I troppi servizi di streaming


Photo by Lisa Fotios from Pexels.

Oramai non si capisce più nulla. Ogni tanto qualcuno annuncia l’apertura di un nuovo servizio di streaming.
Di recente lo hanno fatto Apple e Disney. Si uniscono alla gran quantità di servizi già esistenti.

Cos’è un servizio di streaming? È un abbonamento che si paga ogni mese e che permette di accedere, tramite internet, a contenuti di intrattenimento come film e serie TV.

Quanti servizi che offrono contenuti on-line a pagamento ci sono o ci saranno? Vediamo un po’: Netflix, Amazon Prime Video, Apple TV+, Disney+, HBO, Hulu, USA Network, Showtime, ABC, BBC, ITV, Infinity, SkyQ, ecc…

Vi renderete conto che già se dicessimo due servizi, non è possibile pagare due servizi per vedere film e serie TV, per non parlare del fatto che si sborsa anche per un canone televisivo reso obbligatorio in bolletta elettrica anche per chi come me la TV non la guarda manco per sbaglio.

All’inizio Netflix ha portato in Italia una grande novità e ha interrotto, in parte, il reperimento delle serie TV e dei film attraverso canali non ufficiali. Netflix è stato un bene perché le TV di stato e quelle commerciali non davano accesso a belle serie TV prodotte da Showtime, HBO, ABC, BBC, ecc… Oppure bisognava fare abbonamenti a TV a pagamento così costosi da rendere impossibile la cosa.

Perché, parliamoci chiaro, le serie TV prodotte in Italia, a parte L’amica geniale e qualche altra, il resto sono di pessimo livello, sono per le persone anziane, serie fatte solo di storie di malavitosi, dottori e infermiere, preti, suore e commissari. Tutte con le stesse identiche dinamiche, pessime trame, scritte male e recitate pure peggio.

Netflix per 9,99 euro al mese e con la possibilità di abbonarsi e disdire con un clic, e di pagare anche senza carta di credito, ma con una semplice carta regalo da comprare al supermercato, ha fatto la differenza.

Poi anche Netflix ha iniziato a produrre serie di dubbia qualità su cui ha investito e ha cancellato altre serie interessanti. Penso a Strangers Things la cui prima stagione era molto carina, la seconda mi pareva abbastanza ripetitiva, l’ho vista per curiosità, ma poi ho smesso. La terza stagione non l’ho vista e non vedrò nemmeno la quarta. Solito copione.

Stessa storia per 13 Reasons Why tratta da un romanzo all’acqua di rosa, scritto in modo superficiale che però è un best seller. La prima stagione dà spessore a storia e personaggi, migliorando un librettino che parla del nulla, era fatta molto bene. La scena finale in cui la ragazza si toglie la vita fa rimanere di sasso. Sai benissimo che lei si uccide, lo sai dal primo minuto della prima puntata, però vederlo è un attimo tosta. La seconda stagione è degenerata in un ammasso di assurdità. La terza mi sono rifiutato di guardarla e la quarta non mi interessa affatto.

Produzioni di dubbio gusto per cui si sono spese grosse cifre e, invece, cancellazioni di serie TV interessanti come The OA, Travelers, serie più ragionate, più fini. Cose come Ozark che ancora non è uscita la terza stagione dopo più di un anno, Dark che ci ha fatto attendere molto per la seconda stagione, quasi due anni e non si sa se ci sarà una terza parte, Better Call Saul che non si sa quando faranno la quinta stagione, Gipsy che fu cancellata da subito senza nemmeno permettere di capire meglio la storia.

Poi Netflix ha aumentato due volte di un euro l’abbonamento in un anno, allora, alla fine sono diventati 12 euro al mese per un totale di 144 euro annui e con queste dinamiche che non mi piacciono molto sulle serie TV prodotte da loro, col fatto che Homeland, Suits, ecc… arrivano con un ritardo abissale di anni e anni, The Good Fight che non c’è, House Of Cards che è prodotta da Netflix ma che su Netflix Italia non è mai arrivata e penso mai arriverà. Downton Abbey prima c’era e poi è stata rimossa, Party Of Five rimossa.

