Brevissima storia delle produzioni indipendenti


Vengo oggi a dirvi con questa mia di un articolo senza ironia.

Il concetto di autore indipendente esiste da sempre. Ci sono autori indipendenti che sono veri e propri registi cinematografici di cui nessuno conosce il nome e i cui film magari non sono mai usciti nelle sale, qualcuno ci ha provato pubblicando i propri piccoli piccoli film e mini mini serie televisive a basso costo su YouTube, le famose web series. Ci si attrezza con delle videocamere professionali, si chiama un piccolo cast di amici per iniziare. Alcuni, dopo i primi video, si sono dedicati ad altro, qualcuno, invece, è andato avanti, magari è talentuoso, con buone idee ed è stato notato, ospitato anche in trasmissioni televisive o su Sky come The Jackal e Giancarlo Fontana.

Qualcuno con un budget meno carente (rispetto a produzioni ben note di grandi nomi), e comunque di una certa entità è riuscito anche ad arrivare nelle sale, su Apple iTunes, su Google Play e sono quelli che vengono definiti “Cinema indipendente”. Sono quei registi che non sono a capo delle grandi pellicole Holliwoodiane, ma che amano fare video, raccontare microstorie attraverso un video. Che poi arrivare su iTunes/Google e magari anche su Netflix vuol dire investire un po’ di soldi a seconda della qualità della produzione, la durata del materiale e varie altre variabili (lingua/sottotitoli/tipo di storia, ecc…). Essere sui quei siti ha un costo e ha senso solo se il prodotto è possibile interessi un pubblico nazionale/internazionale e se lo si riesce a pubblicizzare (il che implica spese per la pubblicità stessa).

Una cosa che ho notato è che in generale, indipendentemente da chi produce e fa serie televisive in Italia o le porta in Italia, su iTunes non c’è nulla. Nemmeno quelle di grosse produzioni come può essere Homeland, CSI, House of Cards, Lost, ecc… su iTunes Italia non ci sono. Punto.

Per il resto, tenete presente che anche piccole serie televisive sono costose se fatte con criterio, usando materiale di qualità, scegliendo una bella ambientazione e attori/sceneggiatori di un certo livello, d’esperienza.

Anche girare pochi secondi di materiale in una grande città come Napoli, Roma, Milano non è tanto semplice, soprattutto se devi chiedere permessi al comune magari per far chiudere la zona al traffico. Potresti non averlo mai il permesso o dover pagare una cifra che non puoi proprio permetterti per la tua piccola produzione amatoriale.

Per non parlare del costo dei programmi di video montaggio, la registrazione dell’audio, magari qualche effetto speciale sonoro/video. Pochi secondi di filmato possono costare tanto impegno e soldi, lavoro gratuito per una squadra, magari con amici tutti interessati a questo tipo di cose ci si possono anche piantare le basi per diventare sempre più bravi e aspirare a entrare con un proprio film in una sala cinematografica o essere chiamato da qualche regista più famoso per una piccola collaborazione, realizzazione di spot pubblicitari.

Si posso aprire strade in tanti modi sconosciuti. Fatto sta che all’inizio sei un autore video indipendente e magari lo resterai per sempre. Essere indipendente ha i propri vantaggi.

Indie musicali

Per non parlare degli autori indipendenti più famosi. Sapete chi sono? I musicisti. Quelli esistono da sempre. Ho qualche amico musicista che ha prodotto un disco per un ragazzo che è stato anche al festival di Castrocaro e in altri luoghi e concorsi a me sconosciuti dove si premiano bravi musicisti e cantanti… Non parlo di San Remo. Parlo di cose un po’ più di qualità e serie. E, per l’appunto, indipendenti al 100%.

I musicisti possono incidere delle loro canzoni affittando una saletta di registrazione per qualche ora e realizzare il CD audio con le loro tracce e poi magari diffondere il lavoro in vari modi, anche senza essere sotto contratto con una etichetta discografica. Come? Apple iTunes? Google Play? YouTube? Vevo? E vari altri circuiti meno noti, fossero anche locali in cui il sabato sera vai a mangiare un panino e c’è un gruppo con tastiera, chitarra, basso e cantante che ti suona dei propri pezzi originali o che si esibisce in una manifestazione culturale a gratisse.

Indie di narrativa

Quindi tanto scandalo per lo scrittore selfpublisher (indie, autoprodotto, indipendente o come volete chiamarlo) non lo vedo. Mi fa sorridere chi si scandalizza per scrittori che si pubblicano da soli e nutre molto pregiudizio verso gli stessi, ma non lo nutre verso autori che sono autopubblicati stranieri e che in Italia arrivano sottocontratto tramite agente per i grandi nomi dell’editoria.

Altre volte ci si ostina, si ha la pretesa di voler insegnare gli altri a scrivere, dire di tutto e di più quando non ci sono le basi su cui lavorare, soprattutto quando dopo anni di letture, dopo decenni che stai dentro un certo mondo capisci che il piacere e il non piacere diventa un qualcosa che si compone di vari fattori. Il vero piacere per la lettura arriva quando hai centrato il genere, hai letto i primi capitoli del libro e hai capito il tono e lo stile dell’autore ti piacciono, magari ne hai letto alcune elaborate recensioni e, quindi, non hai scelto un po’ al caso senza sapere nemmeno cosa hai comprato, aspettandoti tutt’altro stile di scrittura/trama/lunghezza testo/altro.

Io consiglio di non comprare a caso.

Poi ci sono i casi a sé che non rientrano in nessun caso già previsto.

Scopri anche chi in effetti non sa scrivere, non è molto portato, non ha un talento su cui può investire (scrivendo tanto e negli anni), ma a volte lo stesso non talento viene fuori da autori sotto regolare contratto di edizione e magari anche da parte di grandi editori.

La narrativa è bella perché è varia.

La vera cosa che conta nella scrittura indipendente sono le piccole soddisfazioni e nel non prendersi mai troppo sul serio.

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