Quando le librerie erano Librerie era tutto più bello


In genere quando un selfpublisher pubblica un ebook c’è sempre chi dice: “vorrei leggerti, non c’è la copia cartacea?”.

Ho fatto sempre una copia cartacea. Anche in previsione di una possibile presentazione in libreria, ma chi compra le copie cartacee dei selfpublisher? Credo quasi nessuno. Sono rarissimi casi.

Poi c’è anche un altro problema.

Le librerie hanno smesso di fare le Librerie. Alla fine sono diventati, indipendenti o meno che si dichiarino, portavoce della grande editoria. Alla fine, se entrate in una libreria non troverete piccoli editori.

Perché succede? Non mi interessa. Non è il punto della questione di questo articolo. Ogni libreria venda o faccia ciò che vuole, però non critichino Amazon. Che voglio dire? Se una libreria diventa il supermercato degli autori dei grandi editori qualcuno mi spiega perché non dovrei comprare da Amazon o magari gli ebook?

Sono entrato in una libreria che consideravo indipendente e sono stato arronzato e preso in giro. Sono passato una volta e mi è stato dato il riferimento del responsabile. Ho scritto al responsabile e non ho avuto risposta, così sono ripassato. Mi piace guardare in faccia le persone. Il responsabile era impegnato alla cassa, ho aspettato che si liberasse e in due minuti mi ha detto che aveva avuto la mia email ma non aveva ancora deciso.

Prima di passare una seconda volta ho fatto trascorrere una settimana. Non è che non ci dormissi la notte. Non è che fossi entusiasta di organizzare una presentazione, ma andrebbe fatto. Inoltre non ho voluto trasmettere il messaggio errato: non ero disperato, non ho assoluto bisogno di fare una presentazione in quella libreria. Non supplico le persone. Che ognuno faccia liberamente ciò che più gli sta a cuore senza badare a me. Davvero, senza alcun risentimento, mai.

Il responsabile aveva ricevuto un unico link nell’email: questo. Dove ci sono tutte, e dico tutte, le informazioni riguardo al libro che volevo presentare: titolo, copertina, sinossi, link per l’acquisto e anche link alle recensioni.

Prima mi dice che stava valutando e poi mi fa: “Sì, ma lei non mi ha inviato il PDF con la scheda del libro. Mi mandi quello e poi ci risentiamo”.

Mando il PDF e, ovviamente, io solo i numeri al lotto non indovino, non mi ha mai ricontattato. Avrei dovuto farlo io? E perché mai? Mi ha fatto perdere 3 settimane mentre la mia possibile relatrice attendeva una risposta. Non sono serio? avrebbe potuto pensare la ragazza. Prima chiedo, mi informo sulle sue letture, le spiego la cosa e poi sparisco.

Sinceramente è più di una volta che ho avuto a che fare con librerie che al solo sentire “mi pubblico da solo”, “sono un selfpublisher”, “scrivo” si sono comportate più o meno così. So che alcune non sono tutte, ma so anche che hanno tutto il diritto di decidere loro cosa fare.

L’unica cosa che contesto è il fatto che i librai non sono più Librai. Un po’ di sincerità almeno. Qua nessuno pretende nulla. So bene che le librerie indipendenti restano aperte perché vendono i romanzi di Mondadori & derivati, di Newton&Compton, di Einaudi, mica restano aperte perché vendono quel bel libro di PincoPallinoEditore?

È tanto difficile dirlo subito?

Sono passato da Feltrinelli e mi hanno detto onestamente e chiaramente che per la distribuzione in libreria per uno che si pubblica da solo l’unica soluzione è “ilmiolibro.it”. Me lo hanno detto 5 minuti dopo la prima volta che sono passato, però mi hanno anche detto che per una presentazione magari si può fare qualcosa.

Però so anche che in una libreria Feltrinelli vendono moltissimi libri Feltrinelli, Mondadori ed Einaudi e che i libri di altri ci sono pure, ma dipende.

Alla fine il selfpublishing non prevede un cartaceo. È più facile che un lettore compri un titolo tra i 0,99 e i 3,99 euro di autore self in ebook su Amazon che un cartaceo in una libreria che hanno magari nel magazzino perché il lettore sa che c’è il libro di quell’autore perché lo ha saputo dall’autore.

