So bene che prima di comprare un ebook bisogna tornarci sopra mille volte, guardare la copertina, leggere la sinossi… il nome dell’autore, quello, lo guardate subito. Se è Stephen King, se è John Grisham, se è un candidato o vincitore del premio Bancarella o Strega o Calvino allora lo comprate senza nemmeno leggere il titolo, leggere la sinossi o guardare la copertina e, ovviamente, poi ve ne lamentate.
Ecco, ce l’abbiamo fatta, pareva che non finisse più. Ulteriore rilettura mirata a individuare specifici “errori” e relativa correzione. È stata abbastanza lunga. Pensavo: “ecco, ho finito” e poi: “ehi, visto che mi trovo correggendo, perché non controllo pure l’uso di questa espressione”. E quindi si scoprivano almeno altri due termini da correggere.
Poi è chiaro che a un certo punto ti fermi, ti guardi in giro e pensi. Direte: “il tempo lo passi a pensare?”.
Eh, vorrei saperlo pure io.
Insomma, non ho altro mezzo se non il blog di far sapere sei cose.
Quella che segue non è una recensione vera e propria. L’ho sempre detto che le mie sono opinioni. Soprattutto sarà un mio punto di vista sul tema del romanzo.
Ho spesso detto che non avrei letto bestseller, soprattutto se ne traggono serie TV o film.
Ho fatto uno strappo alla regola perché il tema mi interessava. Ho visto prima la serie su Netflix e poi letto il libro.
Ho notato subito grosse differenze e ho capito che la resa nella serie TV prodotta tramite Netflix e messa in onda su Netflix è decisamente migliore, più violenta di ciò che Jay Asher tratta nel romanzo. L’ho letto in inglese perché volevo sfidare me stesso in questa impresa. Imparare un po’ meglio la lingua, anche se in realtà non è inglese, ma inglese americano.
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Questo articolo nasce dopo una riflessione. Dopo essermi reso conto di una cosa assurda, inquietante, ovvero quello che nel 2017 una persona che lavora nel campo informatico non ha la benché minima idea di cosa sia un eBook.
State ridendo? Fate pure. Anche io ho riso dopo essermi reso conto che esistono ancora persone che teoricamente hanno grandi conoscenze di informatica e poi dopo una discussione contorta capisci che non hanno la più pallida idea di cosa sia un eBook.
Ma se un informatico non sa cosa sia un eBook siamo alla frutta. Come possiamo allora pretendere che un NON informatico sappia cosa è un eBook e, peggio del peggio, convincerlo a leggere/comprare il nostro romanzo in eBook? Ora diamo i numeri, davvero, stiamo spingendoci a pretendere davvero troppo. Chi vuol vendere in eBook romanzi, raccolte di racconti in Italia, in generale, sta un attimino delirando.
Sono rimasto gelato. Ho dovuto fermarmi dieci secondi per respirare. Poi ho capito perché la gente non legge e non compra eBook.