“L’isola di Gaia” di Rita Carla Francesca Monticelli

lisoladigaia-kindleEccomi a recensire un libro che ho comprato il giorno stesso che è stato pubblicato, ma che per motivi vari ho dovuto rimandarne la lettura. Perché iniziare una recensione con questa precisazione? Semplice. Il libro mi è piaciuto ogni oltre possibile aspettativa per mille motivi e non so da dove iniziare.

Proviamoci.

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non leggere fa bene alla salute

"Cien anos de soledad"

(CC) Rosy: nessuna modifica dell’immagine: licenza

Articolo ispirato a quello di Marco Freccero sul perché non si legge.

Perché mai uno dovrebbe leggere se oggi ci sono così tante fiction italiane che vogliono insegnarti qualcosa e che vogliono farti la morale, intrattenerti? Una mia zia diceva che guardava una certa fiction in TV perché così ogni sera stava lì a piangere. Ecco, vedi. Perché devi leggere se puoi piangere ed emozionarti davanti a un capolavoro italiano?

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less is more? sempre?

Da che parte stare

(CC) Donato Accogli: nessuna modifica fatta all’immagine: licenza

Gli autori inglesi spesso dicono che “less is more”, ovvero che “il meno è meglio” e lo dicono in riferimento a un testo narrativo. Un po’ come dire: “bando alle ciance veniamo ai fatti”. Ovvero, in una storia devi scrivere l’essenziale, perché ogni elemento che è in più dà fastidio, rallenta, distrae, crea uno strato di grasso.

E quindi, niete frasi troppo ampollose, ma anche nientre frasi fatte. Perché usare frasi fatte sentite e risentite se risolvo con una sola parola? Che possa essere un verbo o un aggettivo. E proprio in merito agli aggettivi basta usarne uno solo invece di eccedere.

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Casalinghe all’inferno di Margherita Giacobino

L’ho comprato su una bancarella per tre euro. Bella copertina, bella presentazione, idea interessante, prima pagina che cattura la curiosità, ma uno strazio. Confusione allo stato puro, un milione di personaggi, un romanzo che in realtà è un insieme di racconti isolati, racconti in cui non si mostra ma si racconta. Ho resistito fino a pagina 98, poi l’ho buttato nella carta da riciclare.

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Il caso dell’editoria italiana?

Mis libros de 2009

(CC) Malglam: nessuna modifica apportata: licenza

Il caso dell’editoria italiano è sempre sotto gli occhi di tutti, stavolta anche degli autori esteri tradotti in italiano. Ed è un caso generalizzato. Io, personalmente, ho smesso di credere negli editori diversi anni addietro. Eppure c’è ancora chi ci crede, chi desidera e agogna una pubblicazione con un editore. Sia ben chiaro: che ognuno si senta libero di fare ciò che vuole, di agognare, io non ne sento alcuna necessità. Gli editori li ho conosciuti di persona e non ci tengo a essere pubblicato da un editore. Non sarà un marchio editoriale a etichettarmi come scrittore e, tra l’altro, io odio le etichette.

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