“Ogni 44 giorni” e “Universo incompleto” di Stefano Castelvetri


“Ogni 44 giorni” di Stefano Castelvetri
“Universo incompleto” di Stefano Castelvetri

I due romanzi “Ogni 44 giorni” e “Universo incompleto” di Stefano Castelvetri li ho praticamente divorati, letti uno dei seguito all’altro. Fanno parte del primo e del secondo volume della serie “Storie di Binazzo”, che si compone di un terzo volume che dà il nome alla serie.

I primi due sono romanzi, mentre il terzo è una raccolta di racconti divisi in episodi, come in una mini serie televisiva.

Ogni 44 giorni:
Negli ultimi 500 anni, la Terra è stata sotto pericolo di distruzione per 8.23 volte l’anno. Ogni 44 giorni, circa. La minaccia di distruzione non ha sempre riguardato la Terra. A volte si è limitata alla popolazione umana. O parte della popolazione. E la minaccia non viene sempre dallo spazio. A volte arriva dal nostro stesso pianeta. A volte da altre dimensioni. A volte da altri continuum. A volte da un capriccio divino.
Ma non è così importante. L’importante è che, a fronte di un universo costantemente pericoloso, ci sia qualcuno in grado di affrontare 8.23 pericoli di distruzione l’anno. E, se possibile, salvare la Terra. O parte della popolazione.
Insomma, ci siamo capiti.
Quel qualcuno, per fortuna, c’è.

Universo incompleto:
Ma davvero? È proprio necessario premere quel pulsante?
È la domanda che si pone Alex Cattabrighi mentre affronta l’ennesima minaccia di distruzione della Terra.
Ma come è possibile, si chiede, che uno sparuto gruppo di agenti riesca sempre, sempre, ad avere la meglio di fronte a 8.23 pericoli di estinzione l’anno? È possibile che, alla faccia di ogni calcolo probabilistico, riescano a non fallire nemmeno una volta? Forse non è necessario difendersi? Forse non è necessario premere quel pulsante?
Alex, insieme ai suoi compagni, dovrà affrontare questi dubbi quando una richiesta di soccorso li spingerà a intromettersi in un conflitto dall’altra parte dell’universo.
E, con l’avverarsi di una profezia, i terrestri e i loro nuovi alleati dovranno cercare una soluzione, anche la più improbabile, per porre fine alla guerra e impedire l’ascesa di una razza aliena indistruttibile.

In queste storie si parla di una squadra speciale che affronta le minacce rivolte alla Terra, incluse quelle di alieni, ma non temete, anche se non avete mai letto di fantascienza, non dovete temere, non è fantascienza con alieni, mostri, navicelle spaziali, lotta tra il bene e il male come si vede nei film. Diciamo che sono quasi un pretesto per presentare l’universo dell’autore, un omaggio al genere.

Detto questo, potremmo pensare subito che le vicende abbiano vita in una sezione speciale dell’FBI in una grande città come possa essere New York, Los Angeles, o una cittadina del Maryland, oppure in Canada, ambientazione consona alla serie televisiva The X-Files, eppure no. Le storie hanno originalità anche perché si svolgono in una piccola abitato della provincia di Ferrara, ovvero Binazzo Bassa, dove si scopre addirittura che si combatte contro queste minacce dal Medioevo.

I personaggi sono ben caratterizzati. C’è un prete, c’è qualcuno che ha problemi di pronuncia, c’è una ragazza, Allegra, che si unisce alla squadra da poco e che si appassiona al primo caso, agendo come consulente. Sono tutti, o quasi, smanettoni del computer. I dialoghi sono diretti e anche divertenti, come lo sono le storie.

L’ambientazione non viene messa da parte, c’è il tipico piacevole calore umano del piccolo paese, con tanto di edicola, salumiere, il prete, per non parlare della base segreta da cui si coordinano le azioni di salvataggio. C’è un super computer.

Sono storie che si amano sin da subito perché composte di personaggi tridimensionali in cui ci si può immedesimare e che si possono amare, luoghi reali e vicini alla nostra realtà italiana.

Tra le righe, inoltre, passano piccoli omaggi e riferimenti a serie TV sul genere, a film, ci sono accenni tipici a eventi di chi lavora in un capo come quello delle tecnologie dell’informazione dove ne sente di tutti i colori. Se fosse una serie TV mi verrebbe in mente la comicità della divertente produzione britannica “The IT Crowd”.

Ebbene, io, leggendo, mi sono visto davanti un qualcosa di autentico, che non parla solo a chi di computer ne capisce, anzi, non ci si concentra su certi formalismi per nulla, non ci si annoia, nel caso possiate trovare la trama non adatta alle vostre solite letture. Si procede nel testo a oltranza, tra una battuta e l’altra, col desiderio di sapere come continua fino ad arrivare alla fine quasi impreparati.

Insomma, credo che si debba dare la possibilità a Stefano Castelvetri di allietarci con la lettura delle sue Storie di Binazzo.

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3 risposte a "“Ogni 44 giorni” e “Universo incompleto” di Stefano Castelvetri"

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