Scrivere per pochi lettori


Kindle Le parole confondono

Si sa, il selfpublishing non è per tutti (magari non per me). Le librerie sono invase di libri, su Amazon ci sono un quantitativo allucinante di ebook e ogni giorno aumentano. Ci sono di ogni specie. Ben fatti, mal fatti, orrori e capolavori. Ci arrivano editori grandi, piccoli, medi, editori a pagamento e normali autori selfpublisher.

Se volessi basarmi sulle vendite dei miei libri dovrei dire: va bene, abbiamo giocato e perso anche troppo tempo fino a questo punto. Ora dico basta, la smetto. Però il fatto è che vedo in questa libreria davvero di tutto e di più. Capolavori e orrori, orrori e capolavori e così che ci sia anche io non darà fastidio a nessuno e, soprattutto, nessuno se ne accorgerà. A me piace scrivere e farlo bene che poi sia un pessimo venditore… eh, be’, che ci posso fare?

Dicevo degli acquirenti. Non per altro, sono dell’opinione che un libro regalato è un libro perso. Se il lettore ha interesse, va in libreria e si compra il libro. Ho proposto varie volte di regalare l’ebook, ma è chiaro che nessuno lo sa o chi legge questo blog già lo ha comprato. Regalerei un mio testo solo a chi è veramente intenzionato a leggerlo di lì a tre giorni.

Acquistare un libro vuol dire leggerlo. I miei libri non hanno prezzi da capogiro… Magari è quello il problema. Se costassero 9,99 euro forse sarei preso sul serio.

Ho riflettuto sulla cosa. Io sto decisamente male quando scopro che un libro a cui ho dato anima e cuore, mesi di lavoro, poi scopare nel giro di tre giorni dall’uscita. E, come sempre, mi chiedo: ne è valsa la pena?

Ho sempre questo concetto in testa: riuscire a raggiungere 1000 e più lettori. E questo è un concetto che devo abbattere. Non ho nozioni di marketing, non so vendere ebook, come non so vendere libri, come non so vendere banane. Quindi se 10, 20 e 40 lettori si comprano i miei libri e qualcuno se lo legge (10-20 persone) ho raggiunto il mio scopo. Qualcun altro se lo legge e non ha voglia di recensirlo anche se è piaciuto. So che scrivere una recensione non è semplice, porta via tempo, impegno e spesso non si riesce a trasmettere la giusta opinione che si voleva.

20 lettori

Non so una ceppa di come vendere 1000 ebook (in realtà per iniziare mi accontenterei anche di 100). Devo puntare a 20 buoni lettori, poi se questi 20 lettori apprezzano il mio testo e hanno voglia di farlo sapere in giro forse quei 20 diventeranno col tempo 40. Ma il lettore è timido non ti promuove, almeno non tutti, qualcuno magari lo fa, e non esiste un lettore uguale a un altro. Ognuno ha gusti differenti e nessuno legge gli stessi generi o gli stessi titoli, quindi ho capito che i miei libri sono per 20 lettori, quindi da ora in poi proverò a fare del mio meglio per quei fedeli 20 lettori. Sempre meglio di 0. E non posso lamentarmi.

E scrivere per 20 lettori diventa più difficile che farlo per 1000 o 10’000. Se dei 20 ne perdi anche solo uno di lettore è la fine. Se da 1000 o 10’000 ne perdi anche 100 non è un dramma.

Lettore, se ci sei, batti un commento.

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6 thoughts on “Scrivere per pochi lettori

  1. Io sono fra quei 20! 🙂
    Sai, navigo su una barca simile alla tua, dunque capisco cosa intendi. Ma anch’io, alla fine, so accontentarmi perché almeno so che chi ha letto il mio romanzo lo ha apprezzato in modo sincero e questo mi basta per credere ancora nel mio potenziale.

  2. Parlo da lettrice. Credo che il mondo del self-publishing e la vendita di e-book abbia, da un lato, complicato le cose (nonostante sia una cosa bella). Concordo, i libri indipendenti stanno proliferando sul web e sugli e-store, anche troppo direi: sembra che tutti (o quasi) si siano messi a scrivere, nonostante sia un’attività difficilissima. Immagino che sia molto difficile vendere, avere visibilità e diffondere. Ma è pur difficile acquistare per leggere. Mi è capitato di acquistare degli e-book che non ho gradito per come erano scritti o non erano il mio genere. Diventa molto difficile scegliere e selezionare i libri che si vogliono leggere. A volte noi lettori siamo demotivati nell’acquisto di nuovi testi che, anche se a bassissimo prezzo, potrebbero essere archiviati e non apprezzati, e magari ci perdiamo potenziali capolavori.

    1. Su Amazon come Kobo, Apple, Google hai l’anteprima che puoi farti mandare anche sul tuo lettore. Leggere le recensioni e se ne trovi un po’ che entrano nel merito del testo puoi valutare con tutti gli elementi. Ti capisco bene perché anche io da lettore mi tengo lontano da cose che non mi convincono. Leggo sempre le anteprime e spesso arrivo all’autore dietro consiglio di amici blogger o ne leggo recensioni ben fatte. Quelle che si limitano a un: bello o brutto le salto a piè pari. In ogni caso non è solo colpa di chi pubblica su Amazon, ma dei tanti editori che non fanno più il loro mestiere da 20 anni a questa parte.

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