“La banda dei brocchi”, di Jonathan Coe


Il romanzo in questione merita quattro stelle piene. È piacevole, interessante e si lascia leggere, pagina dopo pagina. L’autore ha un certo modo di scrivere che mi piace e riconosco il bravo Jonathan Coe di “Questa notte mi ha aperto gli occhi”. Evitate come la morte, invece, “La pioggia prima che cada”. Non c’è un crescendo nella storia, è più o meno una storia di formazione, qualcuno, leggendo recensioni varie, dice: “In quel libro non succede nulla”. E invece sì. Succede la vita, quella che scorre sotto al naso giorno per giorno senza grandi eventi. Certo, nel testo ci sono alcuni “grandi” eventi, ma non voglio svelarli.

Il romanzo è leggero, parla di quattro amici delle scuole superiori inglesi – la storia è ambientata nella patria natia di Coe, ovvero a Birmingham –, ragazzi che hanno i loro sogni e le loro speranze, ragazzi che affronteranno la scelta dell’università. Ben è uno dei protagonisti e ama la musica, ne compone anche, per una ragazza, inoltre fa anche lo scrittore a tempo perso.

Quello che rende genuino e interessante questo romanzo è anche il fatto che sia ambientato negli anni Settanta, fine anni Settanta, così sullo sfondo, e a dar vita anche ad altri personaggi, ci sono le lotte del sindacato per i lavoratori di una fabbrica che ha sede a Birmingham, c’è un po’ di storia della nazione, anche se in minima parte, giusto per mettere insieme la scia di personaggi che si susseguono nel testo. Ci sono le canzoni e i gruppi musicali di quel tempo. C’è un po’ di Londra. Tutti questi personaggi un po’ confondono, ma poi, proseguendo la lettura, tutto diventa chiaro e non ci si perde più.

E sono tratteggiati quel poco che serve. Benjamin si fa amare per la sua insicurezza, per il suo carattere chiuso, ma anche per la sua voglia di emergere, perché compone, perché scrive, perché fa il redattore.

Infatti, un’altra cosa che mi è piaciuta è che alle scuole superiori questi ragazzi realizzano un giornalino e dentro lo stesso ci finiscono le loro idee, le cose divertenti che il preside a volte vorrebbe “censurare”.

Le recensioni non le so fare tanto bene, ma il libro merita. Questa più che altro è un’opinione, sia chiaro.

La recensione su Amazon
La recensione che c’è su Amazon è di una stella. Non si poteva mettere di zero stelle altrimenti lo avrei fatto. Perché? Perché l’e-book costa ben 6,99 euro ed è fatto coi piedi. Manca, tanto per cominciare, un indice fatto come chi, il sottoscritto e tanti altri che non hanno una importante casa editrice, sa farlo, come DEVE essere in un e-book SEMPRE e in particolare quando COSTA 6,99 euro.

Cos’ha l’indice che non va? È incentrato sulle parti. Il romanzo è diviso in un certo numero di parti. L’indice punta alle parti del romanzo e non ai capitoli che sono dentro le parti (che sono tanti davvero). Per cui non potrete mai accedere direttamente ai capitoli a meno che non li aggiungiate come segnalibro sul lettore e-book quando vi trovate all’inizio di ogni capitolo, ma è chiaramente assurdo, anche perché l’e-book non lo regalano, tra l’altro ha il DRM e non è finita qui.

Il testo dell’e-book, su Kindle Paperwhite, manca del rientro del primo paragrafo, il che impedisce di identificare correttamente inizio e fine di ogni nuovo paragrafo… e poi non si fa. Gli e-book, come i cartacei, devono avere il rientro del primo paragrafo, altrimenti non stiamo leggendo un romanzo, ma i versi magari della Divina Commedia, o una poesia. È tanto fastidioso? Tantissimo. È come se io comprassi un libro cartaceo e scoprissi che le pagine non sono altro che fotocopie e la rilegatura del libro messa insieme in fretta e furia con un po’ di colla e magari venduto lo stesso a 15 euro, che è il prezzo medio di un libro cartaceo di piccolo taglio. Voi leggereste le fotocopie di un libro le cui pagine si tengono insieme per puro caso? Io no.

E allora perché il lettore si deve fare prendere in giro da chi non sa nemmeno fare un e-book con tutti i crismi? Se l’editore non apprezza gli e-book può sempre non metterli in vendita, piuttosto che chiedere 6,99 euro per un e-book fatto molto male.

E non finisce qui. Il testo ha degli errori di traduzione. Errori sui verbi, sui tempi verbali. Ricorrono almeno in tre o quattro occasioni.

Quindi da quattro stelle ne togliamo una per la traduzione non rivista, una perché manca un indice che sia tale, una perché manca il rientro del primo paragrafo. Totale? Una stella. Una stella per un libro che ne vale quattro.

