Fortitude, Lost: quando l’incipit è di base


Quando si scrive narrativa, sia essa varia, sia di genere, è fondamentale avere un incipit di fuoco o quasi. Quando poi si parla di una serie televisiva, allora il concetto non può essere da meno, anzi, è ancora più amplificato, visto che l’impatto visuale ha necessità ancora più spinte. Gli Americani, gli Inglesi, sono molto forti sulle serie televisive. Chi non ricorda Lost? Ti buttava direttamente nell’azione. L’aereo è precipitato, ora un pezzo alla volta vediamo chi c’era nell’aereo, cosa fa, perché, cos’è quest’isola, come faranno per salvarsi e chi ci riuscirà. Anche l’ambientazione in certi casi diventa fondamentale e pare lo sia in questa nuova serie televisiva: Fortitude. Questo prodotto di Entertainment Britannico sarà trasmesso su Sky Atlantic in questi giorni della merla ed è quanto di meglio ci possa essere per evitare anche solo di guardare la TV per errore con tutte ste politicate itagliane che la invadono. Fortitude si compone di 12 episodi. La prima scena si apre in mezzo ai ghiacci artici, c’è un orso polare, c’è un corpo martoriato. E anche il cast è quello che è, ovvero di spessore, come lo era quello di Lost. Ogni piccolo elemento diventa fondamentale e deve essere tutto organizzato. In un testo narrativo, per esempio, se ci fosse solo un potentissimo incipit e i personaggi fossero quanto di meno caratterizzato ci fosse che succede? Il lettore smette dopo qualche capitolo. Se l’ambientazione è importante e invece viene resa in maniera superficiale? Stessa cosa… E vogliamo parlare dei dialoghi? Io adoro i dialoghi. Sono quelli che hanno due funzioni importantissime: presentare il personaggio (solo sentendolo parlare diventa reale, no?) e far evolvere la storia. Non ci serve un banale dialogo tra il barista e l’avventore che chiede un caffè a meno che non ci sia qualche elemento che deve venire fuori per uno scopo ben preciso. A Londra un orso bianco camminava per le strade della città e in metro per pubblicizzare questa nuova serie televisiva.

Riuscite a immaginare la stessa metodologia di marketing in Italia? No, giusto? Nemmeno io. Anche perché dovrebbero camminare suore, preti, commissari e carabinieri imbranati per la città, perché il livello delle serie TV italiane è questo. Tra l’altro copie di se stesse. E da una buona serie televisiva si impara molto di narrativa: sviluppo della trama, dialoghi, caratterizzazione dei personaggi. Come sarà Fortitude? Chi vivrà saprà.

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2 thoughts on “Fortitude, Lost: quando l’incipit è di base

  1. Non seguo questa serie. Ma credo che nel mondo anglosassone (sia statunitense che inglese), quando si fa narrazione (televisiva o cartacea non importa), la si faccia partendo da una”semplice” idea: si deve raccontare una storia (benché anche lì spesso non succeda niente del genere).
    In Italia si parte invece dall’idea che si debba a tutti i costi insegnare qualcosa. Quindi la storia o procede per luoghi comuni, oppure è solo una cornice. I risultati non possono che essere mediocri.

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