“Insieme nel buio e altri due racconti” di Marco Freccero


A volte ho così voglia di leggere qualcosa di buono, ma di non troppo esteso, e soprattutto di andare sul sicuro.

In passato ho letto racconti, a volte non mi hanno lasciato nulla, altre volte erano piacevoli. A volte ti ritrovi testi gratuiti e orrendi in tutto e per tutto.

Mi sono imbattuto in “Insieme nel buio e altri due racconti”. La copertina è piacevole, il titolo intrigante e il fatto che fossero tre racconti mi ha ulteriormente spinto a pensare: «Perché non provare?».

Detto, fatto. Mi sono messo a leggere l’anteprima del testo e mi è piaciuta. Poco dopo sul mio Kindle PaperWhite è arrivato “Insieme nel buio e altri due racconti“. E poco dopo ancora mi sono messo a leggere e a divorare la raccolta pagina dopo pagina.

L’autore fa una premessa di umiltà, quasi come a dire: “stai leggendo poca roba”. Sarà anche vero, ma a me queste tre piccole novelle sono piaciute un bel po’. Sì, perché credo si tratti di novelle. Il mio PaperWhite indicava che per ognuna avrei impiegato più o meno 1 ora e 20 minuti per leggerle, per un totale di quattro ore.

Perché mi è piaciuto questo testo? Perché ti fa immedesimare nelle storie, pare di essere presente lì sul luogo dell’avvenimento grazie alla ricchezza dei piccoli dettagli descritti. Non ho mai prestato attenzione a questa cosa perché in genere nei libri si trova scritto “bevve il caffè”, “preparò il caffè”, ecc… Qui invece, attraverso piccolissime azioni, vedi un personaggio girare il cucchiaino nella tazzina del caffè, vedi un altro preparare il caffè, attraverso i vari gesti di cui questa azione si compone, senza ovviamente interferire con la storia, ma accompagnandola e arricchendola di quotidianità e, quindi, di verità.

Si descrivono situazioni e personaggi ordinari, ma ben delineati, perfettamente in tema con gli avvenimenti degli ultimi anni: si parla di cattiveria, si parla del male, male semplice, ma estremo. Ho intravisto dietro queste parole, dietro la costruzione delle frasi, della trama, l’influenza di vari scrittori classici e, nell’ultimo racconto, mi è sembrato di scorgere alcune influenze del miglior Stephen King. Come? Dal modo in cui i personaggi vengono fuori da storie semplici e dirette. Il modo di muoversi, di parlare e agire del gioielliere era così naturale che per un attimo ero anche io in quella gioielleria a vivere il momento drammatico della sopraffazione.

Anche la costruzione dei dialoghi è fatta in modo che la storia prosegua, vada avanti, arricchisca il lettore attraverso la conoscenza sì della trama, ma anche dei personaggi. Quindi niente è lasciato al caso. Dai dettagli di un caffè, allo scorcio del traffico che si vede da una tendina, alle intenzioni dei personaggi a esprimere il male, alle vittime sacrificali di questa terra. Senza gente che subisce, non ci sarebbe chi esprime il suo potere perché può farlo e sentirsi con le spalle coperte, giusto?

Qualche difetto nella storia come diceva lo scrittore? Niente di manco lontanamente paragonabile ai testi che ho letto in questi anni. E lo stile nel complesso mi è davvero piaciuto tanto.

Questa opera mi ha fatto diventare avido di lettura e, infatti le quattro ore sono passate in appena due giorni, spingendomi a comprare “Non hai mai capito niente”, altra raccolta di racconti di questo autore ancor prima di finire “Insieme nel buio e altri due racconti”. Bella cosa la buona scrittura, eh?

Chi è l’editore del testo? L’autore stesso. E direi che rappresenta uno di quei pochi selfpublisher che vanno letti.

Consigliatissimo a tutti.

 

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