Londra: 31 dicembre 2012


Eccomi per il resoconto di fine anno.

Londra stamattina si è svegliata con la pioggia. Un cielo coperto e brutto… E io non avevo gran voglia di andare in giro con questo cielo grigio e piovoso e forse anche perché era il 31 dicembre. Questa data mi mette addosso sempre una strana sensazione, ricordandomi tutte le cose che non ho fatto e che negli anni continuo a non fare.

Me la sono presa comoda. Ieri sera ho approfittato del fatto che il bus 94 gira tutta la notte per Londra e ho fatto più tardi del solito e quindi stamattina ero pieno di sonno.

All’una sono sceso e al pub vicino ho mangiato panino con pollo e preso una birra Guinness, quella che fanno a Dublino. In realtà non avevo molta fame visto che non sono abituato alle abbondanti colazioni che sto facendo in hotel, però ho pensato che essendo 31 molti locali che servono cibo avrebbero chiuso presto e non ho voluto rischiare, ma ho mangiato una sola volta. Niente cena. Un po’ di sana dieta fa bene. Desideravo ancora la pizza che avrei voluto mangiare ieri, ma non ero sicuro che ne avrei trovato.

Dopo pranzo me ne sono andato a prendere un caffè al Caffè Nero a St. Pauls. E lì mi sono lasciato corrompere da un pezzetto buonissimo di un dolce di cioccolato belga. In questa catena di caffè c’è sempre almeno un commesso italiano, così ho scoperto un milanese, anche perché l’accento italiano c’era. Lo so, sono fissato con le nazionalità, ma son curioso e a Londra si può provare a indovinare e vedere se era giusto o meno 😀 . Tra l’altro per strada ho chiesto a una ragazza un’indicazione e non mi ha saputo dire così le ho chiesto di dov’era: «Svedese». Abbiamo intrattenuto 3 secondi di chiacchiera. Ho chiesta altra indicazione a una ragazza e ho indovinato quando lei è restato interdetta e senza che parlasse ho fatto: «Italiana?» e lei: «Sì».

Dopo sono andato al cinema Odeon a Leicester Square per lo spettacolo delle 16. Ho visto “Silver Linings Playbook” con Robert De Niro. Bradley Cooper, l’attore biondo protagonista della pellicola, è stato già in Alias di J. J. Abrams. Stavolta i dialoghi erano meno agitati e più semplici. Si tratta di una commedia su storie di vita vissuta, quindi ne ho compreso un buon 80%. In Italia il film uscirà il 7 marzo 2013. Ecco la comodità di stare qua. Vedi le cose in anteprima 🙂 . Oltre che impari meglio l’inglese.

Dopo il film ho fatto un giro a piedi ritrovandomi nel quartiere cinese. Ho perso il cappello, ma poi l’ho ritrovato inzuppato, così ne ho comprato uno da Trocadero, poi sono andato verso Oxford Circus per un cappuccino e lì c’era un avellinese… Vado in bagno e un troglodita non vede la luce nel bagno, non chiede se il cesso è occupato, non bussa e butta la porta per aria manco stesse abbattendo la stessa a spallate per una fuga forzata e mi cade il cappello nuovo nel piscio sparso ovunque. Ho iniziato ha maledirlo in italiano e poi in dialetto. Mi dice: «Passaci un po’ d’acqua!». Idiota io che non me lo sono fatto ripagare. 4 sterline. Che poi per trovare questo secondo Caffè Nero ci ho messo un sacco di tempo. Il navigatore Nokia dava i numeri. Butto il cappello puzzolente in un cestino, ritorno e ricopro lo stesso cappello. Il commesso mi riconosce e mi fa: «Se lo perdi di nuovo il prossimo te lo faccio pagare solo due sterline, giuro!».

