L’ineguagliabile bellezza di un libro cartaceo

“Quel minuto prima di te” di Giovanni Venturi

Da quando ho iniziato a leggere in e-book mi sono perso per strada la bellezza di sfiorare con mano un libro cartaceo, la possibilità di sapere a che punto della lettura ero giunto, forse alcuni lettori e-book come il Kindle ti dicono quanto tempo impiegherai a finire l’intero libro digitale o quanto tempo ti resta per terminare il capitolo corrente, ma la tridimensionalità del testo, i colori e la definizione di una immagine, dei caratteri della copertina, non sono paragonabili alla lettura in digitale, per quanto comoda quest’ultima se il romanzo è corposo, oltre al fatto che si può regolare la dimensione dei caratteri anche abbastanza grande.

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L’estate tutta e solo italiana

Foto di Dibakar Roy.

Non volevo scrivere questo articolo. Per vari motivi. Ma, a volte, produrre pensieri e riflessioni, può incentivare a scambiare opinioni con altri naviganti, chissà.

La molla è scattata quando ho guardato, giusto ieri, un annuncio per questo fine settimana, periodo oramai di estate conclusa per molti, per altri è ancora un periodo dove ficcarlo in quel posto a tanti.

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Il lettore fedele

Foto di Simon Berger su Pexels.

Circa venti anni fa ero un grande fan di Stephen King, compravo tutto quello che pubblicava senza nemmeno leggere la trama o interessarmi della copertina, perché mi aveva conquistato con la sua scrittura già da tempo, ero tra la cerchia dei sui lettori fedeli, amavo tantissimo la premessa in cui lui ci dava un piccolo scorcio della sua vita, dei suoi pensieri, dove magari raccontava come aveva scritto l’opera che avevo tra le mani in quel momento, quanto lo aveva divertito o quanto era stato difficile, da dove era arrivata l’ispirazione. E lui si rivolgeva a noi lettori usando proprio le parole “fedele lettore”.

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E un buon inizio sia!

Immagine di Rakicevic Nenad disponibile si Pexels con licenza libera.

Diciamo che sto trascurando un po’ il blog. Spero di essere più presente. Non ho scritto l’articolo di fine anno in cui elencavo le cose fatte nel 2022, e non lo scriverò, non sono da tipo da “tiriamo le somme”: non si sposa con il mio umore del periodo. Quello di inizio anno in cui si programmano le pubblicazioni diciamo che nemmeno vorrei scriverlo, e non perché sono in stallo con la scrittura o con le idee, ma c’è sempre il dubbio atavico dell’utilità dello stesso.

La mia mente è di continuo alla presa con storie, a volte troppo elaborate. Non tutte vengono messe nero su bianco, alcune si inizia con dettagli qua e là anni prima, se mi paiono interessanti.
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L’originalità di un titolo: “la verità sul caso” e “la ragazza che”

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels distribuita per uso gratuito. Con questa foto si intende la reazione di urlare contro i titolo copia sempre più diffusi.

Spesso, scegliere il titolo giusto per un romanzo, è qualcosa di difficile. Altre volte è molto semplice. Difficile quando si desidera in qualche modo permettere a un lettore di avvicinarsi al nostro libro incuriosendolo, trasmettendo addirittura delle sensazioni specifiche che si leghino alla trama e, al tempo stesso, cercando di essere originali, unici, al fine di essere identificati come l’autore o l’autrice di un certo testo.

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Un momento di raccoglimento per se stessi

I love London

Un momento di raccoglimento per se stessi penso sia importante. È quell’attimo, quel tempo, in cui vuoi essere in pace, vuoi restare seduto immobile, con gli occhi chiusi, la schiena poggiata al sofà, o sul materasso, e ricordare uno o più momenti sereni.

Non che per il presente o per il futuro non possano esserci altri momenti buoni, ma oramai è una lotta continua. Non sai se parlare di te su un social possa o meno creare quell’attimo di condivisione che ti serve per stare meglio. Si finisce per abusare della rete sociale.

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