“Deserto Rosso” di Rita Carla Francesca Monticelli


Circa un po’ di tempo fa ho iniziato a seguire su Twitter un’autrice indipendente che ha pubblicato da poco la prima di quattro puntate: Deserto Rosso – punto di non ritorno.

Il genere letterario è fantastico, cosa per cui non vado matto, certo ho visto Star Wars, Ritorno al futuro, Lost, V, Flash Forward, Fringe, ma leggere di questo genere mai, a parte, quelle poche cose scritte dal mio autore preferito, Stephen King.

Il testo è piccolo, costa troppo poco (meno di un euro) per la cura e il modo in cui lo stesso si presenta. Decisamente scritto meglio di certi autorucoli di cui ho comprato e-book di giovani case editrici per poi ritrovarmi centinaia di refusi e storie noiose oltremodo.

Per “Deserto Rosso – punto di non ritorno” non è stato affatto così. La storia è ottima, scorre senza problemi, con crescente curiosità. Mi riportava un po’ all’atmosfera di “Zak McKracken and the Alien Mindbenders“, gioco di ruolo che ho giocato da ragazzo e al film “Atto di forza“, ma solo per il fatto che si parla di Marte, di questo viaggio sul pianeta rosso. Non per altro. La trama è totalmente diversa, viaggia tra dosati flash back, quasi pennellati come uno script televisivo che scorreva nella mia mente. Visuale, emotivo. Un testo che ti prende per mano e ti porta lungo il viaggio, caratterizzando i personaggi; e per il farti affacciare nella storia poco per volta. Credo che il successo di “Deserto Rosso” potrebbe raggiungere anche il piccolo schermo se qualcuno volesse.

Di cosa parla “Deserto Rosso”?

Anna Persson abbandona di nascosto alle prime luci dell’alba la Stazione Alfa e si addentra con un rover pressurizzato nel deserto marziano, in quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un gesto suicida.
Qualunque essa sia, riuscirà Anna a raggiungere la sua destinazione?

Il mio consiglio è quello di comprarlo e di leggerlo sul proprio lettore e-book. Il testo è disponibile in diversi formati su SmashWords. Io l’ho comprato sul Kobo Store, in quanto fortunato possessore di un Kobo Touch.

Nelle note ho potuto apprendere che c’è un grosso lavoro dietro il testo, non a caso gli autori indipendenti sono quelli che fanno meglio di un editore quando ci si mettono e questo è il caso di Rita Carla Francesca Monticelli. Un grosso in bocca al lupo in trepidante attesa delle altre tre parti. Le mie “recensioni” soffrono un po’ per questo modo sprizzante di complimenti, ma vi assicuro che non sono gratuite. Se scrivo delle cose è perché le penso.

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