Book Tag: 25 domande sui libri

Foto di Tuur Tisseghem da Pexels.

Qualche giorno fa sono stato nominato a partecipare a questa catena di sant’Antonio di domande sui libri.

Ricordo che un giorno, da bambino, mi arrivò a casa una busta piena di francobolli e che si diceva che potevo rimandare quei francolbolli ad almeno altre cinque persone che sapevo avrebbero apprezzato i francobolli e potevo tenerne qualcuno per me. Purtroppo non conoscevo persone che avrebbero apprezzato la cosa, a parte mio cugino da cui veniva la catena. A quel punto deve essersi interrotta la catena, almeno nel mio ramo. Continua a leggere “Book Tag: 25 domande sui libri”

Leggere in e-book è essere liberi di leggere?

Photo by EYÜP BELEN from Pexels

Ogni volta che si “compra” un libro in digitale in realtà si sta acquistando una licenza come si fa normalmente per un software che richiede un costo di licenza.

Piccola premessa
In questo articolo semplificherò l’esposizione per rendere il tutto comprensibile anche ai non addetti ai lavori, quindi se i più esperti notano che sono state omesse delle cose o che l’argomento non è approfondito è solo una conseguenza del processo di semplificazione, altrimenti ci voleva un intero libro per parlarvi degli e-book, di tutti gli store e delle loro differenze. Continua a leggere “Leggere in e-book è essere liberi di leggere?”

panchine e libri

panchina
Foto di Mabel Amber, still incognito… da Pixabay

Adoro le panchine, lo confesso. Quando sono a Londra, mi piace andare a sedermi a quelle belle panchine del Round Pound dove sei immerso a 360° nella natura, guardi davanti a te e vedi il laghetto, le anatre, le oche, i piccoli gabbianini bianchi. Volano, mangiano, nuotano, immergono la testa nell’acqua.

Stare al sole, magari in pieno inverno, o in autunno, è rilassante. Si può anche leggere, anche se preferisco stare sul prato a leggere, con un telo da mare sull’erba e lo zaino con panino di lato.

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Libro del mese: “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo

“Così parlò Bellavsita” di Luciano De Crescenzo

Non so se avete mai letto i libri di Luciano De Crescenzo, ma sono semplici, piacevoli da leggere. Credo che “Così parlò Bellavista” sia in offerta questo mese sui vari store di e-book.

De Crescenzo parla di Napoli, delle sue esperienze, delle particolarità e delle “tradizioni”. Uno dei primissimi libri del noto autore.

Anche io nei miei romanzi parlo spesso di Napoli (lo faccio in “Le parole confondono“, “Certe incertezze“, “I motivi segreti dell’amore“, “Un giorno, sempre“, “Sai correre forte“). In particolare in “Certe incertezze” e in “Sai correre forte” la città diventa personaggio, pieno di colori e di vita inedita, ma il modo in cui lo faccio è molto diverso, e sono comunque qui per consigliare il libro di Luciano De Crescenzo che di certo è più noto di me ed è uno dei miei autori preferiti.

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Salone del libro di Torino 2018: quello che nessuno sa

La Fiera della Vanità (Vanity Fair) – (c) Sergio Pani / Flickr

Molti sono entusiasti di queste grandi ammucchiate di libri fatte tra editori a cui accorrono lettori in massa. Banchetti pieni di libri. Ovviamente in Italia pochi leggono in e-book e molti comprano solo se il prezzo è molto molto stracciato o si rivolgono ai grandi editori dove la media è di 9,99 euro.

Quello che nessuno sa è che il “Salone del libro di Torino” è fallito. Hanno debiti, pare, per 3 milioni di euro, ma senza alcun problema si fa anche l’edizione del 2018. Qual è il problema? E voi lo sapevate?

Sto dando i numeri? Non direi.

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senti, ma cosa accidenti è un eBook?

(C)pippalou at Morguefile

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Questo articolo nasce dopo una riflessione. Dopo essermi reso conto di una cosa assurda, inquietante, ovvero quello che nel 2017 una persona che lavora nel campo informatico non ha la benché minima idea di cosa sia un eBook.

State ridendo? Fate pure. Anche io ho riso dopo essermi reso conto che esistono ancora persone che teoricamente hanno grandi conoscenze di informatica e poi dopo una discussione contorta capisci che non hanno la più pallida idea di cosa sia un eBook.

Ma se un informatico non sa cosa sia un eBook siamo alla frutta. Come possiamo allora pretendere che un NON informatico sappia cosa è un eBook e, peggio del peggio, convincerlo a leggere/comprare il nostro romanzo in eBook? Ora diamo i numeri, davvero, stiamo spingendoci a pretendere davvero troppo. Chi vuol vendere in eBook romanzi, raccolte di racconti in Italia, in generale, sta un attimino delirando.

Sono rimasto gelato. Ho dovuto fermarmi dieci secondi per respirare. Poi ho capito perché la gente non legge e non compra eBook.

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“Diciotto secondi prima dell’alba”, di Giorgio Scianna

“18 secondi prima dell’alba”, Giorgio Scianna

Anche in questo romanzo Scianna non delude i suoi affezionati lettori. È meno efficace e meno coinvolgente di “Qualcosa c’inventeremo” e de “La regola dei pesci”, forse è solo il tema trattato che è essenzialmente diverso, forse è che non si parla di adolescenti confusi, o che fanno cose che non dovrebbero.

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Il buio oltre le stelle. L’esplorazione dei lati oscuri dell’universo, di Amedeo Balbi

Il testo incuriosisce molto, prova a dare una spiegazione scientifica a quello che è lì sulle nostre teste. L’universo. L’autore ha un linguaggio fluido e riesce a farci capire quanto sia difficile poter descrivere l’evoluzione dello spazio, a darci un’idea precisa di come si siano formati pianeti, stelle, galassie e tutti i corpi celesti che sono nello spazio e che a occhio nudo non si vedono. Sono gli stessi scienziati che devono ragionarci molto, creare teorie più o meno valide da verificare o da modificare seguendo un approccio scientifico rigoroso. Gli argomenti sono complessi, ma affascinanti, ed è proprio per la loro complessità che ogni tanto ci si perde, immagino che il libro vada riletto almeno un’altra volta e non perché l’autore non sia stato all’altezza, ma le nozioni sono tante e poterle spiegare in maniera elementare e comprensibile a chi di fisica e astronomia non ne capisce nulla non è semplice, anche perché, se un argomento è complicato di per sé per uno scienziato, allora è difficile renderlo alla portata di tutti. Non possiamo essere tutti scienziati, vi pare?
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