Musica, testo e contesto


Image by FotoshopTofs from Pixabay. License CC0 Creative Commons.

Un po’ di tempo prima dell’inizio del festival di San Remo vidi uno dei partecipanti presentare una canzone in una trasmissione. Tutti quelli che in studio avevano ascoltato quel brano erano rimasti colpiti dalle parole. Non fecero nessun accenno al ritmo della canzone e né tanto meno alla musica. Si parlava solo delle parole. Solo esclusivamente del testo. Non lo chiamarono nemmeno lirica. Era il “testo”.

Eppure non era una poesia o un brano di narrativa. In una canzone non si può prescindere dalla musica che accompagna il testo/lirica e dal ritmo della stessa.
Dire che in una canzone sono belle solo le parole sa di: “Che imbarazzo. Non so cosa dire”. Molte persone sono innamorate dei Pink Floyd, degli U2. A volte nemmeno capiamo il testi delle canzoni in inglese, ma ci troviamo a cantarle e a farci prendere dal ritmo.

Un mio amico alle scuole superiori, e sono molto d’accordo con lui, disse che se uno in una canzone nota solo le parole, se a uno piacciono le parole, si compra un bel libro di poesie o di racconti. La musica non si può slegare dalla parole con cui la si accompagna e viceversa.

Quella canzone, sinceramente, a me non suscitava un bel nulla, né per le parole, né per la musica che era completamente dissonante rispetto al tema che trattava. Mi ricorda tanto le belle parole vuote che si usano nei confronti di autori di narrativa solo perché hanno trattato un certo tema. Il come non importa. Come se in un romanzo non sia importante la forma, non conti se è una bozza, se è stato editato in modo superficiale, ma sia importante solo il concetto che non si è nemmeno riuscito a esprimere nel modo giusto, ma che è lì in quelle pagine in qualche modo.

O come quando si legge un e-book senza indice, senza rientri del primo rigo di ogni paragrafo e magari prodotto tramite in una conversione OCR dove parole come “quello” diventano “que110”, “massimo” diventa “rnass1rn0”. Che importa che l’e-book è fatto male? Conta quello che c’è dentro. Cioè? Non si capisce mica!

Ci sono canzoni che sono composte solo ed esclusivamente di musica, sequenze di note suonate insieme, la vera musica forse è quella. Basta pensare ai brani di musica classica, quelli eseguiti con violino o solo pianoforte, oppure, per entrare nell’epoca moderna, basta ascoltare Max Richter, per esempio la struggente canzone On the Nature of Daylight dove quel violino piange e racconta una storia, crea una sequenza di immagini in testa senza nemmeno mettere testo o immagini. Quella musica è potente, fa venire i brividi, mette dolore nell’anima. Oggi, per quanta modernità ci possa essere, mettere insieme quattro note e un testo che parla di un problema complesso, non è fare musica.

Questa ovviamente è la mia opinione e magari nessuno è d’accordo con me. Io dico solo che la musica deve emozionare davvero, attraverso le note degli strumenti musicali, con l’aggiunta di versi se occorre. Dire che le parole sono belle ha poco senso. È decisamente riduttivo, o fuorviante.

Voi lo leggereste un romanzo che parla di un argomento difficile se scritto molto male, con un pessimo stile, con poca cura nei dialoghi, nella definizione dei personaggi e magari con un e-book fatto pure peggio? Io no, qualcun altro sicuramente. I lettori sono tutti diversi e non ce ne sono due che hanno la stessa identica opinione virgola dopo virgola dello stesso testo, ma credo di aver espresso il mio legittimo dubbio riguardo il non possibile scorporo di lirica e musica di una canzone.

Tra l’altro, certi palcoscenici, per quanto internazionali, non rendono minimamente. Quante canzoni si sentono in giro o si vendono dopo aver partecipato a San Remo? Non quante dovrebbero, sempre troppo poche. Le scelte sono sempre scelte, attinenti a gusti estremamente personali. Una canzone viene giudicata in due minuti. È molto più rapida rispetto a un romanzo, e magari proprio per questo più difficile da costruire e da rendere nel modo migliore.

Il Festival di San Remo non serve a nulla. Non scopre nessun talento. È un programma che nel 2018 non serve più a nulla. Tra l’altro è così già da almeno 20-25 anni. Si pagano ospiti e conduttori cifre blu per cinque giorni di lavoro, per un qualcosa che è solo nel vecchio ricordo di chi ne ebbe l’idea tanti e tanti anni prima. Oggi il talento, per quanto se ne voglia ragionare, non si scopre in tivù, nememno su YouTube se vogliamo dircela tutta, ma si scopre nel pub inglese dove una sera vai a mangiare un panino e tre anni dopo scopri che quell’artista che tanto ti era piaciuto mentre mangiavi il tuo panino è diventato più conosciuto. Oppure lo scopri in una delle fermate della metropolitana di Londra, a Covent Garden, ma non certo in tivù e non al Festival di San Remo.

Certe scelte mi sembrano sempre poco attinenti con la realtà; sono legate solo a una sorta di prestigio da salotto culturale che oggi non esiste più, o almeno non nella forma in cui lo si percepiva cinquanta anni fa, e di cui, sempre oggi, non si ha la necessità. Oggi la canzone o piace o non piace. Molte verranno dimenticate in pochi mesi e nessuna sopravviverà nel tempo, almeno le canzoni italiane di questo secolo non credo abbiano buone prospettive di vita oltre la vita di chi l’ha creata, salvo pochi artisti come Lucio Battisti, Lucio Dalla, Pino Daniele, ecc… Ma chi sono io per giudicare? Magari mi sbaglio pesantemente.

E, tornando al tema dell’articolo, a mio avvio musica e lirica di una buona canzone non sono separabili.

Secondo voi ha senso giudicare solo il testo di una canzone ignorandone la musica? Non sarebbe meglio in quel caso un buon libro di poesie o di racconti?

Annunci

8 risposte a "Musica, testo e contesto"

  1. Una canzone, per quanto sembri semplice, è composta da tanti fattori che la rendono un ‘oggetto’ complesso che suscita reazioni diverse in ogni persona che la ascolta. Oltretutto, come forma d’arte, è difficile quantificarne oggettivamente la qualità. Ognuno ci trova ciò che vuole. La melodia, il ritmo, il testo, il titolo, il video, il soggetto, la faccia carina o… il ‘lato B’ della cantante. Siamo tutti diversi ed è bellissimo che sia così.

    1. Quindi va anche bene valutare il testo senza pensare alla musica? Però il fatto è che uno se pensa a una canzone o gli viene in mente la musica o testo e musica in genere. Anche le ragazze che amano le boy band conoscono musica e testi a memoria e valutano lato B, musica e testo 😀

      1. Io parlavo in generale, non di quelle 11 canzoni. 😃 bei testi sì, ma resto sempre legato all’idea di non scorporare note, armonia e testi, poi ci sono eccezioni, ma parliamo di bravi parolieri. Boh, mi sono quasi perso in tutto il ragionamento 😜

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.