Racconti del ferragosto: 24 giugno 2020 – 24 giugno 2021

Immagine di Pixabay pubblicata su Pexels con licenza CC0.

È passato un anno preciso da quando ho iniziato a mettere nero su bianco il progetto dei racconti del ferragosto. Eppure, nella mia testa, questo progetto è iniziato diversi anni or sono. Ogni volta che ero su una spiaggia a ferragosto, o intorno a quella data, osservavo una quantità smisurata di storie che mi passavano sotto il naso, dialoghi surreali che se riportati in un romanzo o in un racconto, il lettore di turno o ti accusa di troppa fantasia oppure ti dice che la tua storia non è assolutamente credibile.

Il detto che “la realtà supera la fantasia” non è una mera invenzione, non è un detto privo di significato. È verissimo, se si osserva bene la realtà, se la si analizza nei dettagli, se non la si lascia sfuggire sotto il naso, presi da altro. Poi c’è sempre un motivo per cui una storia può dare fastidio a prescindere dalla trama.

In un anno ho scritto, riscritto, visto e rivisto otto racconti. Ne ho altri due iniziati. Uno dei due si presta bene a un racconto articolato, quello che un editore classico pubblicherebbe singolarmente come romanzo breve, ma sto divagando. Torniamo a queste riflessioni.

Il ferragosto raccontato in queste storie non è un ferragosto allegro, c’è sempre un intoppo, un motivo per cui la giornata può trasformasi in qualcosa di poco piacevole. Possa essere il finale che ti lascia di sasso, oppure già dal principio.

Adoro il periodo estivo per alcuni motivi, ma lo detesto per altri. Uno dei motivi che mi porta a farmelo piacere sono le idee in quantità industriale che fanno capolino in testa, tanto è vero che questa antologia di racconti sul ferragosto si presta a una quantità sterminata di storie che accadono tutte il 15 agosto. Ambientate nel passato, nel presente, o addirittura nel futuro. Distopie, storie molto ironiche, storie fatte di un caldo pomeriggio a discorrere della propria vita intorno a un tavolo, facendo anche pettegolezzi, facendo rivelazioni sconcertanti su certe persone. C’è una storia di uno dei racconti che gira intorno a una parola inventata, e da lì mi sono immaginato tutto il resto, l’ho riscritta, mi sono venuti in mente dettagli, ho divagato piacevolmente intorno al tavolo parlando di cose normali, mi sono messo al posto di diverse persone.

Lo scrittore reinventa la vita. Ho messo in pausa il romanzo nella speranza di completarlo a breve, visto che in teoria è prossimo alla fine, una fine che penso sarà definitiva per la serie che mi accompagna sin dal 2012, ma tutto può essere e, magari, il settimo volume diventa solo il precedente dell’ottavo che magari potrei scrivere.

Perché si scrive? Per tanti motivi e per nessuno. In teoria perché ci piace farci leggere, ma detta nel 2021 questa affermazione ha i suoi limiti. Oramai la gente non sa più se continuare a leggere o ad acquistare, ci sono migliaia e migliaia di titoli nuovi che vengono sfornati in una settimana. È ovvio che è altamente illusorio pensare di pubblicare qualcosa e di avere la folla al seguito. Oramai sono passati 9 anni da quando Amazon portò in Italia la possibilità per chiunque di pubblicarsi. C’è chi da allora non ha imparato nulla e chi invece in 9 anni ha capito come si presenta un prodotto in modo professionale, eppure, a volte, o molto spesso, non penso tutti si accorgano della differenza. Differenza che si osserva nei dettagli, tanti e tantissimi dettagli. Poi è chiaro che ogni caso di autoeditoria è a sé non ci sono regole valide in generale, anzi la vera regola è che non vi è certezza di nulla, ogni testo rappresenta una storia singolare, anche per chi già ha diverse pubblicazioni alle spalle.

Sono pronto a pubblicare a puntante settimanali questo open e-book dei racconti del ferragosto. Cosa è un open e-book? È un e-book che con una certa cadenza si arricchisce di contenuto. Lo compri oggi e trovi un racconto, tra una settimana si aggiorna da solo e appare anche il secondo racconto, oppure lo compri già con il secondo racconto e dopo una settimana ti appare il terzo, ecc… finché l’autore vuole darti contenuti. Dico una settima perché è quello che il termine che mi sono prefissato io. Non avrebbe molto senso chiedere di pagare un e-book e poi vederselo aggiornare una volta al mese con 15 paginette.

