Quando si scrive un testo narrativo una delle cose importati che lo scrittore deve saper fare è dare vita a dei dialoghi interessanti.
Attraverso il dialogo il personaggio, in quel momento, sembra davvero prendere vita, ragionare, sragionare, caratterizzarsi e, scrivere un buon dialogo, può diventare difficile.
Chuck guardava l’orizzonte in attesa che Kelly, la sua Kelly, ritornasse da lui. Sperava che la nave che aveva abbandonato l’isola per salvarsi riuscisse a tornare. Se lo erano promessi e Kelly manteneva sempre le promesse, perché si amavano e, se ancora non era tornata, doveva esserci un motivo serio. La nave doveva essersi persa, forse non era riuscita a tornare indietro nel tempo e a fermare il Chuck del passato, ma se non c’era riuscita perché ora lei non era lì con lui? Continua a leggere “L’isola del giorno che verrà”→
Un po’ di tempo fa conobbi Luca Rossi, un autore di fantascienza che lesse il mio racconto “Viaggio dentro una storia“, e tramite twitter ci tenevamo in contatto, poi pubblicai “Le parole confondono” e mi ritrovai la sua recensione su Amazon:
“Sono rimasto profondamente toccato dalle vicende di Andrea, che si dipanano in momenti e spazi diversi. Ci troviamo ora nella sua Napoli ed ora a Milano. In entrambi i luoghi, alcuni eventi hanno sconvolto o vengono a travolgere la sua esistenza. L’amicizia, la voglia di non lasciarsi di nuovo andare, ma anche il senso supremo della sconfitta… Leggendo, ci si interroga sui significati dell’esistenza, sul senso del continuo essere sbattuti come biglie tra gioie e dolori. ‘Le Parole Confondono’ è un romanzo psicologico, di crescita interiore, toccante, scritto in modo pacato, mai banale. È stata per me una gioiosa scoperta. Mi ha colpito soprattutto come le vicende ‘vere’ di Andrea siano tornate per giorni a frullarmi nella testa, senza lasciarmi più.” (link)
Eccoci con un altro ebook, il vostro scrittore preferito, quello che ama alti e bassi, tra un amore sviscerato e irrinunciabile per la scrittura a un sentimento prossimo all’odio per i suoi testi. Sì, perché un po’ come l’artista pazzo de Il mistero di Bellavista, film di Luciano De Crescenzo, che realizza un’ode all’arte in genere, chi non ha incertezza per la sua vita? Figurarsi per le proprie creature letterarie. Non per incertezza, ma per paura, perché lo scritto è molto più di una sequenza di parole scritte, molto più. Chi non ha scritto per almeno venti anni non sa di cosa si parla. La parola è viva.
Il 4 marzo del 1943 nasceva, a Bologna, Lucio Dalla. Un grande artista che ha prodotto il meglio del meglio della musica italiana. Che ne vogliano dire le persone di gusti sofisticati che hanno quella costante puzza sotto il naso e che non ascoltano musica italiana facendo di tutta un’erba un fascio, che tutto gli dà fastidio, che non leggono libri indie, che non leggono libri se non di elevata qualità, Lucio Dalla ha fatto la storia buona della nostra povera stuprata nazione.