case editrici: di chi fidarsi?

Era da un po’ che volevo scrivere questo articolo.

Con chi pubblico?

Ci sono scrittori che si guardano in giro ancora prima di pubblicare qualcosa, anche solo per curiosità, per essere preparati e, in un certo senso, capire se si aspira a essere pubblicati o meno. In fondo si può anche scrivere e non desiderare di essere pubblicati. Certo è un caso particolare, ma può capitare.

Scrivere può essere un esercizio che rilassa, può essere un modo per focalizzare sul mondo, su se stessi. Spesso lo scrittore attinge a piene mani dalle proprie esperienze personali, magari, a volte, troppo personali per poter considerare davvero di pubblicare quanto scritto. In ogni caso lo scrittore quando inventa storie si mette a nudo. Ci sono piccole parti di se stesso che si spandono nel testo attraverso i tanti personaggi e le storie e solo chi ci conosce bene ne coglie i tratti.

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Diario di viaggio n°5 – carta stampata

Eccomi qui, dopo una lunga pausa.

Quando scrivo utilizzo il computer e in particolare uso l’applicazione KOffice 1.6.3 sotto l’ambiente libero KDE senza Windows 😉 . Per il romanzo per esempio, sto accumulando pagine e pagine e ogni tanto mi fermo e rileggo quello che ho scritto l’ultima volta per poter correggere e poi andare avanti. In certi periodi mi fermo e ricomincio la lettura dal principio per annotare delle cose, per controllare, date, eventi e incoerenze varie che posso aver lasciato nel testo dopo aver modificato varie volte il testo stesso.

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Diario di viaggio n°4 – piccole soddisfazioni

Il 23 luglio scorso scaricando la posta elettronica ho trovato il seguente messaggio:

Gentile sig. —,

siamo rimasti davvero molto colpiti dal suo “Il distacco”. Si tratta di una storia semplice e intensa, personale e corale allo stesso tempo, che fa leva sulle esperienze del protagonista rendendole comuni e condivise con il lettore. Siamo lieti di comunicarle che vorremmo pubblicarlo nella nostra sezione “storie”.

Avevo mandato il racconto tempo addietro a una redazione e quasi non ci speravo di ricevere questi complimenti. Il testo inviato mi è particolarmente caro e alla fine anche se qualche amico lo ha letto e ha detto che gli piace, non ero completamente convinto. Sentivo che mancava qualcosa.

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Diario di viaggio n° 3 – La musica mia musa

Questa sera mi si è intrufolata nel cervello una canzone e non riesco più a fare nulla. Non riesco più a scacciarla e la ascolto initerrottamente. Per i più curiosi, la canzone è “Buon viaggio della vita”, 2007, Claudio Baglioni. Il mio cantautore preferito. Un vero poeta in termini di giochi di parole. Sceglie le parole delle sue composizioni con criterio. Un abile poeta della musica.

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Appunti di viaggio n°2 – Il mio climax

Per i non addetti ai lavori, il climax è il momento di massima tensione drammatica di un testo letterario dopo cui segue il dénouement, ovvero lo scioglimento della vicenda con il finale. In genere in un racconto il climax è unico, visto il numero di pagine che costituiscono un racconto. Di solito, in questo caso, coincide pressappoco con il finale. In un romanzo possono esserci vari climax, a seconda anche del genere letterario.

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Scriviamo un po’…

Oggi, 28 maggio 2009, nasce questo nuovo blog con l’intenzione di dare vita a quelli che sono i pensieri di uno scrittore attraverso la propria visione.

Beh, forse la parola scrittore è un po’ grossa. Qualcuno potrebbe chiedere: “quante pubblicazioni ci sono alle tue spalle?” Beh, per poter rispondere a questa domanda ci sarà tutto il tempo, anche perché non è la sola domanda a cui c’è da rispondere. Abbiate pazienza e avremo modo di conoscerci 🙂 .

“Giochi di parole… con le parole”. Il titolo dice tutto, no? “… con le parole”, in realtà è ridondante, ma è la ridondanza della parola a produrre l’effetto di sottolineare meglio il concetto 🙂 . In pratica adoro scrivere e giocare con le parole. Non mi piace consumare un concetto in maniera molto sintetica, anche se dipende da cosa si parla. La sintesi in certi casi è comunque necessaria o, quanto meno, il testo non va mai appesantito di proposito. Non vanno riempiti i paragrafi con mille aggettivi. Vorrei dirvi tutto con un unico articolo, in modo sintetico, ma finirei con lo straripare troppo e consumerei gli argomenti in modo precoce. Oggi è appena il primo giorno. Seguendo questo blog capirete cosa voglio dire. Un goccio per volta. Una parola tira l’altra. 😉

Alla prossima.