Il miglior negozio di e-book del 2020 – parte 2

(C)pippalou at Morguefile

Nello scorso articolo parlavo di due dei tre motivi per cui è meglio usare un negozio digitale come Google Play Libri invece di Amazon.

Veniamo oggi a scoprire il terzo motivo che mi ha convinto.

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Il miglior negozio di e-book del 2020 – parte 1

(C)pippalou at Morguefile

Diversamente dagli anni precedenti, dove non riuscivo a individuare un buon negozio di e-book, dalla fine dell’anno scorso ho decretato Google Play Libri come mio negozio di libri digitali. Per tre motivi, dicevo nello scorso articolo.

Vediamo oggi quali sono i primi due.
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Leggere in e-book è essere liberi di leggere?

Photo by EYÜP BELEN from Pexels

Ogni volta che si “compra” un libro in digitale in realtà si sta acquistando una licenza come si fa normalmente per un software che richiede un costo di licenza.

Piccola premessa
In questo articolo semplificherò l’esposizione per rendere il tutto comprensibile anche ai non addetti ai lavori, quindi se i più esperti notano che sono state omesse delle cose o che l’argomento non è approfondito è solo una conseguenza del processo di semplificazione, altrimenti ci voleva un intero libro per parlarvi degli e-book, di tutti gli store e delle loro differenze. Continua a leggere “Leggere in e-book è essere liberi di leggere?”

panchine e libri

panchina
Foto di Mabel Amber, still incognito… da Pixabay

Adoro le panchine, lo confesso. Quando sono a Londra, mi piace andare a sedermi a quelle belle panchine del Round Pound dove sei immerso a 360° nella natura, guardi davanti a te e vedi il laghetto, le anatre, le oche, i piccoli gabbianini bianchi. Volano, mangiano, nuotano, immergono la testa nell’acqua.

Stare al sole, magari in pieno inverno, o in autunno, è rilassante. Si può anche leggere, anche se preferisco stare sul prato a leggere, con un telo da mare sull’erba e lo zaino con panino di lato.

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“Ogni 44 giorni” e “Universo incompleto” di Stefano Castelvetri

“Ogni 44 giorni” di Stefano Castelvetri
“Universo incompleto” di Stefano Castelvetri

I due romanzi “Ogni 44 giorni” e “Universo incompleto” di Stefano Castelvetri li ho praticamente divorati, letti uno dei seguito all’altro. Fanno parte del primo e del secondo volume della serie “Storie di Binazzo”, che si compone di un terzo volume che dà il nome alla serie.

I primi due sono romanzi, mentre il terzo è una raccolta di racconti divisi in episodi, come in una mini serie televisiva.

Ogni 44 giorni:
Negli ultimi 500 anni, la Terra è stata sotto pericolo di distruzione per 8.23 volte l’anno. Ogni 44 giorni, circa. La minaccia di distruzione non ha sempre riguardato la Terra. A volte si è limitata alla popolazione umana. O parte della popolazione. E la minaccia non viene sempre dallo spazio. A volte arriva dal nostro stesso pianeta. A volte da altre dimensioni. A volte da altri continuum. A volte da un capriccio divino.
Ma non è così importante. L’importante è che, a fronte di un universo costantemente pericoloso, ci sia qualcuno in grado di affrontare 8.23 pericoli di distruzione l’anno. E, se possibile, salvare la Terra. O parte della popolazione.
Insomma, ci siamo capiti.
Quel qualcuno, per fortuna, c’è.

Universo incompleto:
Ma davvero? È proprio necessario premere quel pulsante?
È la domanda che si pone Alex Cattabrighi mentre affronta l’ennesima minaccia di distruzione della Terra.
Ma come è possibile, si chiede, che uno sparuto gruppo di agenti riesca sempre, sempre, ad avere la meglio di fronte a 8.23 pericoli di estinzione l’anno? È possibile che, alla faccia di ogni calcolo probabilistico, riescano a non fallire nemmeno una volta? Forse non è necessario difendersi? Forse non è necessario premere quel pulsante?
Alex, insieme ai suoi compagni, dovrà affrontare questi dubbi quando una richiesta di soccorso li spingerà a intromettersi in un conflitto dall’altra parte dell’universo.
E, con l’avverarsi di una profezia, i terrestri e i loro nuovi alleati dovranno cercare una soluzione, anche la più improbabile, per porre fine alla guerra e impedire l’ascesa di una razza aliena indistruttibile.

In queste storie si parla di una squadra speciale che affronta le minacce rivolte alla Terra, incluse quelle di alieni, ma non temete, anche se non avete mai letto di fantascienza, non dovete temere, non è fantascienza con alieni, mostri, navicelle spaziali, lotta tra il bene e il male come si vede nei film. Diciamo che sono quasi un pretesto per presentare l’universo dell’autore, un omaggio al genere.

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Libro del mese: “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo

“Così parlò Bellavsita” di Luciano De Crescenzo

Non so se avete mai letto i libri di Luciano De Crescenzo, ma sono semplici, piacevoli da leggere. Credo che “Così parlò Bellavista” sia in offerta questo mese sui vari store di e-book.

De Crescenzo parla di Napoli, delle sue esperienze, delle particolarità e delle “tradizioni”. Uno dei primissimi libri del noto autore.

Anche io nei miei romanzi parlo spesso di Napoli (lo faccio in “Le parole confondono“, “Certe incertezze“, “I motivi segreti dell’amore“, “Un giorno, sempre“, “Sai correre forte“). In particolare in “Certe incertezze” e in “Sai correre forte” la città diventa personaggio, pieno di colori e di vita inedita, ma il modo in cui lo faccio è molto diverso, e sono comunque qui per consigliare il libro di Luciano De Crescenzo che di certo è più noto di me ed è uno dei miei autori preferiti.

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Salone del libro di Torino 2018: quello che nessuno sa

La Fiera della Vanità (Vanity Fair) – (c) Sergio Pani / Flickr

Molti sono entusiasti di queste grandi ammucchiate di libri fatte tra editori a cui accorrono lettori in massa. Banchetti pieni di libri. Ovviamente in Italia pochi leggono in e-book e molti comprano solo se il prezzo è molto molto stracciato o si rivolgono ai grandi editori dove la media è di 9,99 euro.

Quello che nessuno sa è che il “Salone del libro di Torino” è fallito. Hanno debiti, pare, per 3 milioni di euro, ma senza alcun problema si fa anche l’edizione del 2018. Qual è il problema? E voi lo sapevate?

Sto dando i numeri? Non direi.

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