Lungo, corto, leggibile, illeggibile… romanzi e dimensioni


(C) dhester at Morguefile
(C) dhester at Morguefile

È cosa nota che un libro di certe dimensioni spaventa sempre. Certe dimensioni… ma si parla di libri o di apparati genitali maschili?

A volte il richiamo al concetto di lunghezza spinge a fare certi pensieri, no? Ci si confonde… si pensa al numero di centimetri/pagine.

Ironia a parte, la confusione potrebbe venire fuori quando un libro non è un granché, eppure mi sono messo a studiare e ho visto che uno dei libri più letti del pianeta arriva quasi a 600 pagine. Più letto, ma anche più vomitato.

Parlo sempre dei vari volumi delle “50 sfumature”. Ho dato un occhio su Amazon per il numero di pagine delle edizioni cartacee.

Però la gente li ha letti. E allora perché tanti li hanno letti? Il problema della lunghezza quando sussiste? Perché io sono tremendamente confuso.

Si parla sempre in maniera professionale. Nei salotti culturali pare addirittura una blasfemia sfornare romanzi oltre le 180 pagine. Alcuni sono proprio scrittori che si scandalizzano e dicono sempre che se un libro è bene presentato anche se arriva a 600 pagine va bene. Il problema è in quella frase: “Ben presentato”. Cosa esattamente vorrà mai dire che una storia si presenta bene? Si presenta bene per chi?

Ho letto libri molto lunghi. Un paio di John Grisham. It di Stephen King era fatto di 1238 pagine, carattere piccolissimo (forse dimensione 8 o 9), costo 15500 lire scritto dall’autore in 4 anni. Quanto accidenti sono aumentati i libri, eh? Nel 1990 le 1238 pagine costavano 15500 lire, corrispondenti a circa 8 euro di oggi. Nel 2016 il libro più economico costa 13-15 euro e conta non più di 180 pagine. Un libro da 1238 pagine scritto piccolo piccolo non l’ho visto più in giro.

Ma perché vengono sempre criticati? Perché vengono criticati. Dipende dalla storia e da come viene presentata, eppure le circa 600 pagine delle varie 50 sfumature non mi sembra siano presentate con chissà quali crismi. Qualcuno l’ha detto che li si poteva scrivere con la metà o un terzo delle parole? Perché è quella la critica più gettonata per un libro di 600 pagine. Eppure ‘ste maledette sfumature hanno venduto e vendono più del pane, e ci hanno fatto pure un film.

Ma allora editor e scrittori invidiano?

Io non ci capisco nulla. Si sono inventati pure i dannati distillati. Un romanzo come Il socio di John Grisham lo hanno distillato. Metà delle pagine originali. Possiamo ancora chiamarlo Il socio di John Grisham? Secondo me no. È un riassunto. È un altro libro che ha una trama che forse ci somiglia.

La gente ha paura di leggere un bel libro come Il socio? Ha paura di leggerselo per intero? Si ha paura di leggere It di Stephen King? Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas? Anna Karenina? Eh be’, non ci sono più i lettori di una volta… Ops… non ci sono proprio più lettori, scusate l’imprecisione.

Che poi io sono anche confuso sul concetto del numero di pagine che è forviante. Dipende dalla formattazione, cioè dalla dimensione del rettangolo che compone la singola pagina e dai margini laterali, superiori, dipende dal carattere usato per la stampa e dalla sua dimensione. Quindi dire 600 pagine non vuol dire proprio un bel nulla.

Per non parlare del numero di pagine degli ebook. Non esiste. Nel lettore ebook si sceglie personalmente il carattere, la dimensione e i margini. Si può parlare invece del tempo di lettura.

Eppure siccome non si parla di lunghezze maschili, allora i libri devono essere piccoli, più sono piccoli più si legge. Falso. Nessuno legge, quindi o grande o piccolo a chi vuoi che importi? A chi interessa di distillare un libro?

Nella botte piccola c’è il buon vino? Ma appunto parliamo di vino e non di narrativa.

Less is more? Vabbe’ ci riempiamo sempre con paroloni che non sono i nostri e in una lingua che non è nostra.

Mi dimostrate perché un libro di 600 pagine non va bene? È solo un pesante pregiudizio. Se il libro in questione lo scrive uno sconosciuto e pure senza editore c’è da scappare sotto il letto a nascondersi. È entrato qualcuno con un coltello che vuole ucciderti solo perché hai pensato che 600 pagine vanno bene.

Eppure non mi avete convinto, sapete? Se nessuno legge, cosa vuoi che cambi? Se poi in una storia ci sono varie situazioni e personaggi mi spieghi come fai a non essere superficiale e portare avanti un discorso?

Ah dici che “le perle sono piccole”? Dici che “il buon vino sta nella botte piccola”?

Io non sono convinto affatto. Credo però che questo pesante pregiudizio impedirà a tanti di godersi un libro. Perché? Se io fossi un lettore che si approccia a un libro (farei così a prescindere da quanto è lungo… il testo) mi farei mandare l’anteprima sul mio Kindle. Se il libro ha 600-700 pagine vorrà dire che avrò molti capitoli di anteprima da leggere. Non riesco a capire se lo stile e la storia mi incuriosiscono? Non guardare le pagine, ma guarda la storia, guarda i personaggi e rilassati non devi camminare a piedi per 600-700 chilometri. Puoi tranquillamente dedicarti a una lettura. Se poi sei il tipo che se legge 700 pagine deve parlare da solo criticando ogni paragrafo perché non ti sei letto l’anteprima e non hai capito che lo stile dell’autore non era nelle tue corde e ti va di criticare allora lascia perdere. Anzi, fai quello che vuoi. Non c’è discorso che tenga. Se hai fretta fermati prima di fare clic e comprare qualcosa che odierai.

Io libri lunghi ne ho trovati in giro, anche di selfpublisher. Deserto rosso di Rita Carla Francesca Monticelli erano una novella e tre romanzi, ma io poi ho comprato e letto l’edizione che includeva tutti e quattro i testi e mi è piaciuto (ho letto le anteprime e lo stile mi piace). Sono diverse pagine quindi non va letto con fretta e non va nemmeno letto di rado, io ho dovuto leggerne un po’ per volta come quando mangi del buon cioccolato. Non puoi farne indigestione, ma non puoi nemmeno lasciarlo lì sul tavolo a seccare.

E mi sono piaciuti anche Il socio, It, Il conte di Montecristo, ecc… ecc…

2 thoughts on “Lungo, corto, leggibile, illeggibile… romanzi e dimensioni

  1. Caro Giovanni, io sono una di quelle lettrici che di fronte alle lunghezze si impressiona un po’ .(attenzione ai doppi sensi! )😛
    Sono prevenuta, è vero e ho dei pregiudizi verso il lungo dell’autore che non conosco; i classici li amo, Anna Karenina stupendo, I Viceré pazzesco, ma se mi porti pinco pallino che ha scritto e autopubblicato il romanzo da 700 pagine, non mi viene nemmeno la tentazione di leggerlo.
    Se il libro, però, lo scrivi tu lo leggo volentieri perché ti ho apprezzato con altre produzioni e ti sei guadagnato la mia fiducia.
    Ecco, la mia è una rigidità relativa!:)

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