Londra: 30 dicembre 2012


Oggi è stata una bella giornata. È spuntato uno spicchio di sole e l’aria si è un po’ raffreddata, ma nemmeno più di tanto. Qui è difficile capire come vestirsi per non sudare. Ora in parte capisco la gente che gira per strada con una maglietta a mezze maniche e una felpa sopra e basta. Quando tira il vento però ci si gela le orecchie.

St. Paul’s Cathedral

Essendo domenica, mi sono infilato nella “Central Line Tube” e mi sono diretto alla Cattedrale di San Paolo. Bella cerimonia con un potente coro polifonico che ha cantato il Gloria in Excelsis Deo in latino con le strofe in inglese, l’Agnus Dei, il Sanctus. Molte cose in latino, insomma, e il resto in inglese. Ho capito tutto quello che si diceva, si stava bene, ci hanno dato anche il libretto così c’erano i canti acclusi. Mi sono accorto che il coro leggeva direttamente dagli spartiti con le note e, naturalmente, un coro polifonico con tanto di basso, tenore, soprano e contralto non poteva fare diversamente. La musica e il canto sono arti, ma per farle bene occorre lo studio. Un po’ come la scrittura creativa, impegno sì, ma anche un po’ di studio.

West Minster

Con un po’ di sole in cielo (poi si è ritirato, dice che pareva brutto stare troppo) mi sono diretto a West Minster con l’intento di visitare il Parlamento inglese e il Big Ben, ma oggi non era possibile, inoltre il Big Ben lo può visitare solo un avente diritto al voto londinese. L’abazia si può visitare solo in settimana, così me ne sono tornato un attimo a Lancaster Gate sempre con la Central Line e poi sono ritornato a Leicester Square.

Mac Donald a Leicester Square/Piccadilly Circus

Volevo mangiare un Big Mac a West Minster, ma l’assenza del sole mi ha messo di malumore così me ne sono andato nella mia piazza preferita dove ricordavo di aver scorto un Mac Donald… (in realtà cercavo la pizzeria italiana che avevo scorto, ma mi sono detto che forse non era il caso… non penso sappiano davvero fare una bella pizza come a Napoli) che poi ci sono ritornato anche stasera visto che ero più affamato del solito. Credo di aver sviluppato i muscoli delle gambe a furia di sperimentare a piedi.

Il ritorno l’ho fatto in autobus… il famoso autobus a due piani e mi sono piazzato sul secondo piano. Bellissima visuale su Oxford Street e ho scoperto che il traffico esiste anche a Londra, ma è roba di poco paragonato a quello Italiano. A Londra ci sono i semafori e si rispettano. A parte quelli pedonali visto che durano un po’ tanto e la gente si rompe. Butta l’occhio a vedere se passano auto e si attraversa con il rosso come in ogni grande città che si rispetti.

Anche il ritorno della seconda mangiata da Mac Donald l’ho fatta con l’autobus. Ho scoperto che il 94 mi porta a due passi dall’albergo e funziona 24 ore su 24! Cioè mi posso ritirare quando voglio senza alcun problema. Anche perché a mezzanotte, o poco meno, la metropolitana chiude.

Che dire si intravedono sempre portoghesi, spagnoli, italiani (ma stanno ovunque questi italiani… e basta!), tedeschi, indiani, cinesi, giapponesi, polacchi… Voglio vedere le inglesine di cui mi parlava Claudio in “W l’Inghilterra”.

Un americano di Pittsburgh mi ha chiesto in che zona di Londra eravamo e io, quasi abitassi lì da anni, gli ho spiegato che eravamo nei pressi di Piccadilly Circus e che un po’ più avanti c’era Leicester Square.

Mi sono messo a parlare con un Giapponese in autobus per chiedere conferma sulla destinazione del 94. Avevo un attimo scordato il nome “Lancaster Gate” che volevo controllare sul tabellone prima di salire, ma sicuro di me mi sono diretto al secondo piano dopo aver passato la mia Oyster Card bellina sull’apposito lettore… e infatti sono arrivato alla meta. C’erano un gruppo di gente di zona Emilia credo, o magari Milano, non so distinguerli che sono scesi anche loro a “Lancaster Gate” e se ne sono andati a bere alle 00.30. Forse dove abitano loro non posso farlo. Come i francesi che in metro avevano una bottiglia di liquore e che volevano mischiarla alla birra, poi non lo hanno fatto per paura di sporcare o come quei francesi che urlavano mezzi ubriachi in uscita alla metro. Dico io, ma andatele a fare a Parigi ‘ste cose, non venite a rompere l’anima a Londra, poi si dice che sono gli inglesi quelli che portano la nomea. O come quelle tre mign… ehm, ragazze tutte nude che andavano cadendo per strada tutte a ridere, magari erano anche loro francesi. Poverette. Se l’unico modo per farsi fare del sesso è ubriacarsi stanno davvero messe male…

Per fortuna che quest’anno non mi devo sentire quella solfa di discorso di quel vecchio che a reti unificate dice che gli italiani (poveri) devo fare sacrifici per salvare l’Italia (cioè le loro linee col culo largo e i loro stipendi da fancazzisti).

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