Amazon, best seller e offerta del giorno


photo by Marykbaird on Morguefile
photo by Marykbaird on Morguefile

Me lo sono chiesto nel tempo quale fosse il segreto per vendere copie dei propri libri e diventare un best seller, non che io punti a questo altrimenti non dormo la notte, e non perché non vorrei, ma per arrivare a certi livelli occorrono tutta una serie di requisiti, tempo, pazienza, a volte si devono anche investire soldi.

Leggo Stephen King e John Grisham due autori americani best seller internazionali e sto leggendo Elena Ferrante, anche lei best seller internazionale. Penso che meritino il loro successo, tutto quanto. In genere mi esimo dal leggere altri best seller perché il best seller puro è il libro che la casa editrice impone in quel momento e che attraverso pressanti campagne di marketing spingono nelle classifiche con lo scopo di farcelo restare.

Più si vende, migliore è un libro? Non direi. Ci sono eccezioni dove la popolarità diventa sinonimo di qualità narrativa, ma nel caso generale non è così.

Classifiche di vendita

Ricordo vagamente che quando pubblicai “Joe è tra noi” ero quasi arrivato al primo posto nella classifica di fantascienza nei primi due o tre giorni di uscita del titolo perché era a 99 centesimi, era un titolo nuovo e poi un’amica mi ha dato una mano a far sapere in giro del romanzo, dopo il quarto giorno non ho venduto più nulla, non ho fatto campagne promozionali, non ho investito mille euro per arrivare a essere pubblicizzato e “Joe è tra noi” non è stato più tra noi, manco Amazon se ne ricorda più.

I best seller?

Su Amazon sono quasi tutti autori autopubblicati. Specialmente in USA e Canada, in UK, in Italia poca roba.

Alcuni compaiono anche nelle classifiche best seller di notissimi giornali statunitensi che di certo non hanno alcun interesse a fare pubblicità ad Amazon, pensiamo a Bella André, a E. L. James.

Mi aiuti a diventare un best seller?

Ci vuole poco. Basta entrare nelle grazie di un Amazon, di un Kobo, di un Apple, di un Google e allora vendi. Voglio portare un esempio molto specifico.

Amazon ha una newsletter dove comunica ai propri clienti quali sono i titoli del giorno in offerta. In offerta intendiamo che costano magari 2,99 euro, ma SOLO quel giorno sono a 0,99 euro, per esempio.

Non c’è niente di più potente della vetrina di Amazon. Stai lì in un luogo illuminato dove milioni di utenti ti vedono (e ti vedono) e se anche ti notano (cioè ti coprano) in dieci o venti, sali in classifica e ci resti anche per i giorni successivi e se qualcosa gira per il verso giusto magari ci resti per mesi, poi magari ti contatta un grande editore perché vendi, tu sei eccitato, gli regali i diritti per dieci anni magari per 1000 euro di anticipo e il resto a seconda delle vendite e nel giro di un mese sei sparito dalla classifica.

Se non puoi sconfiggere il nemico te lo fai amico, un po’ come le grandi compagnie che acquisiscono le piccole, solo che nell’editoria prendono gli autori autopubblicati o per farli sparire o per farci soldi facili. Soldi facili? Certo, sarà l’autore che continuerà a darsi da fare (o per le cose che scrive, o per il seguito che ha). Lo faceva prima di avere un marchio editoriale grosso alle spalle, perché non farlo anche ora che si può vantare?

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E la vetrina di Amazon?

Non è accessibile agli autori autopubblicati spuntando un’opzione con la quale si richiede questo tipo di servizio. Gli editori, invece, ci accedono pagando.

Amazon seleziona anche tra gli autopubblicati della propria piattaforma. Amazon dice che avviene in maniera casuale, perché gli utenti si interessano a un autore e sfogliano spesso la pagina dettagli di un suo libro, perché vende molto, ma, fondamentalmente, senza un modo dichiarato e dettagliato.

Ecco, non lo so, ma ci sono autori più privilegiati di altri, parlo sempre di autopubblicati. Mi sono accorto di una strana “anomalia” nell’offerta del giorno. Ho visto alcuni autori self comparire con regolarità ogni settimana per 3-4 e anche più volte di seguito. Se ci compari tre o quattro volte di seguito ogni settimana (distanza di 5-7 giorni dalla volta precedente) hai fatto un patto segreto con qualche entità occulta?

Conosco molti autori self e non ho mai visto nessuno di questi in quell’offerta del giorno o non ce l’ho visto fisso ogni settimana, ma una sola volta in un anno e mi è capitato di notarlo per un solo autore. Al ché scrivo al supporto Amazon e, ovviamente, dopo diversi scambi di email inutili, giungo alla conclusione che Amazon è una grande azienda di profitto e quindi fa ciò che vuole e nessuno può contestare un’azienda privata che vuole fare profitto.

Non ci sono patti segreti.

