Quando si scrive un romanzo, ma anche un semplice racconto, una delle cose, a volte molto implicita, a cui si pensa è la collocazione spazio/temporale, l’ambientazione. Se si narra delle vicende di Napoli e si pensa al dopoguerra, allora l’ambiente da descrivere è decisamente diverso da una Napoli moderna.
“Joe è tra noi” è ambientato, in parte, a Londra. Londra già rappresenta il futuro per chi vive in una nazione disastrosa come lo è l’Italia. Immaginare una Londra nell’anno 2358 è un po’ difficile, perché figurarsi il futuro è sempre complicato, soprattutto proiettandosi in avanti di 343 anni non è banale.
Ma scrivendo un romanzo di fantascienza si ha una certa libertà. Diventa, se vogliamo, anche più semplice.
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