Insomma, tutte queste motivazioni e il poco tempo che ho iniziato a dedicare al servizio, mi sono messo a leggere e scrivere di più, così non ho comprato più carte regalo e il servizio si è interrotto l’11 novembre scorso. Non ne sento la mancanza, anche perché ho Amazon Prime Video che mi soddisfa di più e costa molto meno, ma non lo vedo spesso. Continuo a leggere e scrivere.

Dico io, ora arrivano anche Apple TV+ e Disney+. Non penso all’Italia dove questi servizi sono pochi, ma penso a nazioni come gli Stati Uniti dove ci sono una miriade di questi servizi. Ogni rete televisiva produce il suo servizio di abbonamento on-line. Questo vuol dire che l’utente finale deve spendere di più, perché è ovvio che ciascuna rete terrà per sé le proprie produzioni, non darà tutte le lingue se poi dopo anni si convince a metterla a disposizione, si impedirà di averle su nazioni come l’Italia se non su servizi da 50-60 euro al mese.

House Of Cards per esempio è disponibile su Netflix USA, Netflix UK, ma non Netflix Italia. Ma anche cose come The Good Fight, che è presente su Amazon Prime Video, ha solo la prima stagione per l’Italia, mentre seconda e terza no.

Capisco che ci sono i diritti internazionali, ma un utente medio quanti abbonamenti pensate si possa fare? Un milione? Pagare mille euro all’anno per vedere tutto il vedibile?

Alla fine andranno tutti male perché ci si arriva a stufare di pagare per un paio di serie TV e basta. Il tempo è poco, i soldi pure. Tutto andrà a finire come è iniziato, oppure basta serie TV e film e magari la gente finalmente inizierà a leggere buoni libri.

DVD e Blu-Ray, di certe serie TV, di molte serie TV, non si trovano in italiano o non si trovano proprio. Quindi, torno a ripetere, è l’utente finale, quello che vogliono rincitrullire con certe produzioni piuttosto che altre che perderanno. Poi non si lamentino.

Netflix mi ha perso, ogni 3-4 giorni mi arriva l’email che mi ricorda che non sono più abbonato e che se mi serve aiuto per abbonarmi possono darmene.

Non mi interessa. Grazie.

Leggete… leggiamo libri. Libri. Libri.

8 risposte a "I troppi servizi di streaming"

  1. Le serieTV in generale creano effetto dipendenza. Ne sono abbastanza convinto; di qui il loro essere sempre più esagerate in alcune scene di violenza fisica ma anche psichica e il loro decadere in termini di qualità di sceneggiatura e profondità nel tempo. Io per grazia di non so cosa, ne ho viste pochissime in tutta la mia vita (menziono solo la Meglio gioventu’, tra quelle che mi sono piaciute, ed era anche italiana, cosa rarissima). Concordo con te sugli esordi di Netflix, ora pian piano sta diventando pura spazzatura come tv commerciali e tv di stato. Bel post. Se posso lasciare un suggerimento approfittando della tua ospitalità’ la casa de paper prima serie e’ stato carino. La seconda invece è roba da chiedere i danno per il tempo perso.

    1. Sì, La casa di carta è bella a vederla la prima volta, le prime due stagioni, ma poi riguardarla è noiosa e forse molto poco credibile. Il che, la noia nel rivederla, è un difetto.

      1. Grazie Giovanni per la tua risposta ed osservazione. Avevo provato con un post a ragionare su questa serie, ma non avevo considerato questo aspetto nel valutarla : rivederla. In effetti non la rivedrei per nessun motivo al mondo, seppur la prima serie mi sia piaciuta. Auguri di buon anno.

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