Amazon non fa beneficenza. Se un autore vende a lei conviene perché ha la sua parte di ricavato, se non vendi dai solo fastidio, credimi. Do fastidio? Be’, hanno inviato un’email per una Amazon Academy dove invitavano i loro autori autopubblicati a un evento la cui registrazione scadeva il giorno stesso dell’invio dell’email. C’è chi addirittura ha ricevuto l’email alle ore 02:00 del giorno dopo la scadenza. Certo, ci tengono in gran considerazione, direi.

Eppure si deve ringraziare anche se si vendono solo 30 copie di “Joe è tra noi”. Solo la corrente che spendono per tenere il tuo file sui loro server, il costo della banda per distribuirlo, il sito con la pagina del prodotto, le immagini della copertina, le anteprime web e Kindle. Insomma, ti fanno un favore non indifferente, non ti pare?

Eppure…

Eppure vorrei tanto essere spiegato perché ci sono autori privilegiati rispetto ad altri. Qual il senso di dire che siccome un autore vende molto allora lo vogliono i lettori e loro lo mettono in offerta ogni 7 giorni? Se già vendi perché vai in offerta? Davvero non ci vedo il nesso, il vero motivo.

Perché se è vero che ti mettono in vetrina solo se vendi, allora è tutto inutile sperare di finire in vetrina. Almeno parlo per me.

In conclusione

Se vendi, allora potresti arrivare alla vetrina di Amazon, come quella di Kobo o Apple o Google, ovviamente su Amazon c’è il grosso delle vendite/utenze, conta di più, però dipende. Se la gente ama il tuo libro una piattaforma vale l’altra. Se non vendi e non sai come farlo non ti ci poni manco più il problema ti spingi allo scomparire automatico. Anche perché, sparire, restare nel bel calduccio del proprio letto con la testa sotto le coperte, ora che si va incontro a tempi freddi, è bello.

Non mi interessa vendere un milione di copie o finire nell’offerta del giorno di Amazon, ma se vedo sempre gli stessi autori questo significa esattamente quello che significa. Amazon rende gli autori numeri. Oggi funzioni bene? Ti do una mano, finché funzioni e porti vendite, appena non è più così, arrivederci e grazie, senza nessun ringraziamento.

Faranno come vorranno e, analiticamente, è anche giusto che facciano come vogliono e che nessuno ci metta becco o mandi email chiedendo spiegazioni. Tempo perso da entrambe le parti. Forse se più persone, se più autori Amazon chiedessero spiegazioni per questo fenomeno per me “anomalo”, forse qualcosa si muoverebbe, ma nel frattempo ognuno si vende come meglio può, oppure non lo fa e basta. E, comunque, non è un’anomalia se vogliamo essere sinceri. È il mercato delle vendite.

L’offerta del mese

Nessun book store ha pubblicizzato la mia “offerta del mese”, ovviamente non potevano farlo, visto che ci sono tante e tante offerte e autori vecchi e nuovi nel catalogo e visto che valutano in base a criteri vari. Mi permetto di rinnovarla ancora una volta qui, a casa mia, nel mio blog. “Le parole confondono” volume 1 è in offerta 0,99 euro invece di 3,99 sui 7 principali ebook store come indicato qui. Seguiranno a breve altre offerte e magari due nuovi romanzi. Teniamo le dita incrociate. Buon fine settimana.

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6 thoughts on “Amazon, best seller e offerta del giorno

  1. Non mi stupiscono più certe cose, al punto che a me scoccia stargli dietro. Amazon, politiche, strategie, imbrogli, casualità… Ma mi diverte sempre seguire il modo in cui tu, ogni volta, ne parli.

    Buon weekend anche a te!

    1. Era uno sfogo 🙂 di certo io non ci sto dietro quanto te, anche io, è grave ammetterlo per un selfpublisher ma è così, non ho strategie e se scrivo e pubblico è perché sono pazzo. Grazie e buon weekend a tutti.

  2. Sono stata scelta grazie ad accordi precisi tra il mio editore e Amazon 2 volte per l’offerta del giorno, con 2 titoli diversi. Nel primo caso sono arrivata al 4^ posto della classifica generale, nel secondo al 2^. Non ho sbancato, la gente magari pensa che se arrivi primo chissà che cifre guadagni, ma sono stata molto performante partendo dal basso e arrivando fino lì, e qualche soldo si fa. Soddisfazione? Sì, dai l’ego è abbastanza appagato vedendo il proprio nome davanti a Ken Follet ma poi non mi ha certo cambiato la vita di autrice.

    1. Gli editori pagano per avere accesso all’offerta del giorno, i selfpublisher di Amazon anche volendo non possono pagare per accedervi, ma ci sta qualcuno che viene scelto troppo spesso. Mi sono messo come un vigile a controllare ogni giorno e ne ho cavato un interessante “anomalia” che poi anomalia non è in termini stretti perché Amazon fa, giustamente, come gli pare senza doversi giustificare. È bellissimo arrivare in vetta, ovviamente il discorso diverso è mantenerti in vetta, ma a noi selfpublisher non è permesso se non vendiamo già a “zuffunn” come si dice da queste parti in dialetto. 🙂

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