Certe incertezze #5: il lavoro dietro le quinte


(C) MaryRN at Morguefile
(C) MaryRN at Morguefile

Articolo a cura di Andrea Marini disponibile anche sul suo blog.

Nello scorso articolo abbiamo parlato della trama di “Certe incertezze“. Oggi vediamo cosa c’è stato dietro le quinte per arrivare alla pubblicazione di questo romanzo.

Ciao Giovanni. Puoi dirci quando hai avuto l’idea per “Certe incertezze”?
Ciao Andrea. In realtà mentre scrivevo “Le parole confondono”.

Davvero?
Ovviamente non è che mentre scrivevo il primo avevo già abbozzato trama e personaggi del nuovo. Pensavo solo che in un romanzo ci sono vari personaggi e che quindi puoi tirare su una storia seguendo le vicende personali di uno di questi in un altro libro.

Perché hai scelto Francesco Sacco?
Perché è un personaggio molto intrigante, misterioso, e anche io mi sono chiesto perché è diventato come lo vediamo ne “Le parole confondono”. Poi da qui a iniziare a scrivere un “seguito”, a correggerlo e a pensare davvero di pubblicarlo, e poi farlo per davvero, sono passati anni.

Quanti?
Più o meno 4. Considera che dopo aver finito la prima stesura mi sentivo un po’ sconvolto. La storia era così particolare che non pensavo affatto a di pubblicarla. Avevo osato troppo, mi ero spinto in territori difficili, non avevo ancora ben chiaro se c’erano o meno lettori interessati.

Sei sempre esigente verso di te, giusto?
Sì, un po’ come te. Potremmo essere fratelli gemelli.

Non direi. Cosa non ti convinceva del romanzo? Dico nei confronti di una pubblicazione.
È un po’ lungo, ci sono molti temi dentro e non posso nominarli senza svelare parte della trama stessa, inclusi i colpi di scena. La gente ti guarda sempre con un occhio poco benevolo quando tu sconosciuto scrivi così tanto, e poi anche io ci penso e mi dico: era necessario dire tanto?

E lo è? Non potevi usare la metà delle parole, un terzo?
No, non si poteva. Si sono aggiunti per strada personaggi, collegamenti con altre cose. E nel libro scopri anche i fatti: arrivano un po’ per volta. All’inizio ci sono molte domande inevase e, anche quando alcune verità vengono fuori, devi comunque attenderti altro o che forse c’è dell’altro perché non tutto è come sembra. Un po’ come quando vedi una serie televisiva in forma di romanzo.

Ci hai lavorato da solo al secondo libro?
No. Se fosse così non lo avrei pubblicato. Il libro l’ho scritto per intero, poi ho fatto varie riletture complete che hanno impiegato mesi per essere completate, poi sono passato ai miei beta lettori che mi hanno aiutato a perfezionare il testo e mi hanno detto cosa ne pensavano mentre lo leggevano, così che ho potuto capire se certe emozioni ero riuscito a trasmetterle o meno. Per la sinossi mi sono affidato alla mia copy editor preferita che mi ha consigliato un po’, per la copertina mi sono rivolto a lei e a un altro gruppo e mi hanno suggerito varie cose. Alla fine il lavoro di squadra mi ha fatto sentire anche più sicuro dei miei passi.

Voglio leggerlo. Quando esce?
Presto, presto. Magari mentre parliamo è già in vendita.

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