Oggi prendo spunto da un articolo per parlare di una questione che già ho affrontato altre volte su questo blog. Un romanzo è una storia vera?
Lo scrittore cosa fa esattamente quando scrive?
Scrive, dirà qualcuno.

Una volta accadde un fatto strano.
C’è chi comprò un lettore ebook Kobo.
Sono rimasto sconvolto.
C’è chi dice che Kobo capisce quello che fa.
Continua a leggere “lo scrittore in crisi: c’è che dice che Kobo capisce quello che fa”

Quando si scrive un testo narrativo una delle cose importati che lo scrittore deve saper fare è dare vita a dei dialoghi interessanti.
Attraverso il dialogo il personaggio, in quel momento, sembra davvero prendere vita, ragionare, sragionare, caratterizzarsi e, scrivere un buon dialogo, può diventare difficile.

Chuck guardava l’orizzonte in attesa che Kelly, la sua Kelly, ritornasse da lui. Sperava che la nave che aveva abbandonato l’isola per salvarsi riuscisse a tornare. Se lo erano promessi e Kelly manteneva sempre le promesse, perché si amavano e, se ancora non era tornata, doveva esserci un motivo serio. La nave doveva essersi persa, forse non era riuscita a tornare indietro nel tempo e a fermare il Chuck del passato, ma se non c’era riuscita perché ora lei non era lì con lui?
Continua a leggere “L’isola del giorno che verrà”

Una volta accadde un fatto strano.
Strano assai.
Non so bene i fatti, ma un amico scrittore che vive in Italia mi ha detto che gli Italiani non possono scegliersi chi li deve regnare.
Sono rimasto sconvolto.
Dice che in Italia chi ti governa vuol sapere tutto dei tuoi soldi, ma non vuol che si sappia dei suoi e dei tuoi soldi si pagan biscotti e sigarette.
Continua a leggere “lo scrittore in crisi: c’è chi dichiara che l’Italia è un paese democratico”

Una volta accadde un fatto strano.
Lessi una cosa sconvolgente.
I giornali vengono pagati dallo Stato.
Vendono o non vendono non importa. Il finanziamento milionario è comunque assicurato.
Rimasi sconvolto.
Giornalai scrivon in giornali.
C’è chi si pon il quesito se Galileo Galilei nato il 15 febbraio chissà cosa avrebbe da dire guardando l’Italia di oggi.
Continua a leggere “lo scrittore in crisi: c’è chi viene pagato per stampare giornali”

Un po’ di tempo fa conobbi Luca Rossi, un autore di fantascienza che lesse il mio racconto “Viaggio dentro una storia“, e tramite twitter ci tenevamo in contatto, poi pubblicai “Le parole confondono” e mi ritrovai la sua recensione su Amazon:
“Sono rimasto profondamente toccato dalle vicende di Andrea, che si dipanano in momenti e spazi diversi. Ci troviamo ora nella sua Napoli ed ora a Milano. In entrambi i luoghi, alcuni eventi hanno sconvolto o vengono a travolgere la sua esistenza. L’amicizia, la voglia di non lasciarsi di nuovo andare, ma anche il senso supremo della sconfitta… Leggendo, ci si interroga sui significati dell’esistenza, sul senso del continuo essere sbattuti come biglie tra gioie e dolori. ‘Le Parole Confondono’ è un romanzo psicologico, di crescita interiore, toccante, scritto in modo pacato, mai banale. È stata per me una gioiosa scoperta. Mi ha colpito soprattutto come le vicende ‘vere’ di Andrea siano tornate per giorni a frullarmi nella testa, senza lasciarmi più.” (link)
Continua a leggere “due chiacchiere con Luca Rossi su “Le parole confondono””

Una volta accadde un fatto strano.
Ero per strada e mi apprestai ad attraversare le strisce pedonali.
Una persona in auto si fermò e attese che passassi.
Continua a leggere “lo scrittore in crisi: c’è chi ti fa passare sulle strisce pedonali”

Eccoci con un altro ebook, il vostro scrittore preferito, quello che ama alti e bassi, tra un amore sviscerato e irrinunciabile per la scrittura a un sentimento prossimo all’odio per i suoi testi. Sì, perché un po’ come l’artista pazzo de Il mistero di Bellavista, film di Luciano De Crescenzo, che realizza un’ode all’arte in genere, chi non ha incertezza per la sua vita? Figurarsi per le proprie creature letterarie. Non per incertezza, ma per paura, perché lo scritto è molto più di una sequenza di parole scritte, molto più. Chi non ha scritto per almeno venti anni non sa di cosa si parla. La parola è viva.