vecchi e-book, nuovi e-book


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Il mio primo e-book…

In tanti anni ho vissuto, come naturale che sia, un crescendo nel modo in cui mi approccio alla scrittura. Il mio primo e-book (“Deve accadere“) è stata una raccolta di racconti in cui, lo ammetto, non ho dato il massimo, almeno non ho dato il massimo che darei oggi con tanti anni di distanza e tanta esperienza in più. All’epoca, però, forse era il mio massimo in quelle condizioni, ovvero non avendo alcuna idea di cosa fosse il self-publishing, non che adesso ne sappia di più, e non sapendo in che modo fare verifiche sul testo, senza avere alle spalle scrittura di romanzi e molto esercizio scrittorio e di editing.

Oggi, chiaramente, mi sento molto più preparato ad auto valutarmi, a sapere se un testo è più o meno pronto o interessante, e so come va corretto e a chi posso chiedere una mano.

Deve proprio accadere?

Anche la copertina di “Deve accadere” non è che spinga all’acquisto, almeno credo. Parliamo di un prodotto del 2012. Ovvero 6 anni fa. Che faccio? Lo ritiro dal mercato? Lo rifaccio? A volte ho anche rieditato alcune cose, ma i book store non vi hanno mandato la versione aggiornata. Non è previsto. Non succede come per gli aggiornamenti di un software comprato (tipo gli aggiornameti di Windows, quelli di Mac, di GNU/Linux, le app degli smartphone, le applicazioni installate su computer Desktop/Laptop). Sono e-book. Amazon, se l’autore li contatta e li convince dopo aver dato riga per riga ogni cambiamento fatto all’e-book, quasi si trattasse di un completissimo Changelog di SVN o di git di un codice sorgente di un software, può attivare le modifiche, ma queste vengono rese disponibili all’utente lettore se ha abilitato la sincronizzazione degli e-book e magari, il lettore medio, non sa nemmeno di cosa sto parlando.

Quindi ha senso rivedere questa raccolta di racconti, magari aggiungendo racconti ed eliminandone altri?

E “Racconti dall’isola”?

Stessa cosa ho pensato per la raccolta di racconti “Racconti dall’isola“, ho fatto un leggero editing, ma più che questo mi servirebbe capire se ha senso aggiungere qualche altro racconto e magari farne pure un cartaceo. È l’unico mio e-book a non avere un corrispondente cartaceo essendo molto breve.

Ma non c’erano altre storie pronte?

Non ho molta voglia di mettere mano a cose vecchie, più che altro mi preoccuperei di cose nuove. Avrei il desiderio di scrivere una raccolta di racconti, ma il punto è sempre quello. Ho un romanzo finito, devo solo editarlo e c’è una lettrice che già mi ha detto che lo leggerebbe volentieri. Ho un romanzone da correggere e finire e un romanzo sul self-publishing da portare avanti.

Mi sono interrogato e il romanzo sul self-publishing non voglio sia un romanzo. Non sarebbe interessante una fiction sul mondo del self-publishing, per quanto vengono tante cose da dire, io penso mi limiterò a una novella, possibilmente sulle 40’000 parole, quindi essendo a 21’000 circa, sono bel oltre la metà. In realtà potrebbe anche venire lunga 30’000 parole. Sarebbe pronta pure prima del romanzo che già è finito e prima del romanzo che va ultimato e a cui è collegata. C’è il problema che a chi vuoi davvero interessi un romanzo/novella sul self-publishing? Penso al più, ma nemmeno, a un autore che si pubblica da solo, forse. Oramai non credo che ci sia più voglia leggere in generale. La pubblicazione è come un negozio pieno di caramelle di almeno 20 km2 dove ci sta di tutto, la caramella troppo dolce, quella amara e quella buona, ma dopo aver mangiato tante caramelle, spesso anche per poco prezzo, alla fine le caramelle ti scancano.

Chissà che non crei anche un altro blog dove pubblico qualche racconto a puntate, ma l’idea mi venne qualche anno fa. Aprii il blog e poi lo destinai ad altro, poi qualche tempo fa l’ho distrutto.

Il fatto è che se inizio a pensare di scrivere un racconto, lo inizio pure e – sdanghete! – mi ritrovo come minimo dentro una novella che sta già quasi diventando romanzo. Ho in mente anche una raccolta di racconti tematici problematici, ma già ho iniziato a collegare tutte le storie e farne un… romanzo? Ma alla fine non dovevo smettere di scrivere? No, quello mai, casomai di pubblicare, anche certi articoli come questo, casomai.

Nel frattempo hai visto la nuova vetrina dei miei lavori di narrativa?

No? E cosa aspetti?

Il link è semplice: ilibridigiovanniventuri.wordpress.com .

Guardalo, torna qui e dimi cosa ne pensi della vetrina e dell’idea di ristrutturare le due raccolte di racconti di cui parlavo.

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