Piccole case editrici nelle grandi catene nemmeno ci vanno perché il problema è il distributore, ma questo è un articolo a parte.

Consiglierei ai librai di tornare a fare i Librai se vogliono dirsi “Libreria indipendente”. E di dire la verità, perché fanno più bella figura. Sono più apprezzati, almeno da me. Meglio un rifiuto subito che un nascondersi dietro a un “devo decidere”, “ah, ma non ha mandato il PDF”. Perché se stavi decidendo, in che modo poi il PDF ti aiuta a decidere? Diciamo che ti aiuta a prendere tempo e a fare in modo, come poi è successo con me, che l’autore sparisca senza insistere, per noia.

Visto che io non ho una Piattaforma, sai cosa c’è di nuovo? Non mi importa molto, non mi importa più molto, di recente, di pubblicare storie in ebook, in cartaceo per 3 lettori. Mi mancano le basi del marketing, non so a chi demandare e non ho idea di come non buttare tempo e denaro. Le storie continuano a invadere la mia mente. È una malattia, ma sto convivendo con la realtà dei fatti. Sono una goccia nel mare dei milioni di autori che sono su Amazon.

Se è difficile arrivare a fare una presentazione in una libreria cosa altro va fatto? Sinceramente? Non lo so. C’è per esempio a chi piace il tuo libro e non ti recensisce nemmeno. Ma come poi posso pretendere di confrontarmi con autori di macchine da guerra editoriali? E organizzare una presentazione non credete che sia facile, soprattutto con l’arrivo dei bei tempi dove la gente già poca che va in libreria, finisce poi per andare al mare, in piscina. Forse la presentazione va spostata in luoghi diversi, come un café. Infatti ho anche accennato la cosa a un café dove vado spesso, ma sinceramente sono perplesso, senza entusiasmo.

Non mi importa nemmeno di non fare l’editing di libri che già ho pronti. Qualche sorpresa però mi arriva lo stesso. Ogni tanto, proprio quando dico di voler smettere di scrivere dovrei quasi ricredermi.

Alla fine le librerie spariranno, gli editori pure, ne resterà solo uno, ma nel frattempo non ci saranno nemmeno più lettori davvero interessati a scoprire nuovi autori, ma solo etichette, volti noti, come accade nel mondo della musica con il potere dei discografici, almeno parlo dell’Italia. Si passa da un’etichetta all’altra. Si etichettano gli autori, le persone, la politica, il mondo. Nessuno vuole usare un’etichetta, sembra brutto, ma poi succede.

Ricordate: “Ne resterà soltanto uno, il giorno dell’adunanza si è compiuto”.

Ah, vi accennavo sopra di una bella cosa. La persona che avrebbe potuto farmi da relatore non ha mai letto un solo ebook, non ha ebook reader, ma incuriosita da “Sai correre forte” ha installato l’app Kindle sul suo telefono e comprato il libro mentre io attendevo invano la grande e impegnativa decisione di una persona che non ha mai risposto e mi ha fatto passare ben due volte in libreria. Incredibile che abbia spinto qualcuno verso gli ebook 🙂 . Uno solo, va bene, però c’è stato. Sono davvero colpito. Molto.

Manteniamo i piedi per terrà però. Il libro ha bisogno di un’idea per la promozione. Fosse anche solo che qualcuno di voi che legge questo articolo volesse recensirlo, leggerlo. Posso regalarlo. Anche se sono convinto che chi è davvero interessato se lo compra, perché col regalo succede che lo si mette nel lettore e lì ci resta.

Attualmente “Sai correre forte” è in offerta a 2,99 invece di 3,99. Su Amazon. Affrettati perché l’offerta non durerà a lungo.

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2 thoughts on “Quando le librerie erano Librerie era tutto più bello

  1. Certe librerie pensano di sopravvivere seguendo la scia delle librerie di catena. Quando capiranno che non funziona affatto così, forse sarà troppo tardi, per loro.
    Anche io sto per presentare il cartaceo, ma nemmeno ci provo a recarmi in una libreria. Ti prendono in considerazione solo se passi in televisione…

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