io sono Andrea, Francesco, Giulia, Joe, Will, Davide, Daniele, Gianluca…


Photo by FidlerJan at Morguefile, License here.
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Chi sono Andrea, Francesco, Giulia, Joe, Will, Davide, Daniele e Gianluca?

Andrea, Francesco e Giulia sono i miei tre personaggi che animano le pagine della trilogia “Le parole confondono“, una storia di amore e amicizia con alcuni risvolti drammatici e di inno alla vita. Che poi dire trilogia è una parola grossa. Allo stato attuale “Le parole confondono” si compone di un unico volume già pubblicato e disponibile in ebook e cartaceo.

C’è un secondo volume finito ed editato su cui ci sta ancora da fare un po’ di lavoro, ma che non è detto debba per forza essere pubblicato. La scrittura ammalia, ma la pubblicazione può anche disintegrare un lavoro di fine lana caprina, dove hai messo a posto aggettivi, virgole, personaggi e trama. Il terzo volume, invece, si compone di buona parte, ma servono ancora delle scene per concludere la storia.

Joe e Will, invece, sono i protagonisti di “Joe è tra noi“. Un thriller fantascientifico ambientato nella Londra del 2358. Di recentissima pubblicazione, disponibile anch’esso in ebook e cartaceo.

Gianluca è un personaggio di un racconto presente nella raccolta di racconti “Deve accadere” (disponibile in ebook e cartaceo). Di recente ho rieditato proprio il racconto in cui c’è questo personaggio. Giancluca è presente anche nel secondo volume de “Le parole confondono”, non si tratta solo del nome, ma è proprio lo stesso personaggio.

Davide e Daniele, invece sono i fratelli di un romanzo ancora inedito che forse un giorno riprenderò e pubblicherò.

E come scrittore io mi sento Andrea, Francesco, Giulia, Will, Joe, Gianlulca, Davide, Daniele e qualsiasi altro personaggio di un mio testo. Sì, perché ognuno di questi, alla fine, viene fuori dalla mia immaginazione, ha degli elementi che sono parte di me, arricchiti delle mie esperienze quotidiane, di ciò che leggo sui giornali, di ciò che sento raccontare, di ciò che vedo sul pullman, per strada, ovunque mi trovi.

Sono affezionato a loro. Non è facile da far capire a chi non scrive. Sento un legame e, quando devo metterli in una situazione difficile o molto difficile, o addirittura farli morire, mi vengono gli scrupoli di coscienza, ma le storie che più si ricordano sono quelle dove i personaggi devono affrontare un loro percorso disseminato da difficoltà. La vita reale non ci pone di continuo davanti a scelte e difficoltà?

Chi legge i miei testi sa che i miei personaggi non ne escono superficiali. Del protagonista si viene a sapere molto della sua storia personale, dei suoi desideri, delle difficoltà che ha ad affrontare il mondo. Molti mi dicono che dopo aver chiuso le pagine di un mio romanzo quei personaggi gli restano in testa per un po’. È una bella sensazione.

Solitamente affronto le tematiche della crescita e delle difficoltà che questo comporta. Alcuni temi mi sono cari e li sviscero in più libri in storie molto diverse. Non sono un autore famoso e, l’ho detto più volte, forse non riuscirei nemmeno a vestire i panni dell’autore famoso.

Sto inziando ad affrontare anche il tema dell’ironia in un romanzo in cui ci sono un po’ di personaggi ambigui e ironici se vogliamo sorridere.

Chi legge riesce a entrare in simbiosi con il personaggio? E se non accade si continua a leggere il libro?

Come scrittore entrate in simbiosi con i vostri personaggi?

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