Stephen King pubblicò “Il miglio verde”, un romanzo, in sei puntate mensili. Ma un romanzo ha una dimensione per cui ognuno delle sei puntate è ricca di contenuto e l’attesa viene ripagata. Mi sono sempre chiesto se la pubblicazione, se l’annuncio venne fatto quando l’autore aveva già completato la storia, oppure se ogni mese di è messo di sana pianta a scrivere una puntata, farla editare e pubblicare.

Eppure io non sono convinto di pubblicare un racconto alla settimana, nessuno mi pare abbia detto che visto i tempi che corrono è una idea molto originale. In realtà non lo è. Già è stato fatto. Alcuni autori, non parlo solo di King, lo hanno fatto. Il problema è che non tutti hanno pazienza, non tutti capiscono di stare comprando un open e-book (e ci si può innervosire in un attimo) e non tutti amano i racconti. Non tutti gli store rendono agevole la cosa per un editore. Questa operazione può essere fatta solo ed esclusivamente su Google Play Libri e Apple iBookStore.

Ho la copertina, ho il codice ISBN, ho la sinossi, ho l’e-book con i primi due racconti già riveduti, corretti e inseriti, ho pure il book trailer, non che il book trailer spinga all’acquisto. Un po’ come non spinge all’acquisto avere anche un cartaceo, che per questo e-book sarebbe disponibile solo all’uscita dei primi otto racconti, eventualmente, ma siccome saranno più di otto c’è tempo.

Voglio anche inserire un racconto ambientato sulla spiaggia. Forse più di uno. L’unico problema è che d’estate, con questo caldo, è impossibile dedicare tempo più di tanto alla scrittura. A luglio inizia il CampNaNoWriMo, che si configura come una gara in cui si scrive per 30 giorni di fila per completare qualcosa che si è iniziato tempo addietro. Ma io non ho mai smesso di scrivere da novembre. Ovviamente non ho scritto 1667 parole al giorno tutti i giorni. Ci sono stati anche molti giorni in cui ho scritto 0 parole, o appena 10, perché poi ci sono momenti in cui senti l’esigenza di rivedere cosa hai scritto perché ti serve sapere in che modo portare avanti la storia, se il flusso conduce a un evento C o D. Oppure ci sono lunghi periodi che hai tutt’altro da fare o che non vuoi scrivere perché ti mette ansia.

In teoria potrei anche pubblicare questo famoso e-book di racconti autoaggiornante la settimana prossima, ma chissà. Boh. Siamo tutti impegnati e la voglia e le energie sono quelle che sono.

Questo articolo è venuto un po’ lunghetto, è vero, ma dopo un anno preciso il progetto pare avere una consistenza reale, solo che i racconti trattano temi delicatissimi e lo fanno con una freddezza e un cinismo che a volte non sapevo di avere, ma la situazione della storia lo richiede. Non tutti possono amare il thriller estivo in un racconto. Ci sono dettagli che faranno storcere la bocca forse a qualcuno, forse a nessuno, ma non sono i classici racconti estivi in cui si passano le giornate con spensieratezza. L’aria che si respira nella storia, però, non è pesante dall’inizio alla fine. A volte è un crescendo impulsivo, ovvero, come dicevo qualche paragrafo fa, si va con tranquillità pagina dopo pagina, finché, poi, nel finale c’è il botto.

Ma per avere una idea? Della grandezza? Ecco una tabella:

#1: 3.214 parole, 18.105 caratteri, 14 pagine
#2: 3.943 parole, 23.085 caratteri, 17 pagine
#3: 5.402 parole, 31.231 caratteri, 23 pagine
#4: 6.551 parole, 37.863 caratteri, 28 pagine
#5: 7.266 parole, 43.341 parole, 31 pagine
#6: 8.205 parole, 48.308 caratteri, 36 pagine
#7: 9.431 parole, 53.799 caratteri, 40 pagine
#8: 16.081 parole, 93.299 caratteri, 70 pagine

La settimana prossima la sinossi, così definiamo un poco meglio il tutto, anche perché mi rendo conto che (dimensioni incluse) sono forse chiacchiere.

Tu sei pronto per questo genere di racconti?

Vuoi sapere quando escono? C’è una newletter e un canale Telegram apposito.

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