pubblicati. Altri erano di una noia mortale benché sul retro ci fossero recensioni di giornalisti di testate anche famose che dicevano di esserci rimasti incollati tutta la notte per finirlo. Si vede proprio che alcuni libri vengono recensiti in maniera per nulla obiettiva, ma giusto per permetterne la vendita. Scommetto che il recensore in questione deve essersi fermato alla trama riportata in quarta di copertina. Ritengo eccessivo impiegare una notte per leggere una quarta di copertina 🙂 .

Ecco a voi i titoli.

  1. “La cattedrale del mare” di Falcones Ildefonso.
  2. “Settembre” di Rosamunde Pilcher.
  3. “Tutto per una ragazza” di Nick Hornby.
  4. “La pioggia prima che cada” di Jonathan Coe.

Noterete che nella lista mancano 2 libri. Non me la sento di nominarli. Sono due esordienti. Se capitasse a qualcuno un giorno di leggere il mio primo romanzo e non piacesse ne avrei a male se leggessi su un blog che qualcuno l’ha buttato nel cestino. Non voglio fare agli altri ciò che non vorrei fosse fatto a me.

Se dovessi consigliare i libri di cui sopra non lo farei. Fermo restando che la mia opinione è quella di un semplice lettore che vaga da classici a moderni, da autori stranoti come Stephen King a puri esordienti. E devo dirvi che ci sono degli esordienti eccezionali, esordienti discreti ed esordienti ancora troppo esordienti. La mia è un’idea personale e mi baso sulla sensazione che un libro mi trasmette, o non mi trasmette. Ho idea di come si scriva un libro, ma non sono un esperto, non voglio giudicare, ma solo dire qual è la mia opinione. Ci sarà almeno una persona che avrà trovato i libri elencati sopra entusiasmanti. A volte anche lo stile di scrittura con cui si presenta un testo influenza il mio giudizio, naturalmente.

Mi dispiace fare certi articoli. Non vorrei passare per un saccente, ma alcuni libri come “La cattedrale del mare” sono costati quasi 20 EUR e non valgono nemmeno la metà del prezzo. C’è addirittura un’edizione a 24 EUR. Ho trovato moltissime recensioni positive di questo libro. Ecco perché il mondo è vago. A non tutti lascia la stessa impressione. Ci sono lettori e lettori e il giudizio cambia. In genere basta fare riferimento a Goodreads, il social network libresco, per avere un’idea del gradimento o meno di un libro da parte di lettori.

Ecco un estratto di un commento trovato in giro (3 stelle):

Pur non mancando episodi “duri” la storia manca di un po’ di cattiveria e di realismo e risulta troppo buonista, quasi melliflua.
La scrittura è fluida e scorrevole e l’ambientazione storica è buona ma la storia scorre troppo lenta, senza ritmo, ad eccezione, forse, dell’ultimo terzo del libro.

Quindi c’è chi condivide la mia idea 🙂 . Mi sono fermato verso pagina 130 quindi appena un sesto del romanzo.

Ed eccone un altro abbastanza differente (4 stelle):

“La cattedrale del mare” è un romanzo storico. Attraverso le vicende, a volte terribili, del protagonista, l’autore ci racconta la vita della Barcellona e della Catalogna in pieno Medioevo (1320-1384). I fatti storici vengono raccontati con molta fluidità all’interno delle storie inventate dei protagonisti e il romanzo si presenta ben equilibrato in questo senso. Un buon romanzo per gli appassionati del genere.

De gustibus. 🙂 .

Alla prossima.

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