Quali sono i libri che tutti stanno leggendo?

Foto di Ricardo Esquivel da Pexels.

Quali sono i libri che tutti stanno leggendo?” è l’oggetto dell’email ricevuta da una catena libraria dove acquistavo libri prima dell’avvento di Amazon, e che ho abbandonato in favore di Google Play Libri.

Quali sono i libri che tutti stanno leggendo? A me non può importare più di tanto e, soprattutto, non mi va di leggere i libri che leggono tutti. Io voglio leggere i libri che sento vicini a me per un motivo o per un altro, per i temi e per il modo in cui raccontano le storie, per i personaggi a cui mi affeziono.

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Anche io aderisco a #IoRestoACasa

Tutti stanno offrendo libri gratis o a bassi prezzi. Offerte che in realtà sembrano prezzi anche non tanto offerta. Libri a 6-7-8 euro.

Ma i libri sono tanti, troppi, troppi gratis, troppi a 99 centesimi. Varrebbe la pena di lasciare perdere quasi. Troppe informazioni, troppa scelta confonde quasi, come confondono le parole.

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librerie, cartacei e lettura

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Sabato scorso sono stato in una libreria non indipendente. Cercavo un libro specifico oppure altri libri di Coe. Chiedo del primo libro e mi si dice: “Ah, no, non c’è, deve arrivare”. Non mi viene detto quando arriverà e se intendevo prenotarne una copia. Vengo lasciato con un interrogativo inevaso.

Mi aggiro per la libreria alla ricerca de “La famiglia Winshaw” e/o “Circolo chiuso” di Jonathan Coe. Considerando che avevo comprato, sempre di Jonathan Coe, “La banda dei brocchi” in e-book e avevo riscontrato la poca qualità dello stesso volevo capire se potevo tornare alle vecchie letture in cartaceo.

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il primo giorno d’autunno

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Oggi è il primo giorno d’autunno, le foglie degli alberi sono rosse, marroni, ti vien voglia di andare in campagna, sederti su una sedia a sdraio al sole tiepido e magari stare lì a non fare nulla, solo a guardarti intorno.

Eppure le stagioni sono cambiate. Negli ultimi 21 giorni era estate, ma non lo era davvero più. Avrei voluto andare al mare, ma tira vento, il cielo si rabbuia, ci sono le nubi scure, per non parlare dei giorni di pioggia, intensi e ripetitivi, noiosi quasi.

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diario scrittorio: lunedì, 19 aprile 2016

diario-scrittorio

Come vanno le trame scrittorie?

Diciamo che in attesa che alcuni beta reader terminassero la lettura del prossimo romanzo in pubblicazione, avevo ripreso a editare quello che dovrebbe essere il prossimo romanzo dopo il prossimo in programma di pubblicazione erotico con agganci alla realtà dei potenti.

Mi volevo anticipare, anche perché il lavoro su un romanzo non termina mai.

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c’era una volta il beta reading

Scrivere è relativamente semplice, giusto? Tutti sappiamo mettere parole una dietro l’altra, concludere una storia, finire la prima stesura, ma saper scrivere davvero è un’altra cosa.

Non è la realizzazione della prima stesura a stabilire che si sa scrivere e che abbiamo finito con quel testo, anzi, direi che non abbiamo nemmeno iniziato.

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Scrivere per pochi lettori

Kindle Le parole confondono

Si sa, il selfpublishing non è per tutti (magari non per me). Le librerie sono invase di libri, su Amazon ci sono un quantitativo allucinante di ebook e ogni giorno aumentano. Ci sono di ogni specie. Ben fatti, mal fatti, orrori e capolavori. Ci arrivano editori grandi, piccoli, medi, editori a pagamento e normali autori selfpublisher.

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non prendiamoci troppo sul serio, per favore

(CC) Lorenzo Prodon / Flickr
(CC) Lorenzo Prodon / Flickr

È una cosa che penso da diverso tempo. Quando circa sei anni fa iniziai ad avere i primi rapporti con l’editoria e con la pubblicazione tramite editore ero seriamente convinto che le idee che avevo avuto prima di allora fossero errate.

La pubblicazione con qualsivoglia editore la vedevo avvenire solo perché si pagava la persona giusta. Quando poi pubblicai per un editore il mio primo scritto non pagai e allora iniziai a pensare alla validità di avere un editore, all’universalità di una critica letteraria, delle recensioni e al fatto che la bravura ti fa arrivare in alto. Dopo sei anni, però, ho rivisto ancora una volta il mio pensiero.

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due chiacchiere con Francesco su “Le parole confondono”

romanzo
romanzo

Di recente ho iniziato a scrivere per un blog internazionale non mio, siamo una bella squadra di più o meno 16 blogger o giù di lì, sto completando il seguito de “Le parole confondono” e sto leggendo un paio di ebook insieme. Non mi ero accorto che era comparsa l’11-esima recensione al mio romanzo. È stato l’autore della recensione stessa a contattarmi, così gli ho chiesto qualcosa sul mio romanzo per capire se il testo aveva trasmesso le emozioni che avevo provato a creare. Pare ci sia riuscito anche stavolta. Per l’occasione lo offro scontato a 2,99 euro anziché 3,99 fino al 27 maggio su Amazon.

La recensione comincia così:
«Non sono un amante dei libri di formazione, lo dico subito. Però ogni tanto ne leggo uno, come leggo anche altre cose, sia per cambiare genere sia perché non si sa mai di pescare qualcosa di buono. È quest’ultimo il caso del libro di Giovanni Venturi.
Per chi è abituato a leggere action-thriller o gialli, l’avvio può sembrare un po’ lento. Però, l’ho già detto, questa è una storia di formazione, una di quelle storie dove il protagonista cresce e cambia mostrandoci il come e il perché in modo che possiamo più o meno confrontarci. In questo senso, non è che la vita non ci proponga qualche colpo di scena ogni tanto: qui cominciano a venire a lettura inoltrata, e allora l’interesse di andare avanti sale fino alla fine. In una storia che è un divenire continuo non ci si deve aspettare un finale vero e proprio, che pure c’è, ma un qualcosa che rimanda a un prossimo futuro. E così come avevamo incontrato Andrea Marini all’inizio, lo salutiamo alla fine con un arrivederci.»

Francesco Zampa è l’autore di tre ebook che hanno dato vita al personaggio del maresciallo Maggio attraverso due romanzi e una raccolta di racconti che vede protagonista per l’appunto questo personaggio che attraverso le sue indagini prova a risalire a cause e moventi di alcuni delitti.

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