Londra: 2 gennaio 2013


Penultimo giorno prima della partenza.

Mi sono svegliato un po’ scazzato. C’era la pioggia e non avevo voglia di fare nulla. Non ho fatto colazione e non mi è venuta fame prima delle 18. Direte voi… stai un po’ depresso?

Sono i primi giorni dell’anno e dicono che questo è l’effetto che si ha quando uno si carica di mille aspettative per l’anno nuovo e teme che poi non succeda nulla.

In verità c’è/c’era anche dell’altro. Il continuo sbalzo di temperatura della metro di Londra sono micidiali. Sudi, poi ti asciughi, poi ti viene il mal di gola… Mi sentivo un po’ di febbre addosso… mi sono un po’ preoccupato al punto da comprare un termometro digitale da 10 sterline da Boots a Bayswater. All’inizio quando mi hanno detto il prezzo gli ho detto di lasciar perdere e poi quando sono uscito mi sono detto: «La mia salute non vale 10 sterline? Spendi in tante sciocchezze, ora si tratta di salute…».

Sono rientrato e preso il termometro. Nessuna febbre ero solo un po’ agitato probabilmente.

Poi sono stato all’Apple Store di Covent Garden. Immenso e WiFi libero… Che poi è libero anche in catene varie come Caffè Nero, ecc…

In metro ho visto un altro Kindle. Ho anche chiesto alla ragazza se era il modello Touch, mi ha detto che era quello più vecchio.

Alle 18 mi sono incontrato con un amico conosciuto nel 2006 a Dublino a uno dei KDE Akademy. Un ragazzo di Cesena che si occupa di grafica e design. Ha disegnato il tema di icone di KDE “Nuvola” e partecipato alla realizzazione di quelle di KDE 4 Plasma.

Non ci vedevamo da quasi sei anni. È stato come non essersi mai persi di vista. Ci siamo ritrovati come ci eravamo lasciati. Vive a Londra da circa un anno.

Londra è una bella città. Basta organizzarsi e non lasciarsi vincere dallo sconforto, pensare che c’è sempre il sole. Insomma, una città che per uno abituato ad avere il sole quasi 365 giorni l’anno mette abbastanza in crisi, ma come opportunità ci sta un bel po’, ci si sente più sicuri che in Italia, benché se ne dica. Qui non ci sono Lungomari Liberati e assenza di trasporti pubblici. Il sistema di metropolitana non chiude per una pioggia continua di 30-40 minuti. Non ci sono Colossei e ministri che vanno allo stadio a vedere la partita della Roma con l’auto blu! Sicuramente le problematiche non mancheranno anche qui, ma alcuni tipi sono molto diverse da quelle del Bel Paese e altre non esistono e penso non sappiano nemmeno esistere.

È stata una giornata tutto sommato piacevole. Anche andare in giro a mangiare e a bere, vedere un amico fa bene. Non è che si possono visitare per forza monumenti. Sono venuto qui anche per provare come funziona l’integrazione. Certo servirebbero 5-6 mesi per capirla davvero, ma un risultato è stato ottenuto. Sono stato lontano per un po’ da realtà angoscianti che mi ritroverò sotto gli occhi per i prossimi mesi. Ho respirato uno sprazzo di indipendenza e libertà in una città che lo permette.

Se domani mattina non piove vediamo di imparare a portare la bicicletta, anche se credo forse sarebbe meglio un periodo tipo aprile/maggio per fare una cosa simile…

Vedremo.

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