E un buon inizio sia!

Immagine di Rakicevic Nenad disponibile si Pexels con licenza libera.

Diciamo che sto trascurando un po’ il blog. Spero di essere più presente. Non ho scritto l’articolo di fine anno in cui elencavo le cose fatte nel 2022, e non lo scriverò, non sono da tipo da “tiriamo le somme”: non si sposa con il mio umore del periodo. Quello di inizio anno in cui si programmano le pubblicazioni diciamo che nemmeno vorrei scriverlo, e non perché sono in stallo con la scrittura o con le idee, ma c’è sempre il dubbio atavico dell’utilità dello stesso.

La mia mente è di continuo alla presa con storie, a volte troppo elaborate. Non tutte vengono messe nero su bianco, alcune si inizia con dettagli qua e là anni prima, se mi paiono interessanti.

Una cosa la posso dire. Ho usato l’intero mese di novembre per sviluppare un motore per produrre giochi di avventura testuale e nel codice, disponibile su GitHub, c’è anche il gioco di esempio. Il codice permette una buona personalizzazione del gioco e funziona. Sono stati corretti diversi bug. Chiaramente va completato con una serie di funzionalità che potranno renderlo ancora più interessante. Qui un articolo in cui se ne parla.

Già da inizio dicembre (o era la fine di novembre?) ho iniziato a editare per intero il romanzo che pubblicherò in questo 2023, ovvero il settimo volume della serie “Le parole confondono”. Ambientato a Napoli, Sorrento e Londra. Mi ero arreso, avevo quasi deciso di non pubblicarlo, ma rileggendolo so che se anche uno solo dei miei lettori vuole leggerlo, allora mi tocca farlo.

L’idea è di riuscire a pubblicarlo orientativamente per marzo/aprile. In che termini ancora non ne sono sicuro, se in due o tre parti o tutto insieme, oppure pubblicare su Google Play Store e Apple iBookStore la prima parte e poi la seconda, sempre nello stesso file, entro altri tre mesi. Su Amazon, Kobo e altri store non so. Non vendo più nulla su Amazon e su Kobo da anni. E poi sappiamo bene che una volta messa una versione del file su questi due store, chi ha comprato quella versione, non potrà ricevere l’aggiornamento. Su Amazon potrebbe se contatta il servizio clienti e lo chiede esplicitamente. Per Kobo non esiste proprio alcun modo.

Ho diverse cose da completare e poco tempo da dedicare a questo romanzo che sto editando, il quale richiede il triplo del tempo rispetto a tutti i romanzi scritti fino a questo momento.

Gli altri romanzi che avevo concluso o quasi concluso non so che fine faranno. Vorrei pubblicare quello sul self-publishing che mi consigliarono di intitolare “La ragazza che pubblicava libri”, ma di titoli che cominciano per “La ragazza che” ne esistono almeno 48, come scritto nel mio ultimo articolo. Mi perderei in quei meandri anche io. Nessuno troverebbe “La ragazza che pubblicava libri”. Mi servirebbe un titolo migliore, forse userò quello originale che mi ero proposto. Stavolta la copertina ancora non c’è ed è da completare e, per ora, è davvero molto breve, siamo quasi alla conclusione e non arriva a 44’000 parole, quindi ne mancano 6’000 per poterlo definire romanzo.

Ma il problema non sono le 6’000 parole mancanti. Il fatto è che forse dovrei rinascere con uno pseudonimo e sperimentare altri generi, altre lingue. Perché uno pseudonimo? Perché sì.

Sto sviluppando da qualche anno, poche parole per mese, riediting continuo, un romanzo a tema fantascientifico più o meno visionario che parla di un futuro in cui l’individuo deve fare molta più attenzione di oggi. Questo per le conseguenze delle scelte sbagliate di questi anni e dei prossimi a venire dei grandi. C’è sempre tempo affinché i governi prendano scelte sbagliate che mostrino la via maestra creando precedenti pericolosi e che producono danni, se poi si considera la narrativa, allora c’è grande spazio di manovra.

O forse sparirò narrativamente parlando. Settimo volume de “Le parole confondono” e poi arrivederci e grazie ma in totale silenzio. Valuterò, cambierò idea 10 volte al giorno e poi non saprò cosa fare, se farlo e se c’è tempo per farlo.

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In queste settimane, in modo alternato, i libri della serie “Le parole confondono” (e non solo) sono in offerta su Google Play Libri. Più dettagli sui libri sul sito ufficiale.

Happy New Year!

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