La stanchezza mi frega alle 22. Ritorno in albergo tutto zuppo di sudore. Doccia calda rilassante e mi rivesto. Ma sono un cretino. Non ho calcolato bene i tempi. La fermata che mi avrebbe portato a vedere i fuochi sul Tamigi la chiudevano alle 23.30. Ho perso ovviamente i fuochi d’artificio. Ne ho scorto qualcuno mentre ero per strada, ma ovviamente non è la stessa cosa. Mi manca la volontà di organizzazione quando mi ci metto. Mi regolo al momento.

Noto in prossimità della mezzanotte locali di bistecche ancora aperti, negozi di souvenir.

Nella metro e fuori ci sono gente che beve vodka e Jack Daniels come se fosse acqua fresca. Quale sarebbe questa tradizione? A capodanno si brinda con lo spumante, accidenti! Mi dite sto liquore a che serve? Bah!

E anche quest’anno è andato. In realtà sono ancora alla ricerca di me stesso. Londra è una città piacevole, coi suoi pregi e i suoi difetti. Potrebbe essere Capodanno ogni momento nella mia vista se decidessi di operare dei seri cambiamenti. E credemi… mi servono, più della scrittura stessa. Entro 5 mesi pubblicherò il mio secondo romanzo. A gennaio partirà l’editing professionale e se la cosa mi piace vedrò di autopubblicarlo, anche se un po’ mi spiace. C’è un lavoro grosso dietro. Trovare un editore, magari come Edizioni E/O sarebbe bello, per non parlare sempre dei soliti grossi editori, ma là servono agganci oppure pagare grosse cifre ad agenzie letterarie grosse o corsi di scrittura grossi. Onestamente preferisco una vacanza come questa.

La vera cosa che mi renderebbe felice e che avrebbe reso questa vacanza e questo capodanno londinese un miliardo di volte più bello sarebbe stato passarlo con qualcuno di importante per me. Non so se mai accadrà. So solo che se non si può donare amore non si vive, ma si vegeta e anche una bella vacanza resta quasi fine a se stessa. Non dico di essermi sentito solo. Londra non te lo permette. Sei sempre in moto. Stamattina e stasera mi sono forzato a vincere la mia abitudine alla staticità. Venire a Londra e non vedere che succede alla mezzanotte sarebbe stata una grossa cavolata. Non che chissà cosa succede, ma anche a vederlo coi proprio occhi serve.

Non sono andato in un locale a passare la notte perché non mi andava. Purtroppo in questo non sono cambiato, non mi sono spinto a godermela al 100%. Ho dei limiti che non so superare e che mi penalizzano di continuo. Penso sempre che avrei dovuto essere fatto in un altro modo, magari dovrei essere nato altrove e in un altro contesto sociale, però forse è una questione di DNA e di esperienze, forse non sarebbe cambiato nulla. Mi porto dietro tutto ovunque vada. Difetti inclusi.

Qui a Londra posso ragionare sulle cose, ma diciamo che preferisco osservare gli altri e nemmeno troppo visto che un conto è fissare le persone, un altro conto è voler capire le loro storie o guardare un attimo. Sono curioso, non a caso scrivo, diciamo che senza rendermene conto cerco materiale per storie, ma più che questo è che a volte non è facile fare i passi giusti. A volte non esistono i passi giusti e altre volte ancora non si riconoscono le cose giuste e importanti quando passano sotto il naso perché si è distratti a guardare altrove, presi da mille altri pensieri o eventi secondari.

Spero che in quest’anno riesca a fare le cose giuste, ma più che sperare bisogna mettersi con un impegno costante pazzesco che spesso porta via energie, bisogna capire quali sono le priorità e in che modo si più superare un limite, come possono essere rimossi i propri difetti, quelli che poi non ti fanno combinare nulla e che ti rendono insoddisfatto. È decisamente una cosa seria, importante e che va fatta. Quanto prima.

Buon 32 dicembre a tutti e felice Anno Nuovo da Londra!

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4 thoughts on “Londra: 31 dicembre 2012

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