Ne andrebbe tolta un’altra ancora, in realtà. Perché quando io ho acquistato l’e-book era ottobre, quando l’ho iniziato a leggere è stato solo tre mesi dopo. E tre mesi dopo l’edizione che avevo io è stata ritirata dallo store e sostituita con una nuova edizione, quindi quando andavo sulla pagina del prodotto che io avevo acquistato non trovavo più nulla. Era tanto difficile aggiornare solo il file? Non lo so, ci saranno stati grandi stravolgimenti dentro il testo da richiedere una nuova edizione elettronica diversa dalla precedente e quindi non si poteva solo aggiornare il file?

Il servizio clienti mi ha detto che l’e-book che avevo comprato io a ottobre era stato segnalato da diversi lettori proprio per gli errori di formattazione che ho riscontrato anche io. L’editore lo avrà rimosso e sostituito con uno identico dove l’unica cosa che cambia è la copertina. Me la ricordo bene. Il colore del titolo del mio e-book era rosso, quello nuovo è sull’azzurro. Ecco in cosa differenziano. Il supporto ha fatto in modo da aggiornarmi il titolo a quello ripubblicato rimuovendo il precedente acquisto dalla mia libreria Kindle per poi scoprire insieme che tutti gli errori di formattazione erano ancora lì. In effetti zero stelle sarebbe il numero giusto di stelle. Al limite una, se si pensa di darne all’autore cinque e di toglierne quattro per i motivi di cui sopra.

Personalmente, non comprerò altri libri di questo editore. Nemmeno gratis. Non è giusto che i loro lettori di e-book debbano essere lettori di serie B o C rispetto a chi compra il cartaceo, che, essendo in edizione economica, costa appena 1,42 euro in più: 8,41 euro. A tal punto, se si vuol leggere Coe, è chiaro che la scelta cade sul cartaceo che non presenta i problemi di formattazione segnalati e che costa solo 1,42 euro in più. Vi pare?

Nel 2018 ci sono ancora grandi editori (ma anche medi, piccoli e quelli che si spacciamo per autoeditori, ma che non lo sono) che non si possono permettere un corso base su come di fanno gli e-book? Ce ne sono alcuni gratuiti in rete, altri su udemy. Spesso sono in promozione e vengono a costare, nel peggiore dei casi, 10 euro o giù di lì. Poi, nel caso si voglia approfondire, c’è anche un piccola casa editrice genovese di qualità che fa e-book con un vero indice e con tutti i crismi. Addirittura ePub in versione 3. Parlo di Quintadicopertina. Fanno dei corsi dove insegnano a fare gli e-book. Si fanno pagare, e mi sembra anche giusto, visto che ti dedicano tempo, e visto che nel 2018 c’è chi piazza un e-book su uno store senza la benché minima idea di cosa stia facendo, di cosa sia davvero un e-book, e lo impone a prezzi dai 6,99 in su.

E non ditemi che tanto conta il testo, non la forma, perché, a mio avviso, conta tutto. Conta il testo come storia e stile, l’editing fatto, la correzione di bozze, il titolo, la copertina, il prezzo, il fatto che ha o non ha il DRM, se la traduzione è accurata o meno. Io gli e-book fatti male non li voglio leggere. Qualcun altro sì, si accontenta, non ne ha nemmeno idea cosa siano, lo so. Ed è per questo che si vendono anche fatti male e, il tutto, non fa una piega.

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6 thoughts on ““La banda dei brocchi”, di Jonathan Coe

  1. I libri digitali devono essere fatti secondo i canoni, soprattutto se messi in vendita a una cifra non così bassa.
    Sul contenuto ti dico che La banda dei brocchi rimane uno dei miei libri del cuore, ti consiglio il seguito Circolo chiuso.
    Pensa che li ho amati a tal punto da essere andata in viaggio di nozze in Danimarca per poter andare a Skagen e vedere il posto sai del mezzo annegamento, che rimane una delle parti più belle. Non sai quanto mi abbia emozionata: ero in auto e vedevo i cartelli Skagen con i km mancanti che diminuivano e poi l’immenso spettacolo delle correnti dei due mari che si incontrano. Grazie per avermelo ricordato.

  2. La forma ha il suo peso, è innegabile. Se un libro è formattato così male che si fatica a leggere, non va bene, ti fa pure passare la voglia. Sul prezzo eccessivo pure ci sarebbe da dire, visto che ormai è una jungla selvaggia.
    Io penso che molti editori non siano ancora entrati nell’ottica che il mercato digitale va curato e quindi che vanno fatte le cose per bene. Magari pensano che mettere in vendita un ebook sia una necessità ma non si sprecano a farlo in maniera accurata.
    Hai fatto benissimo a mettere una stellina e a sottolineare queste problematiche.
    E poi dicono di noi self… beh meglio che mi sto zitta!

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