alcuni motivi (semiseri e ironici) per autopubblicarsi


Foto di Manuere.
Foto di Manuere.

Ispirato dall’articolo di Marco Freccero sul motivo che spinge all’autopubblicazione, do una mia risposta, che potrebbe nemmeno essere definitiva ai motivi che spingono un autore a pubblicarsi da solo.

Diciamo che ci sono motivi seri e motivi meno seri e anche motivi sbagliati, ma in genere questo vale anche per farsi pubblicare da un editore, o per quando si decide di fare qualcosa nella vita.

Da un po’ mi sono scoperto ironico, quindi mi piace mescolare il serio, con il non serio. Mi piacerebbe dare un elenco serio mescolato con ironia, ma sono sicuro che in pochi coglierebbero il motivo valido da quello che prova a ironizzare su chi segue un’idea di selfpublishing che è completamente errata.

Facciamo così. Ne parlo e poi alla fine vi darò indicazioni più precise sul grado di ironia.

Motivo Numero Uno
Mi sveglio una mattina, scrivo una boiata qualsiasi, non la so manco impaginare, non so fare un ebook, non so cosa sia un rientro di paragrafo, non so cosa sia un indice, non so cosa sia una bella copertina, ma, soprattutto, attenzione, sottolineo, soprattutto: non ho mai scritto niente in vita mia. Solo che quella mattina volevo autopubblicarmi e quindi se ci sono errori di grammaticali, di concetto, se la storia somiglia come stile a The Bold And The Beautiful che importa, la cosa importante è che so che venderò a palla perché la gente non bada a come è scritto, la gente guarda che sono 99 centesimi e che la trama è un po’ impupazzata: templari, alieni, inseguimenti in una giungla, protagonista che è sempre al centro di sparatorie e inseguimenti, segreti che risalgono ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e una storia d’amore a base di sesso.

Motivo Numero Due
Tutti inizieranno a parlare di me, verrò contattato da tante case editrici, mi metterà sotto contratto qualcuno. Dovrò solo scegliere chi. Ma se vendo tanto, se ne accorgono che non so scrivere?

Motivo Numero Tre
Sarò sempre in vetta alle classifiche. Con 99 centesimi molti compreranno e non mi potranno che recensire bene. Che pretendono? Sono 99 centesimi, mica 99 euro?

Motivo Numero Quattro
Mmm… passiamo al cinque?

Motivo Numero Sei
Ma non abbiamo saltato un numero? Vabbe’ chi se ne frega se non so scrivere, mica se ne accorgono?

Motivo numero Sette
Ho mandato il mio romanzo a 5 milioni di case editrici, a chiunque, anche al panettiere sotto casa che ha detto che il figlio di 18 anni ha appena aperto una casa editrice e ha detto che pubblicherà tutti quelli che sono sconosciuti ai più, ma che hanno tante ambizioni, ma ancora nessuno mi ha scritto. Sono passati solo 87 anni.

Motivo Numero Otto
Oggi l’editoria è oltre la frutta. Chi vuoi che si accorga se c’è un testo in più e non ha un editore? Ho detto a mio cugino che mi sono pubblicato, mi ha chiesto con quale editore, gli ho detto che non ho un editore, però mi ha richiesto con quale casa editrice sono stato pubblicato. Ha fatto dei nomi: Mondadori, Rizzoli, Newton&Compton, Fazi, Einaudi. Ma c’è differenza tra dire “editore” e “casa editrice”? Non lo sapevo. Però non mi ha chiesto nemmeno di cosa parla il testo.

Motivo Numero Nove
Ho letto alcuni romanzi pubblicati da editori, ho visto che in realtà, prima, questi autori si erano pubblicati da sé, li ho comprati. Sono pieni di errori di stile e grammatica, però vendono a vagonate, vincono premi letterari. Scrivo qualcosa pure io, un po’ di sesso, una storia d’amore di poco conto, ma non mi piace molto pensare a una trama, magari poi se faccio come loro e metto a 99 centesimi mi comprano in tanti e mi pubblica un grande editore, tanto a loro non importa come scrivi, ma che vendi, giusto?

Motivo Numero Dieci
Non ho mai letto un libro, ma mi va tanto di scrivere pure io qualcosa. Lo fanno tutti, anche il figlio del panettiere sotto casa. Quello di 18 anni che ha appena aperto una casa editrice. Pare fosse il sogno della sua vita. Ha iniziato a pubblicare degli autori, ma molti testi sono i suoi. Pare che chieda soldi per pubblicare con lui. Dice che un giorno l’investimento che uno fa su se stesso sarà ben ripagato. Mmm, forse è meglio se non pago nessuno e pubblico da me.

Conclusione
Ecco mi fermo qua. Spero di aver fatto sorridere i più. Non mi va di spiegare le esatte dinamiche che spingono alla pubblicazione fai da te in questo articolo molto poco serio. Molte cose potrebbero essere vere. Non mi soffermo su quali lo sono e quali no. Avete il libero arbitrio di decidere voi stessi. Quali dei 10 motivi sono scritti in forma ironica? Perché avrete notato che sono tutti semiseri/ironici, no? Non c’è nessuna storia vera 😛 . Mi sono buttato così, all’inventiva, forse qualche sfumatura dal mondo reale l’avrò colta? Non saprei. Difficile a dirsi.

A voi
Di motivi seri ne parliamo magari nel prossimo articolo se vi va. Se non vi va non c’è necessità di parlarne. Se ne dice sempre così tanto in giro, no?

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2 thoughts on “alcuni motivi (semiseri e ironici) per autopubblicarsi

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